“Se una notte d’inverno un viaggiatore”, il trionfo della metaletteratura

Se una notte d’inverno un viaggiatore, pubblicato nel 1979,  è il trionfo della metaletteratura: costituito da dodici capitoli, la storia principale racchiude in sé dieci incipit di romanzi che il protagonista inizia a leggere ma, per svariati motivi, è costretto ad interrompere.

Il primo incipit porta il titolo dell’intera opera di Calvino e il nome dell’autore tuttavia, per un errore di rilegatura, le prime trentadue pagine si ripetono sino al termine del libro. Il Lettore è costretto dunque a recarsi in libreria per sostituire il volume, ma purtroppo ottiene in cambio un altro romanzo difettoso, che contiene solo l’incipit di un secondo romanzo, diverso dal primo. Desideroso di scoprire la continuazione dell’opera, il protagonista contatta un professore di letteratura cimmeria, ma ottiene un terzo racconto, lasciato incompiuto dall’autore. Una serie di peripezie porterà il Lettore a scoprire altri incipit, opere tutte differenti tra loro non solo per titolo, autore, e contenuto, ma anche aspetto: i supporti cartacei attraverso cui il Lettore si approccia ai racconti sono testi editi, fotocopie di dattiloscritti, libri smembrati, stampe da software informatici e molto altro. Il protagonista entra inoltre in contatto con tutte le fasi della vita di un libro, dalla produzione, alla distribuzione fino alla fruizione da parte dell’acquirente. I romanzi vengono infine conservati in ogni spazio possibile: in libreria, in biblioteca, negli scaffali di un’abitazione o in università. La chiave di lettura dell’opera è poi contenuta nel capitolo VIII, in cui è riportato un estratto del diario dello scrittore Silas Flannery, alter ego di Calvino: viene qui esposta la concezione della letteratura dell’autore. La trama prevede che il Lettore incontri e sposi una Lettrice, Ludmilla; l’opera termina quando i due si sposano e, nel letto matrimoniale, il Lettore sta per concludere la lettura di Se una notte d’inverno un viaggiatore.

Il protagonista è il Lettore, un personaggio che sta fisicamente tenendo in mano il libro scritto da Calvino e sta leggendo la propria storia. Tale personaggio è anche il narratario, poichè il narratore si rivolge a lui con la seconda persona singolare, in una sorta di imperativo narrativo. Talvolta il narratore si rivolge anche alla Lettrice, oppure interpella entrambi i protagonisti usando il Voi.

I dieci incipit appartengono a generi narrativi tipici della letteratura contemporanea: tra essi figurano il thriller, il romanzo psicologico, il noir, il romanzo erotico giapponese, il rivoluzionario russo, l’epos latinoamericano e molti altri ancora. Lo scopo non è imitare lo stile di altri autori, ma offrire una panorama della letteratura dell’epoca mutando continuamente stile. Unendo poi i titoli di ciascun incipit, si ottiene una pittoresca frase di senso compiuto, che può essere anch’essa considerata un incipit. Il romanzo propone inoltre una serie di ragioni per cui un’opera può essere priva di autore: può essere infatti anonima, un apocrifo, scritture sacre dettate da una divinità, il prodotto di un copista, di un ghost-writer o l’elaborato di un calcolatore elettronico. Vengono proposti una serie di luoghi fisici in cui leggere e di posture da assumere durante la fruizione di un romanzo, ma ci soffermeremo sulle modalità di lettura analizzate da Calvino: esiste infatti la lettura erudita dei professori, quella ideologica del collettivo universitario, la lettura con scopi censori e persino un caso di non-lettura, vale a dire la scansione del testo ad opera di un computer e la selezione dei termini più frequenti. Nel XI capitolo infine vengono raccolte le testimonianze di alcuni frequentatori di una biblioteca circa il loro rapporto con la lettura.

Anche se la Lettrice non è la protagonista, è un personaggio fondamentale per comprendere il messaggio di Calvino, in quanto si tratta di un lettore abituale, che legge romanzi per il mero piacere della lettura anziché per professione o per altri scopi. Ogni volta che compare in una scena, Ludmilla manifesta il desiderio di leggere un genere specifico, che viene soddisfatto con l’entrata in scena dell’incipit successivo.

Ogni incipit presenta il medesimo schema: un uomo, raramente un ragazzo, ha un rapporto difficile con il proprio passato e prova attrazione per una donna forte e sfuggente, purtroppo però si trova coinvolto in macchinazioni ordite da qualcuno più potente di lui, a cui per una serie di vicissitudini anche il Lettore stesso partecipa. Il protagonista perde il controllo della situazione, ma non sappiamo come si conclude la vicenda poichè il racconto si interrompe, in quanto il Lettore non ha modo di portare a compimento la lettura del romanzo.

In ciascun incipit le autorità hanno connotati negativi e il protagonista è costretto ad affrontare molte avversità; la sola soluzione a tale situazione negativa è l’amore, infatti le figure femminili sono più forti dei protagonisti uomini e costituiscono un’ancora di salvezza, ma in alcuni casi utilizzano il sesso come espediente per ingannare e sopraffare. Un’altra via di fuga contro le avversità è rifugiarsi nella letteratura, più precisamente nel rapporto tra autore e lettore, un modello quasi utopico di relazione interpersonale positiva sia per colui che scrive sia per colui che legge. Esistono tuttavia dei modelli di lettura negativi, infatti Calvino ritiene che non esistano opere di cui non si possa fare un cattivo uso.

Prima di tale romanzo Calvino si rivolgeva a lettori di narrativa qualificati, perciò il suo pubblico era ristretto; ora il numero dei destinatari cresce, l’autore scrive anche per lettori in grado di apprezzare il divertente gioco degli incipit e i riferimenti metaletterari. Lo stile è ironico, rapido e evoca le cadenze del parlato, è frequente il confronto con la realtà contemporanea, ma la riflessione sulla letteratura proposta da Calvino è complessa e articolata.

 

 

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