Il Globe, teatro di Shakespeare e simbolo di Londra

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Il Globe Theatre era un famoso teatro di Londra in cui, dal 1599, venivano messe in scena le opere di Shakespeare, che ha anche calcato il palcoscenico nei panni di attore. Ancora oggi a Londra esiste un Globe Theatre, che propone opere di Shakespeare secondo lo stile Elisabettiano. Il Bardo, che faceva parte dei Lord Chamberlain’s Men, la più importante compagnia teatrale sotto Elisabetta la Grande, pagò per costruire il Globe il 12.5% della cifra che la compagnia teatrale investì nel progetto, diventando l’azionista principale del teatro e promuovendo un’operazione economica di straordinaria importanza per l’arte teatrale londinese, che comportò grandi profitti per Shakespeare e per tutti i Lord Chamberlain’s Ma Men. All’epoca solamente due compagnie erano autorizzate a recitare nel perimetro della città di Londra, le altre dovevano accontentarsi del Rose Theatre.
Shakespeare e la sua compagnia costruirono il Globe solo perché non potevano usare la struttura coperta del Blackfriars Theatre, che James Burbage, il padre del primo attore Richard Burbage, costruì nel 1956 entro il perimetro della città insieme a suo fratello. Burbage aveva una lunga esperienza come imprenditore teatrale: nel 1576 aveva costruito un teatro di grande successo, chiamato The Theatre, nei sobborghi di Londra. Vent’anni più tardi, quando il contratto di affitto del terreno del Theatre stava per scadere, costruì il Blackfriars per sostituirlo. Purtroppo i ricchi cittadini che vivevano in prossimità del nuovo teatro riuscirono ad impedire l’uso del locale per finalità artistiche, perciò il capitale che Burbage aveva investito risultò perso. Nel 1597 l’uomo morì, lasciando incompiuti i suoi piani per la drammaturgia londinese e, per questo motivo, i Lord Chamberlain’s Men decisero di costruire un teatro con le proprie risorse finanziarie: Shakespeare, i due figli di Burbage e altri quattro attori diventarono i proprietari del Globe.
Per costruire il teatro furono utilizzati i materiali appartenenti al Theatre, il cui contratto d’affitto era scaduto e pertanto doveva essere smantellato. Il nuovo teatro venne costruito nella zona di Bankside, nel quartiere di Southwark, in prossimità del Tamigi. La struttura era priva di tetto per consentire l’ingresso della luce naturale e aveva forma ottagonale, venne soprannominato “wooden o”, che significa “O di legno”. Tre gallerie erano riservate agli spettatori benestanti al costo di due penny, i meno abbienti invece per l’esigua somma di un penny potevano assistere alla rappresentazione in piedi, sotto il palco, com’era in uso all’epoca di Elisabetta la Grande. Il teatro di Shakespeare poteva ospitare sino a 3200 persone; una tettoia proteggeva in caso di pioggia i costosi costumi degli attori, che erano solo maschi in quanto solo dal 1660 le donne potevano calcare il palcoscenico. Lo spettacolo iniziava di giorno e terminava in tarda serata, alla luce di pericolose torce. Sulla bandiera che sventolava sulla struttura era riportato il motto “Totus mundus agit histrionem”, che significa “Tutto il mondo recita”. La frase è un riferimento al celebre aforisma di Petronio e può aver ispirato il nome del Globe.
Purtroppo il Globe ebbe vita breve: nel 1613, nel corso di una messa in scena dell’Enrico VIII, un cannone di scena incendiò il tetto; le fiamme incenerirono il teatro in un’ora. Il Globe fu ricostruito sull’altra sponda del Tamigi, con un tetto di tegole; fu un’impresa assai ardua, poiché non esisteva un progetto cui attenersi. Purtroppo il Globe fu chiuso nel 1642 per volontà dei Puritani, che consideravano il teatro una pratica peccaminosa. La struttura fu abbattuta nel 1644 ma, nel 1996, il Globe fu ricostruito nei pressi del Bloackfriars Bridge sul Tamigi (nel sito originario sorgeva un condominio) ed è tutt’ora funzionante. Il suo nome è Shakespeare’s Globe.
La tradizione sostiene che Shakespeare abbia scritto Come vi piace per l’apertura del nuovo teatro e molte opere del Bardo, come Giulio Cesare, Macbeth, Re Lear e Amleto, debuttarono proprio sul palcoscenico del Globe. Attualmente il Globe è un teatro con un proprio cartellone da maggio a ottobre, proprio come all’epoca di Shakespeare, e ogni anno propone almeno un’opera del Bardo realizzata secondo lo stile Elisabettiano, con costumi d’epoca e una compagnia di soli attori maschi. Sono disponibili anche delle visite guidate del teatro, purtroppo però spesso le guide sono inglesi. La città di Roma ha deciso di emulare gli inglesi costruendo un Globe tutto italiano, in vero legno di quercia.
Il Globe è attualmente un simbolo di Londra e un monumento al genio del Bardo, che merita di essere visitato da ogni turista in viaggio a Londra.

