Etimologie in libertà


olocausto

La lingua italiana è un tesoro che nasconde un sacco di curiosità simpatiche e divertenti. L’etimologia, oltre ad essere un’erudita scienza umanista, può trasformarsi nel divertentissimo gioco di coprire l’origine delle parole. Il termine viene dal greco ἔτυμος étymos, “vero, reale, genuino (significato della parola)” e da λόγος lógos, “discorsi”; abbiamo appena fatto l’etimologia della parola etimologia, una metaetimologia!

Ogni volta che scoprirò un’etimologia interessante la pubblicherò sulla mia pagina di Facebook e, successivamente, la inserirò in questo elenco. Siete pronti per giocare? Si parteeeeeeeee!

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Alligatore deriva dallo spagnolo el lagarto, che significa la lucertola.

Bisonte, che deriva dal germanico weisunt, ha un’etimologia che richiama l’odore fetido dell’animale.

Caimano. Acayouman  è il termine con il quale le popolazioni caraibiche indicavano il coccodrillo.

Camaleonte viene dal greco chamailéon che significa “leone che striscia a terra”.

Cammello. dal greco chamai (a terra) e olos (del tutto), per la tendenza di questo quadrupede dei deserti  a prostrarsi, quando assume la posizione di riposo.

Cane

Cane. viene dal latino  ‘cànem ‘, un termine che deriva dalla radice indeuropea  ‘kwen”, che già si riferiva a quell’animale. In greco il quadrupede fedele per eccellenza era ku(o)n kunòs. La parola  ‘canaglia deriverebbe da  ‘cane ‘, a cui è stato aggiunto il suffisso dispregiativo’-aglia ‘. Altri collegano il termine cane al verbo latino “canere” cantare, o viceversa.

Cattivo. Da captivus, che significa prigioniero di guerra ridotto in schiavitù.

Cavallo. Nel 1490 Agostino Columbre scrive nella sua “Manuschansia” che cavallo derivi da “cavo pede“.Il termine scientifico è Equus caballus. La parola cavallo dal latino, căballus, indicava principalmente il cavallo da fatica o castrato, invece in latino cavallo si dice ĕquus, da cui deriva  “equitazione”. L’aggettivo ippico invece dalla matrice greca  híppos che significa appunto cavallo.

Il cefalo ha una grossa testa e questa in greco si chiama “kephalè” (da cui anche il fastidioso disturbo della cefalea…).

Coccodrillo. L’etimologia del nome dell’animale venerato nell’antico Egitto è incerta. In greco  era chiamato crocodeilos, da riconnettersi  alla radice kar (essere duro) .

Delfino. In greco il termine “delphis” vale “utero” ma questo era anche l’animale caro ad Apollo, venerato particolarmente a Delfi.

Dinosauro. Una lucertolona (dal greco sauros) terribile (in greco “deinos”).

Dromedario. dal greco dromada (corridore) che richiama inevitabilmente il “dromo” latino quale sinonimo di “corsa”: autodromo, cinodromo, ippodromo.

Elefante. Dal greco Elephas – antos. Il nome potrebbe essere ricollegato alla grandezza del corpo, perché ha l’aspetto di un monte, che nella lingua greca è detto “elphio“. Presso gli indiani invece viene chiamato “barro” dal suo verso, appunto barrito. Il muso poi si chiama proboscide da pro (avanti) e boskein (pascere), perché con questa raccoglie il cibo. Le statue crisoelefantine sono quelle realizzate in oro (krusos) ed in avorio (elephas).

Il gatto “chau”

Gatto. I Copti, ossia i cristiani d’Egitto, diedero al gatto il nome di chau, rimasto nel nome del gatto selvatico dell’Egitto e dell’Asia (Chaus). Nel V secolo a.C. lo storico greco Erodoto gli diede il nome di “ailouros”: dalla coda mobile. Nell’antica Roma il gatto selvatico veniva detto felis, da cui deriverà felino.

Geco viene dal malese gékoq.

