Diario Segreto Online

Anche se 22 anni sono tanti, spesso scopro di avere ancora molte cose da confessare al mio diario segreto. Non si tratta di testi coerenti e ben curati come quelli pubblicati questo blog o su altre piattaforme online perché mi piace sguinzagliare il mio flusso di pensieri. Il risultato non è certo un testo alla Joyce o alla Woolf, però mi piace conservare le mie baggianate.

Oggi però non mi interessa raccontarvi cosa scrivo nel mio diario segreto (altrimenti che diario segreto sarebbe???), ma per consigliarvi alcune piattaforme online idonee alla conservazione dei vostri segreti più reconditi.

  1. Un blog privato. Aprite un blog su una qualunque piattaforma blog (le più popolari in rete sono WordPress, quella che sto usando in questo momento, e Blogspot) e impostate la funzione Blog privato, che nasconderà i vostri scritti al popolo del web. Per “privatizzare” WordPress leggete qui, per fare lo stesso con Blogspot leggete invece qui.
    L’aspetto positivo di questa soluzione è che potrete personalizzare non soltanto i vostri testi, ma l’intera pagina web; l’aspetto negativo è che potreste non aver impostato correttamente la privacy o che il sistema vi alteri i parametri, rendendo pubblico tutto ciò che avete confidato al diario.
  2. Diario segreto  E’ un sito web interamente in italiano e dedicata alla funzione diario segreto. Con questo sito la vostra privacy è al sicuro e, a meno che non spifferiate ai quattro venti la password, nessun genitore potrà mai violare la vostra intimità. Si tratta di un progetto realizzato per le femminucce, infatti il colore prevalente è il rosa e compaiono un sacco di immaginette carine e “pucciose”, a prova di adolescente in piena tempesta ormonale. E’ molto carina l’impaginazione “libresca” che attiva automaticamente per i vostri file salvati, rende davvero piacevole la lettura.
    C’è un solo piccolo problema: il sito è ancora in fase di allestimento, perciò non è possibile sapere come si trasformerà il diario nel corso del tempo e, soprattutto, se resisterà negli anni e non verrà chiuso.
  3. 280daily  è un diario francese con una grafica degna di un pubblico adulto ma è fortemente sconsigliato ai grafomani poiché consente di scrivere soltanto 280 caratteri al giorno. Più che un diario segreto, può essere un’ottima agenda per annotazioni di vario genere.
  4. Penzu è il diario perfetto per gli adulti e per me. Il sito è interamente in inglese ma è facilmente comprensibile, la grafica è sobria e adeguata ad un pubblico adulto (ma, se avete soldi da buttare via, potete acquistare il servizio “penzu pro” e modificarla come vi pare). E’ possibile dare un titolo al vostro diario e creare più diari, inoltre potete aggiungere le fotografie sia come allegato sia applicandola sulla pagina che state scrivendo. Per quanto riguarda la funzione di scrittura sono presenti quasi tutte le funzionalità di Word, dal cambio-colore alle sottolineature, dal correttore ortografico in qualunque lingua voi preferiate alla scelta del carattere. Infine, se il diario vi stufa, potete esportare i contenuti o inviarli sul vostro indirizzo e-mail, così come potete importare dei file esterni.

 

Spero che questa breve guida vi sia d’aiuto nella scelta del diario segreto più adatto a voi. Buona scrittura!

Immagine tratta da silmarillion.it

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Più ordinario del surreale

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Certe volte si scrive per guarire, per rimettere al posto giusto tutte che quelle cose che nella vita reale sono disordinate e incompatibili con tutto il resto, come la tessera di un puzzle che è stata messa nel mucchio sbagliato.

A volte ho l’impressione di provenire da un altro pianeta, perché non è possibile ragionare in modo così assurdo e, soprattutto, non riuscire a comprendere come mai il resto del mondo non sia come me. Invece no. Io posso anche essere matta come un cavallo (e anche un po’ tarda, probabilmente), ma questo mondo è anche mio e ho intenzione di prendermi la fetta di torta che mi spetta.

Devo costruire un ponte tra il mondo e la mia testa per raccontarmi e imparare a capire le altre persone, ma soprattutto affinché io capisca cosa posso chiedere a questo mondo storto e incomprensibile.

Sto scrivendo dei racconti che non pubblicherò mai, sono troppo assurdi e fuori di testa per voi. Poco importa, nel silenzio della nostra testa non ci sono regole e non c’è nulla di più ordinario del surreale.

Ed ora un po’ di musica.

Non centra nulla con quello che ho scritto sopra, semplicemente ho voglia di condividere con voi queste quattro canzoni.

  • Il vecchio Ozzy, per aizzare la bestia che c’è in me. La rabbia e l’aggressività mi hanno fatto fare un mucchio di errori in passato, ma non so fino a che punto sia stato un bene reprimerle: sono la mia debolezza, ma anche la mia forza perchè mi rendevano invincibile.
  • E ora cantiamo l’amore zuccheroso e coccolosissimo. Elisa, tocca a te!