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“Suffragette”, la lotta per i diritti civili delle donne.

Articolo pubblicato su Lo Sbuffo.

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Suffragette è un film del 2015 della regista Sarah Gavron e della sceneggiatrice Abi Morgan, che racconta la lotta delle donne per il diritto di voto nei primi anni del Novecento. Il tema principale sono naturalmente i diritti civili delle donne, ma vengono trattati anche argomenti altrettanto importanti come il lavoro minorile, i diritti dei carcerati, dei lavoratori e quelli dei manifestanti. Alcune scene del film sono state girate nel Palazzo di Westminster, sede del Parlamento del Regno Unito.

La vicenda è ambientata a Londra nel 1912, la protagonista è Maud Watts (Carey Mulligan) che lavora in una lavanderia da quando aveva sette anni in condizioni di sfruttamento, abuso e rischio per la salute. Dipingendo un ritratto della situazione dei lavoratori nelle lavanderie londinesi e la giovanissima età di alcune dipendenti, il film parla dei diritti dei lavoratori e dei bambini. Nonostante la povertà e la difficile condizione sociale, la protagonista si è guadagnata un ruolo di tutto rispetto nella lavanderia e si è sposata con Sonny, con il quale ha avuto il piccolo George.

Maud entra in contatto con le suffragette sul luogo di lavoro e gradualmente si appassiona alla lotta delle femministe, soprattutto grazie alla collega Violet. Maud si avvicina al femminismo al fianco di Edith Ellyn (interpretata dalla bellissima e celebre Helena Bonham Carter), una farmacista locale che gestisce con il marito una base segreta delle suffragette, e Alice, un’attivista dell’alta borghesia. La lotta per i diritti delle donne si è svolta attraverso azioni aggressive da parte di entrambe le fazioni: le femministe hanno dovuto intraprendere azioni radicali e violente di disobbedienza civile perché era l’unico modo per ottenere l’attenzione dello stato, le autorità hanno attuato una politica di repressione che violava i diritti fondamentali dell’uomo. La polizia ha per esempio attaccato le manifestanti indifese, le detenute in prigione vengono sottoposte a torture. La società inoltre isola e diffama le suffragette, infatti Maud perderà il figlio e il lavoro per i propri ideali.

Ciò che colpisce non sono solo le leggi incivili che limitavano la libertà delle donne, ma anche la mentalità con cui i mariti si approcciavano alle consorti: un uomo si sente in dovere non solo di difendere la moglie, ma anche di decidere circa tutto ciò che riguarda la sua vita, perciò il marito di Edith si sente legittimato a rinchiudere la farmacista in un armadio per impedirle di partecipare ad un’azione politica, come se la donna fosse una sua proprietà. Un marito ha inoltre il diritto di cacciare la moglie di casa se lo desidera e di privarla del figlio, su cui una madre non può esercitare alcun diritto.

Le suffragette al cinema sono state rappresentate soprattutto nel film di Mary Poppins, perciò i più le associano all’immagine che tale film diffonde di loro, dipingendole come delle simpatiche borghesi che si riuniscono per bere il tè e sfilano sorridenti per le strade di Londra. In verità le suffragette erano misere operaie sfruttate e abusate, che non avevano nulla da perdere e pertanto erano disposte a tutto per affermare i propri diritti; il film racconta egregiamente la reale condizione di queste eroine della storia. Abi Morgan scava nei diari e negli archivi alla ricerca di donne e ragazze che hanno rinunciato alla propria posizione sociale per la lotta, oppure di persone come Emily Davison, che ha sacrificato la propria vita sotto il cavallo di re Giorgio V per attirare l’attenzione dei media (alcuni tuttavia sospettano che, differentemente da quanto racconta il film, la morte della donna sia stato un incidente, perchè nella tasca del suo cappotto era presente un biglietto per tornare a casa). Emily Davison è un personaggio del film, al termine del quale compaiono alcune scene del suo funerale. La sceneggiatrice si racconta, rivelando alcune preziose informazioni sulla ricerca che ha preceduto la scrittura dell’opera: “Non c’erano molti documenti scritti dalle suffragette perché la maggior parte di loro erano analfabete e non avevano nemmeno il tempo per imparare a scrivere”.

