La mia prima lezione di storia in prima superiore.


COME SI CALCOLA IL TEMPO

Quando si studia la storia è necessario disporre gli eventi in ordine cronologico. Noi utilizziamo il sistema dell’era cristiana, che considera come anno zero la nascita di Cristo. Tale metodo è stato ideato nel VI secolo dal monaco Dionigi il Piccolo, proveniente dal nord del Mar Nero ma vissuto a lungo a Roma. L’anno zero coinciderebbe secondo il suo sistema con l’anno 753 dalla fondazione di Roma, ma il monaco fece un errore di calcolo: Gesù sarebbe nato infatti nel 6 o 7 a.C.

Dionigi il Piccolo raffigurato all’interno della prima lettera della pagina di un manoscritto.

Nel corso della storia sono stati utilizzati molti altri metodi di calcolo degli anni. Gli Egizi, i popoli dell’Antico Oriente, i Persiani e i Cinesi consideravano il regno di ciascun sovrano un’era e ogni primo anno di dominio del regnante era considerato il primo anno di tale periodo storico. In Grecia si contavano gli anni di governo del primo magistrato cittadino di ogni polis ma, dal III sec a.C, l’anno zero coincise con i primi Giochi Olimpici, che vennero istituiti nel 776 a.C. e che si tenevano ogni quattro anni proprio come ai nostri giorni. Per indicare l’anno in corso gli antichi Greci scrivevano: “nell’anno n dell’Olimpiade n“. Inizialmente i Romani indicavano gli anni con il nome dei consoli in carica, i più alti magistrati di Roma, che restavano al potere per circa un anno. Dal primo secolo si utilizzò come anno zero la fondazione di Roma avvenuta nel 753 a.C; “dalla fondazione di Roma” in latino si dice Ad Urbe condita.

Le Olimpiadi nell’Antica Grecia.

LE FONTI

Le informazioni che noi conosciamo sulle epoche storiche del passato provengono dalle fonti, che si dividono principalmente in due categorie:

  • Documenti scritti, vale a dire iscrizioni, libri, lettere, monete, ecc…;
  • Testimonianze materiali, come per esempio edifici, oggetti, utensili, sepolture, ecc…;
  • Fonti visive, che comprendono ogni sorta di immagini: fotografie, disegni, quadri e dipinti, film e video;
  • Fonti orali, vale a dire racconti orali e testimonianze.

Fonti di varia natura dialogano tra loro, contribuendo a fornire il quadro complessivo di un determinato periodo storico.

Le fonti inoltre si classificano in:

  • Fonti volontarie, cioè create appositamente per sopravvivere allo scorrere del tempo, come per esempio un monumento;
  • Fonti involontarie, vale a dire testimonianze che sono giunte sino ai nostri giorni in circostanze fortuite, come una moneta persa in un bosco.

Le fonti infine possono essere:

  • Dirette, quando sono state create nell’epoca che lo storico desidera analizzare;
  • Indirette, nel caso in cui sono state create da storici e biografi basandosi su altre fonti.

L’ARCHEOLOGIA

L’archeologia, termine che deriva dal greco e che significa “studio delle cose antiche”, è responsabile del recupero dei reperti archeologici. I resti del passato possono essere di varia natura:

  • Alcuni si trovano in superficie e sono sempre stati visibili.
Photo by Chait Goli on Pexels.com
  • Altri sono sotterranei, pertanto sono stati scoperti casualmente. Ciò è dovuto al fatto che molte città moderne sono state costruite sui resti di insediamenti antichi. Per riportare alla luce tali resti verrà realizzato uno scavo archeologico.
Uno scavo archeologico. Dell’antico palazzo sono rimaste solo le fondamenta.
Una sepoltura alquanto singolare: due defunti abbracciati.
  • Altri ancora si trovano sui fondali marini, pertanto sarà necessario effettuare un’operazione di archeologia subacquea. III nostri mari nascondono moltissimi relitti affondati e terre sommerse.
Un archeologo subacqueo studia alcune anfore.

I ritrovamenti possono essere fortuiti oppure programmati, quando provengono da scavi realizzati in aree minacciate o da siti già noti.

LE CARATTERISTICHE DELL’ARCHEOLOGIA

L’archeologia analizza la tecnologia dell’oggetto in questione, vale a dire le tecniche con cui è stato costruito. Una regola fondamentale degli archeologi al riguardo prevede che un oggetto non può appartenere a un periodo precedente la diffusione della tecnica con la quale è stato realizzato. L’archeologia si sofferma inoltre sulla tipologia del reperto, in altre parole sulla forma e il materiale con cui è stato costruito, che indicano le preferenze, gli usi e le tecnologie di un’epoca. E’ doveroso infine menzionare la stratigrafia, secondo la quale un terreno è suddiviso in vari strati: in superficie si trovano i reperti più recenti, in profondità quelli più antichi.

L’archeologia è in stretto rapporto con l’ambiente, infatti ogni intervento umano si sovrappone ai precedenti e, per tale ragione, si trovano elementi del passato in città moderne. Il paesaggio aiuta gli studiosi a comprendere il modo di vivere e di pesare degli antichi.

DISCIPLINE CHE COLLABORANO CON LA STORIA

Molte discipline supportano la storia, in primis la storia dell’arte, la demografia, vale a dire lo studio delle dinamiche di una popolazione, la paleontologia (lo studio dei fossili) e la geografia.

LA PREISTORIA

Preistoria significa “prima della storia” e indica un ampio periodo della storia in cui non esistevano ancora fonti scritte, pertanto le nostre conoscenze al riguardo derivano da fonti materiali. La scrittura è un’invenzione relativamente recente: è stata scoperta 5000 anni fa in Medio Oriente e in Egitto. La preistoria è divisa in Paleolitico e Neolitico, un’era che inizia con la scoperta dell’agricoltura.

La preistoria spiegata con una linea del tempo.

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