Interrail Pesaro-Urbino-Assisi-Perugia. Il mio diario di viaggio.


24 luglio 2022 h 22.25, la mia camera da letto

PREPARADOSI PER LA PARTENZA

Dopodomani partirò per il mio primo viaggio in solitudine e sono molto emozionata. Non è ancora giunto il momento di fare le valigie perché come al solito lascio le faccende più faticose per ultime, perciò ora posso tranquillamente rimuginare sulle mie paure. Michela aveva pubblicato sui social una frase che incitava ad uscire dalla comfort zone, ma ora non me la ricordo dunque non posso citarla. Peccato, era un aforisma ad effetto. Quando la data della partenza è lontana, la comfort zone sembra una gabbia da cui evadere, ma quando giunge il momento di affrontare l’ignoto subentra la fifa più ignobile. Perderò il treno? Saprò prendere il bus? E se farà troppo caldo? E se non sentirò la sveglia al mattino? Cara ansia, ma perché non mi lasci in pace almeno un giorno?

Questa bellissima valigia non è mia: Photo by Name Name on Pexels.com

26 luglio 2022 h 7.39, treno Milano-Pesaro

CHE IL VIAGGIO ABBIA INIZIO!

Sono sul treno che da Milano Centrale mi condurrà a Pesaro. Prima della partenza avevo paura che accadesse qualcosa di brutto, ma adesso che sono in viaggio provo una sensazione elettrizzante. Credo si tratti di Quello spirto guerrier ch’entro mi rugge. Mi sento padrona di me stessa e del mondo, ho come la sensazione di potermi imbattere in qualcosa di meraviglioso da un momento all’altro. E’ la prima volta che mi trovo veramente sola, senza la possibilità di chiedere aiuto a qualcuno. E’ emozionante essere responsabile di se stessi, essere soli contro l’ignoto. Tutto ciò è molto poetico. Fuori dal finestrino l’artificiale campagna coltivata della Pianura Padana e l’autostrada scorrono veloci, le guardo distrattamente mentre sono impaziente di arrivare. Sono forte, giovane e libera. Sono felice.

La stazione di Bologna, dove tutti “gli eroi sono giovani e belli”. Foto scattata da me.

26 luglio h 22.54, Pesaro

BICICLETTATA SERALE A PESARO

Particolare della bicicletta dell’hotel. Foto scattata da me.

Stasera ho fatto il giro del centro storico di Pesaro in bici. Mi piace pedalare e ho dei polpacci instancabili, purtroppo però avevo il vestito troppo corto, così faticavo a tenere la gonna abbassata e a non mostrare le mutande. Molto furbo per una donna sola! Pesaro non è solo una città affacciata sull’Adriatico dedita al turismo di massa, deturpata dai casermoni degli hotel. In realtà è anche questo, perché il lungo mare ha subito l’influenza di Riccione, Rimini, Cattolica e tutte le città della Riviera Romagnola ma fortunatamente, allontanandosi dal mare, si può scoprire un incantevole centro storico, lastricato con un ciottolato dal sapore antico. Pesaro è la città di Rossini, con un bellissimo teatro[1] a lui dedicato e la casa[2] in cui è nato. Durante la mia esplorazione ho pedalato intorno alla fontana di Piazza del Popolo[3] e fotografato le fontane della Pescheria[4], ho ammirato la sfera realizzata da Pomodoro[5] e mi sono avvicinata a Rocca Costanza degli Sforza[6], ma a questo punto ho fatto rapidamente retro front perché non c’erano lampioni, perciò non solo il castello era avvolto nell’ombra e non si vedeva nulla, ma avevo paura di imbattermi in qualche maniaco. Chi non conosce i sensi unici fatica a muoversi in bici per Pesaro, fortunatamente in alcuni punti delle ottime piste ciclabili salvano la situazione. I turisti sono meno numerosi rispetto all’assai più rinomata Riviera Romagnola, perciò certe vie sono talmente isolate che ho paura a percorrerle da sola tra le nove e le dieci di sera. Tutto ciò è molto strano, perché luglio dovrebbe essere piena stagione turistica. Nonostante ciò mi sono davvero divertita, ho fatto proprio un bel giretto.