Nella storia di Maud compaiono dei personaggi storici: la professionista di arti marziali Edith Garrud, che nel 1913 organizzò dei corsi simpaticamente chiamati suffrajitsu per insegnare alle suffragette a difendersi con il jujitsu dai poliziotti, fusa con il personaggio di un’altra femminista realmente esistita, Edith New, una delle prime a compiere atti di disobbedienza civile. Compare inoltre Emmeline Pankhurst, interpretata dalla divina Meryl Streep anche se si tratta di un ruolo secondario, fondatrice nel 1903 e leader del WSPU e una delle più note e importanti figure del movimento suffragista. Le due donne sono state interpretate da due star del cinema pur non essendo le protagoniste e compaiono sulla locandina del film; probabilmente le autrici hanno voluto mettere in risalto tali personaggi proprio attraverso la scelta di attrici illustri.

Il film termina con l’elenco delle date in cui tutti gli stati del mondo hanno adottato il suffragio universale maschile e femminile.

Otello, il moro di Venezia

Articolo tratto da Lo sbuffo.

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Otello è stato pubblicato per la prima volta nel 1622, il primo infolio risale invece al 1623 ma la prima rappresentazione si tenne a corte nel 1604; da tale informazione si presume che l’opera sia stata scritta tra il 1602 e il 1604.

Otello è un generale moro perfettamente integrato nella società della Repubblica di Venezia, che ha sposato in segreto Desdemona, figlia del senatore Barbantio. Iago, geloso di Cassio perché è stato promosso da Otello, decide di vendicarsi provocando la rovina del generale.

Iago induce Roderigo, innamorato di Desdemona, a rivelare a Barbantio che la donna ha sposato in segreto Otello. Il risentito genitore vorrebbe che fosse fatta giustizia, ma il doge non può punire Otello perché ha bisogno dei suoi servigi per sconfiggere i Turchi. I due sposi dopotutto sono sinceramente innamorati: Desdemona si è invaghita di Otello ascoltando le sue avventure quando questi era ospite a casa di Barbantio.

L’azione si sposta a Cipro, ove i veneziani stanno combattendo contro i Turchi, che vengono dispersi da una tempesta. Iago fa ubriacare Cassio e inscena una rissa tra lui e Roderigo, che costringe Otello a privare Cassio del suo grado militare. Iago convince Cassio a chiedere a Desdemona di intercedere per lui con Otello per fargli recuperare il titolo e l’onore, in questo modo riesce a scatenare la gelosia di Otello. Successivamente, il perfido militare lascia intendere a Otello che Desdemona lo abbia tradito con Cassio dopodiché, con l’aiuto dell’inconsapevole Emilia, sua moglie, entra in possesso di un fazzoletto di Desdemona, il primo regalo ricevuto da Otello. Iago nasconde il fazzoletto nella stanza di Cassio, poi gli chiede davanti ad Otello della sua relazione con una prostituta di nome Bianca. Otello crede che Cassio stia parlando di Desdemona, inoltre scopre il fazzoletto e crede che sia un regalo di Desdemona per il malcapitato.

Distrutto dal dolore e dalla gelosia, Otello è determinato ad uccidere la moglie e chiede a Iago di eliminare Cassio. Un messaggio portato Ludovico da parte del Doge richiama Otello in patria e assegna il comando di Cipro a Cassio, ma la gioia di Desdemona per il riscatto dell’amico Cassio e per poter tornare a Venezia con il marito sono interpretati da Otello, ormai folle di gelosia, come ulteriore prova del tradimento, tanto che il generale schiaffeggia e accusa in pubblico la moglie. Dopo una scenata di gelosia di Otello a Desdemona, Iago rassicura la donna sul fatto che il marito è stressato per questioni politiche. Quella sera Desdemona, in preda a un oscuro presagio, fa preparare il letto con le lenzuola nuziali da Emilia.

Iago convince Roderigo a uccidere Cassio, il quale viene ferito da Iago che, grazie alle tenebre, non viene riconosciuto e può quindi fingere di correre in soccorso dell’amico. Iago uccide Roderigo, affinché non parli, poi accusa del tentato delitto Bianca, imprigionandola.

