Violazione dei diritti umani in carcere

CARCERI: SUICIDIO BLEFARI, IMPICCATA IERI SERA CON LENZUOLA

Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Questo recita l’articolo 27 della nostra Costituzione. La situazione dei penitenziari invece è disastrosa, al punto che spesso vengono violati i diritti umani fondamentali e che l’Italia ha subito diverse condanne dall’Unione Europea. Secondo l’associazione Antigone, che monitora pubblicamente lo stato dei penitenziari italiani, il sovraffollamento medio delle carceri è del 113,3% e che in quattro penitenziari sui 51 analizzati non sono garantiti i 3 metri quadrati per detenuto  obbligatori.

Il numero di decessi e suicidi è elevatissimo, basti pensare che dall’inizio dell’anno a fine maggio si sono verificati in carcere 31 decessi di cui 24 suicidi, un dato che non possiamo tollerare, con una media di cinque morti al mese. A febbraio si sono contati quattro suicidi in un solo giorno e nell’anno 2016, in totale, si sono verificati centoquindici suicidi. E’ stata inoltre registrata una vergognosa anomalia: un’elevata percentuale delle persone rinchiuse sono detenuti in attesa di giudizio. Nelle carceri italiane inoltre sono bassissime le opportunità di lavoro e formazione, le quali per legge dovrebbero essere garantite ai detenuti per reinserirli nel contesto sociale al termine della pena, come stabilito dalla Costituzione.

Nonostante il regolamento, in carcere è molto diffuso il consumo di stupefacenti, così come le problematiche sanitarie e il disagio psichico tra i detenuti. E’ inoltre accertato che i carcerati stranieri sono fortemente discriminati rispetto agli italiani in quanto faticano ad accedere alle misure alternative alla detenzione.

Per risolvere la questione è stato emanato nel 2014 il decreto “svuota carceri” dal ministro della Giustizia Andrea Orlando, che tuttavia ha avuto effetti positivi di breve durata, infatti oggi il sovraffollamento delle carceri si è ripresentato con un totale di 56.289 detenuti per 50.211 posti a disposizione, secondo i dati del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria. Il risultato è che l’Italia è stata recentemente ripresa dal Consiglio d’Europa.

Articolo pubblicato sul cartaceo de “Lo sbuffo”

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