  • E ora il fancazzismo. Non condivido le parole (è un cretino!), però questa canzone ha stile e mi piace un casino.. yeahhhhhh!
  • E ora torniamo a parlare d’amore, con una grande voce che ha egregiamente tenuto testa a quella ehm… “sciacquetta” di Belen.

PS: ma per trovare uno come lo Stefanone bisogna essere belle come voi o basta la simpatia? :P

Emma mi ha intenerito… bacini dolci a tutti!

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La tempesta

Io non sono umana.

Non assomiglio a nulla di ciò che hai conosciuto sulla terra.

Se tu fossi un poeta, mi chiameresti tempesta.

Se tu fossi un Prete, mi scambieresti per l’Inferno,

ma per essere un demonio dovrei credere in un dio.

Se tu fossi un bambino capiresti

che sono solo una piccola goccia di rugiada

mi guarderesti asciugare al sole

sussurrandomi la tua dolcezza.

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Cerchi lavoro, trovi grane

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– Pronto? Lei è la signorina V?
– Certo, chi parla? 

Mentre parlavo al telefono avevo l’adrenalina a mille per l’eccitazione. Sì, sono io la signorina V, grazie per aver richiamato. Mi hanno detto che ha una proposta di LAVORO per me… Eccomi, sono tutta orecchi.

– Buonasera, la chiamo per conto della società L. a titolo puramente informativo. Quanti anni ha, signorina?
– 21.

Evviva, uno stramaledettissimo lavoro! Ma che diavolo è una telefonata “a titolo puramente informativo”?

– E cosa fa nella vita? Studia o lavora?

Eccolo, il “prurito” che preannuncia una situazione sgradevole: una persona che chiede i miei dati personali prima di proporre  un’offerta nasconde sicuramente qualcosa. Decido di impugnare cortesemente ma fermamente la conversazione:

– Mi scusi, signora, prima che io le comunichi i miei dati personali, potrebbe dirmi lo scopo di questa chiamata “a titolo informativo”?

Sto sfoggiando un gentilissimo sorrisone da manuale, anche se l’interlocutrice dall’altra parte del cavo non può vedermi.

– Oh, signorina V, non deve preoccuparsi. Vede, noi organizziamo dei vantaggiosi corsi di inglese e informatica; volevamo solo sapere qualche informazione in più su di lei per indirizzarla verso le lezioni più indicate al suo livello.
Bla, bla, bla …

La centralinista ingrana la quarta e inizia a spiattellare tutto quello che sa su questi esclusivi corsi di inglese e informatica. Le parole scorrono rapide per impedirmi di ribattere, ma talvolta la signora si concede delle esclamazioni qua e là, per camuffare la recita di un sermone preconfezionato in una confidenziale chiacchierata tra amiche. Cara signora, ha beccato quella sbagliata, io non me la bevo!

I corsi proposti dalla telefonista sembrano essere davvero utili per una giovane studentessa disoccupata come me, tanto per le mirabolanti competenze che mi permetterebbero di acquisire, quanto per l’opportunità di partecipare a degli stage nelle aziende più prestigiose del milanese. Se saprò dimostrare di avere le qualità adatte per emergere, mi assicura la signora centralinista, verrò assunta a tempo pieno, perché le aziende sono entusiaste di arruolare delle giovani e promettenti ragazze in carriera.

Il prurito dietro la nuca si trasforma in un amarognolo sapore di disappunto. Mi avevano promesso un lavoro e mi ritrovo con un’invadente promoter che si sta approfittando del mio tempo prezioso.

Voglio però soddisfare un’ultima curiosità…

– I costi?-
– Ah, non ha senso parlarne adesso. Tutto dipende da quali corsi sceglierà di frequentare. La nostra scuola è estremamente conveniente, perché consente di scegliere la modalità di pagamento e di adattare la cifra alle esigenze personali di ciascuno…
Bla, bla, bla…

Adesso mi sono stufata.

– Non mi interessa, arrivederci.

Silenzio, la tizia non mi risponde e attende che sia io a chiudere la conversazione, forse perchè ogni secondo di chiamata in più la farà salire nella classifica del Call Center.
Mannaggia a queste centraliniste malefiche, che promettono un posto di lavoro per cercare di rifilarti qualche insulso corso a pagamento. Oggi il lavoro non esiste più, gli unici interessati a voi sono la peggior feccia dei venditori senza scrupoli.

Certi errori non si possono evitare

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La Chera io pure l’avrò, quando Zeus vorrà compierla e gli altri numi immortali».
[…] Disse, e meditò ignominia

Ci sono errori che non si possono evitare, sono scritti nelle nostre vene. Qualcuno lassù ci ha fatti male, ci ha creati con qualche errore di programmazione, altrimenti non saprei spiegarmi come mai continuo ad inciampare in quello stesso sbaglio. Io voglio sbagliare, voglio cadere e voglio farmi male.

Non importa se sarò il vostro giullare, se non  mi inviterete mai ai vostri giochi così perbene. Io conosco solo il mio gioco, il gioco del caos.

Come Achille, anche io peccherò di Ybris. E ne accetterò le conseguenze.