Otello accusa Desdemona di  averlo tradito con Cassio e la inganna dicendole che il suo presunto amante è morto nell’agguato. Desdemona scoppia in lacrime, Otello la soffoca sul letto matrimoniale. All’arrivo di Emilia e degli altri personaggi, Otello confessa di aver ucciso la moglie e adduce come prova il celebre fazzoletto. Emilia comprende la verità ma, nel momento in cui si accinge a svelarla, Iago la uccide, poi fugge. Anche quando viene catturato, Iago si rifiuta di spiegare le ragioni delle sue malefatte, anche se una lettera di Roderigo chiarisce tutti i suoi intrighi. Otello, che ha capito il suo fatale errore, si pugnala a morte e muore sul corpo di Desdemona.

Otello è un moro, con tale termine si appellano varie popolazioni delle coste africane. Il protagonista è circondato da un’aura di ambiguità, infatti non è né bianco né turco: egli è, come i mori, islamico, ma per sposare Desdemona e per essere accettato a Venezia si converte al cristianesimo, infatti alla fine dell’opera sarà consapevole di finire all’inferno per l’assassinio commesso e, in generale, si evince la cristianità del personaggio dal suo linguaggio. Otello viene nominato comandante delle truppe veneziane; ciò dimostra che non c’è una vera e propria barriera razziale a Venezia, anche se il matrimonio con misto non era ben accetto e molto spesso Otello viene discriminato per le proprie origini. Otello è un individuo etnicamente diverso ma non è totalmente un outsider, appartiene ad una categoria intermedia. Non bisogna inoltre dimenticare che Otello è di sangue nobile. L’Inghilterra all’epoca di Shakespeare era alla ricerca di un’identità nazionale che funzionasse secondo un modello binario di opposizione tra bianco e nero: essere inglese doveva significare essere bianco, buono, positivo. Il problema di Otello è che non appartiene né alla categoria dei bianchi positivi, né a quella dei neri “negativi”. I neri sono accusati di praticare la magia: è il caso di Barbantio, che accusa Otello di aver stregato la figlia per indurla a sposarlo. Un tempo il ruolo di Otello veniva interpretato da un bianco dal volto dipinto perché veniva considerato disdicevole che una coppia mista come quella dei protagonisti si scambiasse effusioni in pubblico; oggi invece è considerato razzista attribuire tale ruolo ad una persona che  non sia di colore.

Iago è un personaggio malefico, tale caratteristica è accentuata dal fatto che non vengono specificate le ragioni delle sue malefatte. La sua cattiveria è evidente anche dal linguaggio scurrile che adotta e che contagerà Otello quando questi sarà indotto a credere nel tradimento di Desdemona. Iago è anche un regista: con i suoi intrighi tesse la trama della tragedia e riesce a indurre gli altri personaggi a fare ciò che desidera. Alcuni hanno sospettato che Iago fosse innamorato di Otello, una presunta omosessualità avvalorata anche dal fatto che l’antagonista della vicenda odia e persino insulta le donne. Iago impersona l’oscurità interiore, la malvagità, mentre Otello l’oscurità esteriore, la pelle scura. Su Otello gravano dei pregiudizi falsi perché la sua pelle inganna l’apparenza agli occhi dei razzisti mentre Iago, la vera mente del male, appare innocuo. Ciò dimostra l’infondatezza dei pregiudizi. L’importanza del personaggio di Iago è testimoniata anche dal fatto che nelle compagnie teatrali gli attori maggiori si scambiavano i ruoli di Otello e Iago.

Desdemona è l’ultima dei grandi personaggi ad apparire. Al termine dell’opera è l’unica a  conservare la sua  identità, infatti continuerà a proteggere Otello sino all’ultimo respiro. La differenza d’età tra Otello e Desdemona è notevole, infatti il primo è ormai in età avanzata mentre la seconda è giovane. Iago ha pregiudizi anche verso la città di Venezia e le sue donne: Desdemona sarebbe preda di una passione passeggera, ma per averle ceduto sarebbe corrotta e debole, come tutte le donne veneziane. Desdemona è una donna forte e tiene testa agli insulti che Iago le rivolge. Se Otello è tawny, né bianco né nero, Desdemona è fair; con questa definizione ci si riferisce al fatto che la donna è bionda e bianca, quindi bella esteticamente agli occhi dell’epoca, ma anche giusta; è così la donna ideale nel Seicento a Londra, chiara di pelle e retta nei modi. Desdemona non è la fragile fanciulla travolta per caso dagli eventi, decide consapevolmente di sposare Otello contro il volere del padre e di seguirlo a Cipro. Tuttavia è ancora giovane e inesperta degli uomini, di cui ha una visione idealizzata, cavalleresca. Agisce in buona fede, con innocenza, come quando si dispiace sinceramente per Cassio e il suo buon cuore è demonizzato da Iago e scambiato per amore da Otello. Descritta, chiamata da Otello my fair warrior, è anche donna guerriera. Desdemona incarna l’idea tradizionale di matrimonio e fedeltà.

