Il “Don Giovanni” di Mozart per gli Under30, al Teatro Sociale di Como.


Il Teatro Sociale di Como apre la stagione 2022/23 con un grande classico di Wolfang Amadeus Mozart, il Don Giovanni, sul libretto di Lorenzo La Ponte e con la regia di Mario Martone. La Prima è dedicata ai giovanissimi, gli Under30 del comasco, che dopo la rappresentazione si sono scatenati con un dj set nel foyer del teatro.

Tutti conoscono il personaggio del Don Giovanni, perché è entrato a far parte sia dell’immaginario comune occidentale sia del vocabolario della lingua italiana. Pochi sanno tuttavia che il libertinaggio nel Seicento era molto più di un’edonista trasgressione portata all’eccesso: si tratta infatti di una corrente di pensiero che si oppone alla Chiesa e che afferma il potere e la libertà dell’uomo sul mondo, sino all’estremo.

Don Giovanni è un pessimo esempio per l’umanità, infatti viene punito in un finale moraleggiante, che ripristina l’ordine con la morte del protagonista. Nonostante ciò, il pubblico ammira il libertino e ne invidia la vitalità, l’energia e la coerenza con cui sfida il divino per affermare la propria libertà, accettando di andare a cena nell’aldilà con il Commendatore e rifiutandosi di pentirsi. Don Giovanni è una forza della natura, è il trionfo dell’uomo sul mondo e proprio per questo, a distanza di trecento anni, continua ad affascinarci.

In molte culture antiche i defunti venivano seppelliti con del cibo, oppure i vivi mangiavano nei pressi delle tombe dei propri cari. Invitando a cena un convitato di pietra, un defunto, Don Giovanni vuole dimostrare al mondo di non avere paura di nulla e di voler sfidare l’impossibile. Non si piega nemmeno di fronte all’invito del Commendatore e accetta di morire pur di non rinunciare al proprio stile di vita.

Il cast del Teatro Sociale è come sempre formato da artisti giovani, ma non per questo poco competenti. Riccardo Bisatti ha diretto l’orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano, composta anche da musicisti molto più anziani di lui; il suo contributo è all’insegna della passione, del trasporto e della professionalità, infatti eguaglia direttori molto più esperti e affermati nel panorama musicale italiano. Don Giovanni è Guido Dazzini, che dona al personaggio un volto da avvenente giovanotto di mondo. Adolfo Corrado è un Leporello simpatico e carismatico, dalla mimica particolarmente espressiva. Tre donne dominano il palco: una principesca Donna Anna (Elisa Verzier), una passionale Donna Elvira (Marianna Mappa), che eccelle nel trasmettere la furia e la rabbia del suo personaggio, e Zerlina, interpretata da una giovanissima Gesua Gallifoco, una maliziosa e vitale contadinella. Don Ottavio è un uomo perbene, ma non è carismatico e energico quanto Don Giovanni, perciò Didier Pieri gli conferisce un carattere un po’ ingessato. Il Masetto del Sociale è un giovane un po’ ingenuo e impetuoso, un piccolo ruolo dal grande significato affidato alla voce di Francesco Samuele Venuti. Il Commendatore di Pietro Toscano, tramutato magistralmente in pietra dal costumista Sergio Tramonti, è statico, solenne e temibile, coerentemente con il ruolo che deve rappresentare. Il coro di OperaLombarda ha un ruolo secondario in un’opera in cui dominano i dialoghi al clavicembalo, ma sa far sentire la propria voce.

Sergio Tramonti ha scelto come scenografia una soluzione complessa, trasformando l’intero teatro in palcoscenico: i cantanti scavalcano il balconcino delle barcacce per raggiungere delle pedane che collegano il proscenio con la cavea, attraversano la platea o fanno il loro ingresso tra il pubblico dalle uscite laterali. Ne consegue che la regia è un capolavoro di prossemica. Il coro osserva l’azione da una tribuna sul fondo del palco: si tratta di un brillante esempio di metateatro, di scena nella scena, in cui gli interpreti si fanno spettatori. Tale singolare platea potrebbe inoltre rappresentare un tribunale, che giudica le malefatte di Don Giovanni osservandole silente dall’alto. Nel secondo atto sulla tribuna troviamo solo dei fantocci di legno e il Commendatore: i giudici del Don Giovanni non appartengono più a questo mondo, sono degli spiriti dell’aldilà. Il finale è un complicato gioco di effetti speciali: la tribuna crolla negli inferi e prende fuoco, sbalordendo gli spettatori.

Il libretto di Don Giovanni è composto da dialoghi molto dinamici e talvolta anche irriverenti, sovente a sfondo amoroso o costruiti sul gioco dell’intrigo: si tratta dell’ideale per conquistare un pubblico di adolescenti e di giovani ventenni. La regia ha enfatizzato questo aspetto, privilegiando una recitazione viva e moderna, in cui compare anche un’attrice a seno nudo. La platea del Sociale è stata più volte attraversata dalle risate spensierate e allegre dei giovani, quel riso che molto spesso gli adulti hanno dimenticato. I ragazzi del comasco hanno affrontato la lirica con attenzione e curiosità, dimostrando di essere all’altezza del grande teatro. La serata è proseguita con il dj set: molti dei partecipanti hanno sfoggiato abiti eleganti trasformando l’evento in una piccola serata di gala e si sono divertiti nel rispetto degli storici ambienti del teatro.

Don Giovanni è stato affrontato anche da:

  • Molière
  • Goldoni
  • Byron
  • Baudelaire
  • Flaubert

Film sul libertinaggio Seicentesco: The Libertine (2004)

2 risposte a “Il “Don Giovanni” di Mozart per gli Under30, al Teatro Sociale di Como.”

  1. Bravissima come sempre la mia nipotina. Ciao.

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