Ghepardo. Il nome pare avere origine piuttosto recente, essendo entrato nella lingua italiana soltanto nel 1874; esso deriva dall’italianizzazione del termine francese guépard, il quale a sua volta sembra però essere una storpiatura della parola italiana gattopardo. Il suffisso -pardo deriva dal latino pardus, mutuato dal greco párdos, che sta ad indicare in modo generico un felino maculato di dimensioni medio-grandi.

Giraffa. Deriva  dall’arabo “zarrāfa“, che a sua volta deriva dall’egiziano zor-aphé che significa “collo lungo”.

Gradasso. Nell’Orlando innamorato e nell’Orlando furioso compare un personaggio chiamato Gradasso che vuole conquistare la spada di Orlando, Durlindana, e il cavallo di Rinaldo, Baiardro. Gradasso è talmente uno sbruffone che il suo nome è diventato nella lingua italiana sinonimo di tale difetto caratteriale.

Iena. dal greco yaina, femminile “ys” di porco; così chiamata per la fisionomia similare a quella della scrofa.

Iguana viene dal termine araucano delle Antille iwana.

Ippocampo. E’ il nome scientifico del “cavalluccio marino”. Deriva dal greco ippos (cavallo) per la forma della testa, e da kampe (bruco) per gli anelli del suo corpo che richiamano quelli dei vermi.

Ippopotamo. “Cavallo (Ippos) di fiume (potamos)”, questa la singolare traduzione etimologica di questo grosso mammifero che con il mondo equino ha una vaga somiglianza a livello di muso  per il suo verso.

Istrice. Mammifero rosicante; dal greco ys (porco) e trix (capello, aculeo) per la vaga somiglianza al porco selvatico.

Lapalissiano. dal nome del capitano fr. Jacques de Chabannes signore de La Palice, con allusione ai versi, divenuti proverbiali, di un’ingenua strofetta cantata dai soldati dopo la sua morte per celebrarne la «vitalità» come combattente: Un quart d’heure avant sa mort Il était encore en vie «un quarto d’ora prima di morire era ancora in vita. Tale aggettivo significa infatti “ovvio”, “scontato”.

Lince. Da lyce, in greco “luce mattutina” che si accorda alla particolare acutezza visiva dell’animale, oppure da lukos “lupo” al quale può essere accomunato per il suo comportamento predatorio.

Lucertola è diminutivo di “lucerta“, ma l’etimologia è incerta; per alcuni si rifà al sardo tiliguerta. La specie denominata Ramarro, dal colore verde brillante, richiama il “color rame”.

Pipistrello: deriva dal latino vespertilio, da vesper, cioè sera: animale serotino. Dante lo chiama ‘vispistrello’, Boccaccio ‘vipistrello’: Da vispistrello a pipistrello il passo è breve.

Pitone. Serpente che deve il nome al mitico drago ucciso da Apollo.

Rinoceronte. Il grosso pachiderma si caratterizza per le corna (in greco keras) aderenti alla pelle del naso (in greco rino). Pachiderma, sempre in greco, vuol dire dalla pelle (derma) solida (pachìs).

Rombo, la sua forma ricorda la nota forma geometrica.

Serpente

Serpente. Dal latino “serpere” che vuol dire strisciare. In greco il serpente era indicato col termine herpes che ritroviamo nello studioso dei rettili (herpetologo) ed in una patologia cutanea, l’herpes zoster, che unisce i termini “serpente” e “cintura”.

Simpatia: dal greco συμπάθεια, che deriva dal verbo συμπάσχω formato da συν, che significa con, insieme  e πάσχω (passione, sentire). Significa “patire insieme”, “provare emozioni insieme”.

Sogliola, in passato chiamata pure “sandalo degli dei” per la tipica forma appiattita, dal latino “solea”= suola.

Stambecco. Capra (bock) di roccia (Stein). Termine di origine tedesca.

Tartaruga. Identificata come portatrice del maligno deve il suo nome al greco “tartaros” luogo mitologico e al verbo eko “abitare”. Quindi animale che viene da un luogo inesplorato, sconosciuto.

Vipera: I serpenti sono quasi tutti ovipari – o ovovivipari -, da ‘ovus’ e ‘parère’, cioè partorire. La parola ‘ovipara’ , nel tempo, ha subìto una contrazione iniziale, con la produzione della forma sincopata, appunto, ‘vipera’.

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Fonti:

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