Emilia è più anziana, ha maggiore esperienza degli uomini e quindi meno fiducia in loro. È una donna forte, conosce il marito, comprende i suoi crimini e riuscirà alla fine a ribellarsi a lui. Iago disprezza le donne e non accetta il sopruso della moglie, così la uccide. Essendo però lei a dare a Iago il fazzoletto di Desdemona, è corresponsabile del dramma, ma si riscatta venendo uccisa. Ha una visione spregiudicata delle donne, infatti stanno cambiando i rapporti tra uomo e donna: in assenza del marito, Emilia si assume gli incarichi sociali, gestisce gli affari

Bianca è una prostituta veneziana innamorata di Cassio, ma non ricambiata. Appare come una peccatrice, opposta a Desdemona, ma non è un personaggio negativo. Paradossalmente, è un’immagine speculare a Desdemona, le due si confondono

Nel 1606 venne emanata la Profanity act, una legge con cui il governo aumentò la censura nelle opere teatrali, ne conseguì che l’opera originaria dovette essere revisionata e in particolare vennero eliminate quasi tutte le bestemmie pronunciate da Iago, un personaggio all’origine estremamente scurrile. Grazie a tale legge venne però offerto più spazio alle figure femminili

E’ possibile effettuare un confronto tra la Londra per cui viene scritta l’opera e la Venezia in cui sono ambientati i fatti. Entrambe le città sono marinare e commerciali. L’Italia è sì il paese della Chiesa, ma di quella corrotta ed è opposta alla riforma protestante e anglicana; inoltre, le donne italiane sono massimo esempio di pessimi costumi in quanto lussuriose e corruttrici. Anche i sistemi di governo sono diversi: a Londra è istituita una monarchia assoluta, Venezia è invece un’oligarchia di nobili.

Nella Londra del primo ‘500 c’era una grande presenza di africani: se la loro pelle era molto scura erano chiamati Blackmores, altrimenti venivano nominati Mores  (mori); questi ultimi appartenevano a popolazioni dell’Africa centrale e della costa settentrionale. I Turchi non compaiono mai in scena, sono una minaccia incombente che non si concretizza mai. L’assenza dei turchi è un escamotage teatrale: si aspetta qualcosa che ci dovrebbe essere ma non arriva, come in Aspettando Godot di Beckett.

Nel 1600-1601 una delegazione del Marocco venne a Londra per trattare con la regina circa un eventuale alleanza contro gli Spagnoli, un evento che non si verificherà. Non è escluso che Shakespeare abbia conosciuto tali ambasciatori e che il  capo della delegazione sia andato al Globe per assistere ad un’oopera del bardo. Forse, subito dopo tale evento Shakespeare ha forse iniziato a scrivere Otello.

Un elemento di opposizione di cui si serve Shakespeare è il contrasto tra giorno e notte. La notte in Otello ha un ruolo fondamentale almeno in tre momenti: l’inizio dell’opera avviene di notte a Venezia; il secondo atto inizia con le tenebre a Cipro, con i festeggiamenti per la dispersione della nave dei Turchi durante una festa pubblica e la consumazione del matrimonio di Desdemona e Otello in una sorta di festa privata; la notte in cui Otello uccide Desdemona e si suicida. La vera tragedia inizia nel secondo atto, a Cipro. Il primo atto è invece comico-grottesco, serve a designare i personaggi.

Otello è un’opera, che è stata soprannominata in modo dispregiativo come la tragedia del fazzoletto in quanto il fulcro dell’azione consisterebbe nel mero ritrovamento dell’oggetto personale di Desdemona, inoltre l’opera è stata criticata per il fatto di trattare della semplice gelosia amorosa. Oggi noi sappiamo invece che si tratta di una tragedia profonda e di notevole spessore, che vi invitiamo caldamente di andare a vedere a teatro.

