Il segreto di Don Gonzalo. Un’allegoria psicologica.


Don Gonzalo ha sperperato il patrimonio di famiglia da molti anni, perciò vive in un castello fatiscente, con le pareti deturpate da profonde crepe e l’intonaco ammuffito. L’uomo non ha il denaro necessario per restaurare l’antico maniero, ma ha trovato un’astuta soluzione: ha nascosto le pareti con i più sontuosi arazzi della contea, realizzati con fili di seta, d’oro e d’argento e raffiguranti disegni elaborati e pregiati. Poco importa se il conto in banca è in rosso e gran parte del tesoro di famiglia si trova al banco dei pegni: i visitatori del castello restano profondamente impressionati dagli arazzi e non hanno alcuna ragione per sospettare che il potere della famiglia dei Gonzalo sia ormai tramontato. L’inganno funziona così bene che Gonzalo non ha perso la propria influenza a corte ed è un membro di spicco della nobiltà spagnola. Per non ricordarsi della povertà è sufficiente non pensare alle crepe e alla reale funzione degli arazzi: Don Gonzalo è diventato così bravo a non soffermarsi sugli arazzi da essersi persino dimenticato di essere uno straccione. Certe volte tuttavia i nobili della corte spagnola provano una certa perplessità per il comportamento di Don Gonzalo.

Un giorno il nobiluomo decise di organizzare un fastoso ballo di mezza estate per celebrare la potenza della sua casata, così ricoprì la parete del salone delle feste con gli arazzi più raffinati e invitò tutti i nobili della corte di Spagna al suo castello. Era un’estate particolarmente calda, ma le finestre del salone dovevano restare chiuse perché una folata di vento avrebbe potuto sollevare un arazzo e rivelare la presenza delle crepe e della muffa. Ben presto gli invitati iniziarono a sudare e chiesero di aprire le finestre. Don Gonzalo fu irremovibile: nel salone delle feste non doveva soffiare un alito di vento. La festa fu un fallimento e i nobili se ne andarono. Un giorno Don Gonzalo si invaghì di una bellissima dama e ben presto i due si fidanzarono. Purtroppo il padre della sposa chiese in omaggio uno degli arazzi e Don Gonzalo si rifiutò di donarglielo, così il matrimonio fu annullato e Don Gonzalo cadde in depressione. Un giorno un arazzo prese fuoco e fu necessario realizzarne uno nuovo; Don Gonzalo non ricevette visite per un anno intero per evitare di mostrare la parete spoglia ad estranei, di conseguenza soffrì di solitudine sino a quando l’arazzo nuovo non fu ultimato. In altri casi non accadeva assolutamente niente di triste, ma Don Gonzalo provava un’incontrollabile paura irrazionale di essere scoperto, che comportava delle reazioni emotive molto forti che lo mettevano in ridicolo. Per questo genere di comportamenti Don Gonzalo fu etichettato come un personaggio strano e immaturo, con conseguenze orribile per la sua vita sociale e la sua carriera a corte. Certe volte Gonzalo avrebbe voluto dire la verità e ammettere di aver dissipato il proprio patrimonio, ma tra i nobili spagnoli del Seicento essere poveri significava essere emarginati, perdere tutti i propri privilegi e diventare un plebeo.

Siccome ciò che non uccide fortifica, col tempo Don Gonzalo imparò a gestire la situazione: le bugie divennero più raffinate e le reazioni emotive meno evidenti, così gli altri nobili considerarono le sue stranezze solo degli inspiegabili quanto isolati episodi del passato, di cui ben presto si dimenticarono. Don Gonzalo sembrava aver superato ogni difficoltà, ma si era dimenticato l’aspetto più importante: un edificio con le pareti crepate ed ammuffite è destinato a crollare.

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2 risposte a “Il segreto di Don Gonzalo. Un’allegoria psicologica.”

  1. Bravissima Prof. Valeria. Un abbraccio.

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