La Sfera di Pomodoro, una fontana in riva al mare. Foto scattata da me.
Una bellissima villa in cui vorrei abitare. Foto scattata da me.
Una chiesa di Pesaro. Foto scattata da me.
Via Rossini omaggia la musica dell’omonimo compositore. Foto scattata da me.
Teatro Rossini. Foto scattata da me.
Le fontane della Pescheria. Foto scattata da me.

28 luglio 2022 h 00.18, Pesaro

CONCERTO TRIBUTO A VASCO ROSSI

Stasera nella Piazza della Sfera di Pomodoro si è tenuto un concerto tributo a Vasco Rossi. La musica era gradevole, il cantante aveva la voce identica a Vasco Rossi e il secondo chitarrista era un gran bel ragazzo. Si è avvicinato un ventunenne per chiacchierare. Si chiamava Sebastian, era obeso, aveva un volto infantile con la bocca perennemente aperta in un’espressione stupita, svolgeva lavori di fatica ed era un po’ lento. Ho abbandonato il mio noioso interlocutore e il mio posto a sedere per cantare sotto al palco con altri trentenni e quarantenni desiderosi di sentirsi giovani. Caro Adriatico, questa volta mi hai regalato una bella serata, dovevi solo azzeccare la musica giusta. Ho capito perché il centro storico è deserto: tutti sono attratti dai concerti in Piazza della Sfera di Pomodoro.

28 luglio 2022 h 18.30, bus Urbino-Pesaro

IN GITA A URBINO

Se i servizi pubblici sono efficienti nel Nord Italia, spostandovi verso sud scoprirete che mancano molte tratte fondamentali e che numerose località turistiche importanti non sono ben collegate tra loro. Per tale ragione non esiste un treno Pesaro-Urbino, perciò ho dovuto prendere il bus. Fortunatamente gli autisti marchigiani sono disponibili, la tratta è breve e i bus passano frequentemente; il viaggio è durato soltanto 55 minuti. Un altro aspetto positivo è il fatto che la fermata di Urbino si trova a due passi dal centro storico.

Ad Urbino le salite sono molto ripide e faticose da percorrere perché la  città si arrampica su un colle; sono caratteristici inoltre i labirintici vicoli tra gli antichi palazzi di mattoni rossastri che conducono sempre ad un ristorantino raffinato o ad un pub dedicato agli studenti della sua celebre università. Il centro storico si è conservato perfettamente nel corso dei secoli e si tratta di un gioiello di valore inestimabile. Urbino è stata progettata come una città ideale[7], è stata governata dai Montefeltro[8] ed è stata la città natale di Raffaello[9].

Veduta dei tetti di Urbino. Foto scattata da me.
Mentre scattavo questa foto, padre e figli disegnavano dietro di me. Di chi sto parlando? Lo leggerete nel prossimo paragrafo.
Veduta di Palazzo Ducale da un vicolo. Foto scattata da me.
Urbino da u museo. Foto scattata da me.

Palazzo Ducale, la dimora dei signori della città, custodisce oggi i tesori di valore inestimabile della Galleria Nazionale delle Marche, come La città ideale di autore ignoto, La muta[10] di Raffaello e lo Studiolo di Federico da Montefeltro[11], realizzato con legno intarsiato e straordinari giochi di prospettiva da diversi artisti italiani. Sono inoltre presennti epigrafi latine e paleocristiane e vari dipinti realizzati tra il XIV e il XVIII secolo. Passeggiando per la città mi sono imbattuta in un padre che realizzava con i suoi due figli degli schizzi di uno scorcio di Palazzo Ducale. O forse si trattava di un insegnante con i suoi allievi. Non lo saprò mai e tutto ciò è molto romantico.

Galleria nazionale delle Marche. Foto scattata da me.
Un affresco strappato della Galleria Nazionale delle Marche. Foto scattata da me.
Lo Studiolo di Palazzo Ducale. Foto scattata da me.
Io & La città ideale.
Un bellissimo quadro con Atena e dei Satiri. Ecco cosa succede quando un artista si arrabbia… guardate quei seni!
Lucrezia. Foto scattata da me.