Fonti: Letteratura inglese del prof. Pagetti, Università degli studi di Milano

Il remake de “La mummia” delude

Articolo pubblicato su Lo sbuffo.

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CONTIENE SPOILER

“A volte ci vuole un mostro per combattere un mostro”

Il remake de La mummia si rivela una fallimento, un insensato miscuglio di antico Egitto, crociati e Dr. Jeckyll & Mr Hyde che, unendo il gotico al fantasy-storico, lascia insoddisfatto lo spettatore. La delusione è resa particolarmente amara dall’intensa campagna promozionale con cui è stato lanciato il film, che aveva lasciato sperare che il prodotto fosse di ben altra qualità.

Protagonista della vicenda è la principessa Ahmanet che, dopo aver ucciso il padre faraone e il fratellastro per ereditare il trono e aver iniziato un rituale demoniaco per riportare il dio del male Seth sulla terra, viene sepolta viva in Irap. Un invecchiato Tom Cruise nei panni di un affascinante tombarolo risveglia la mummia e la sua maledizione, diventando così il prescelto per portare a compimento il rito interrotto: dopo essere stato pugnalato con un’arma maledetta, potrebbe diventare l’invincibile erede di Seth sulla terra e il compagno della principessa egizia. Naturalmente Tom Cruise rinuncerà al male e sconfiggerà la crudele faraona, superando anche le proprie meschinità interiori che lo hanno portato a profanare tombe e a spezzare il cuore della bella bionda co-protagonista.

La trama sarebbe stata avvincente se non fosse stato per l’inserimento di elementi che poco hanno a che vedere con l’antico Egitto e che hanno portato ad un calo di stile rispetto ai primi film della saga. La principessa ha il potere di risvegliare i  morti e di controllare in particolare gli scheletri di alcuni crociati. Le antiche bende della mummificazione però hanno poco a che vedere con le cotte di maglia dei soldati di Cristo, i quali erano anche piuttosto ridicoli in quanto sembravano gli zombie di Thriller di Michael Jackson. E’ inoltre inspiegabile come tali personaggi potessero nuotare nel Tamigi nonostante le pesanti cotte di maglia.

Uno dei personaggi principali della vicenda è il Dr. Jeckyll, il quale suo malgrado è condannato a trasformarsi in Mr. Hyde. L’intrusione di un personaggio del più classico dei romanzi gotici è una stonatura che abbassa la qualità del film in quanto non ha nulla a che vedere con l’antico Egitto. Nello studio del dottore compaiono inoltre teschi di vampiri e altre mostruosità che sacrificano una possibile ambientazione egizia in favore dell’horror fantastico e, come abbiamo già accennato, del gotico. Anche le scenografie erano poco egiziane e molto dark: il colore dorato della sabbia del deserto e delle piramidi è stato sacrificato in nome del grigio e del nero.

Una nota positiva deriva dalla scelta di affidare il ruolo principale della mummia ad una donna anziché ad un uomo. La prescelta nei panni della protagonista è stata Sofia Boutella, una bellissima ballerina algerina che ha incantato il pubblico con un corpo mozzafiato e sofisticate acrobazie, effettuate aggrappandosi alle catene che la imprigionavano in una scena.

Una scena particolarmente accattivante riguarda il disastro aereo causato dalla maledizione della mummia, girato con vivido realismo. Le riprese sono state effettuate in un’area a gravità zero, dopo una preparazione di diversi mesi da parte del cast per poter affrontare l’impresa. La scena è stata girata in un vero aereoplano, chiamato vomit comet, ad altitudini differenti, così da generare periodi di circa venticinque secondi in assenza di gravità. L’impossibilità di poter determinare a priori gli effettivi movimenti degli attori in quel lasso di tempo ha conferito alle riprese un certo grado di improvvisazione e indeterminatezza che il regista Alex Kurtzman ha considerato essenziale nella riuscita delle stesse.

Dieci e lode per quanto riguarda gli effetti speciali, sebbene gli zombie cupi, decomposti e ciondolanti siano apparsi un po’ scontati. Le impetuose tempeste di sabbia, le esplosioni nelle scene d’azione e il make up cadaverico e decomposto della mummia erano estremamente efficaci e hanno reso il film accattivante.

Fonti:

http://www.mymovies.it/film/2017/themummy/