I musei Diocesani, di fianco al duomo di Urbino, hanno dimensioni più modeste della Galleria Nazionale delle Marche, ma i paramenti e le opere d’arte che custodiscono sono straordinari. Mi hanno colpito  in particolare i manoscritti, delle raccolte di canti gregoriani, delle epistole originali dei signori della città e due Bibbie dei Montefeltro. Purtroppo era proibito scattare fotografie.

L’Oratorio di San Giuseppe accoglie un’affascinante cappella affrescata contenente abiti da processione con cappuccio integrale da portare sul viso, una copia di straordinaria fattura dello Sposalizio della vergine di Raffaello e un presepe scolpito nelle pareti di una grotta. Di fianco troverete l’assai più suggestivo Oratorio di San Giovanni, le cui pareti sono interamente ornate da affreschi in stile gotico internazionale in ottimo stato di conservazione. Si tratta di un’opera di grande valore, infatti in alcuni punti le immagini sono dipinte d’oro.

Oratorio di San Giovannni. Foto scattata da me.
Oratorio di San Giovanni. Foto scattata da me.

La casa natale di Raffaello consente di ammirare l’interno delle abitazioni di Urbino. Mi hanno colpito in particolare le pareti in mattoni nudi e un’incantevole piccola corte al centro dell’edificio dotata di piante in vaso e di un pozzo suggestivo. La casa è stata trasformata in un museo, in cui sono conservate opere minori di Raffaello e di altri artisti, oppure riproduzioni d’epoca di grandi opere come La Fornarina. Gli interni sono arredati con mobili d’epoca caratteristici, che consentono di calarsi nei secoli passati.

La corte della casa natale di Raaffaello.

28 luglio 2022 h 23.50, Pesaro

CONCERTO ROCK ANNI SETTANTA E OTTANTA

Stasera, sfidando la stanchezza dovuta alla gita, mi sono recata in Piazza della Sfera di Pomodoro (che si chiamerebbe in realtà Piazza della Libertà, ma l’ho ribattezzata diversamente) si è tenuto un tributo agli Eagles e, in generale, al rock degli anni Settanta e Ottanta. Il gruppo, chiamato West river band, era formato da un cantante e bassista avvenente, barbuto e dalla voce profonda, molto americano se non fosse stato per l’accento romagnolo, un chitarrista indiavolato, un virtuoso della batteria capace di stregare il pubblico con degli a soli pazzeschi e un tastierista e sassofonista che mi ha conquistato soprattutto con quest’ultimo strumento. Dulcis in fundo, il palco era decorato con bandiere americane che conferivano allo show un po’ di colore. La band era molto più carismatica e competente da un punto di vista tecnico rispetto ai seguaci di Vasco Rossi, ma il genere musicale troppo datato e l’inglese troppo difficile da cantare non hanno conquistato il pubblico di trentenni dell’altra sera, indispensabili per infuocare la platea. Peccato, perché io mi sono divertita molto di più con il rock americano. Una piccola nota in favore dell’inclusione: un ragazzo down ha iniziato a ballare sotto il palco con le movenze di un vero rocker, inducendo alcuni turisti ad imitarlo. Erano fantastici!

29 luglio 2022 h 11.04, PESARO

DELLE FATICHE DI CHI SCRIVE A PENNNA

Siccome non ho portato con me il pc, in questi giorni sto scrivendo su un quadernetto a matita e mi sento tanto un antico monaco amanuense. Avendo preso appunti in università, scritto gli articoli per il blog e i giornali e realizzato i materiali per i miei studenti interamente a computer, negli ultimi dieci anni ho perso l’abitudine di impugnare una penna o una matita, scegliendo di utilizzare tali strumenti soltanto per contenuti di brevissima lunghezza. Scrivere e organizzare un testo con una modalità a me non più usuale si è rivelata un’operazione lenta e faticosa, le difficoltà che incontro si ripercuotono sull’organizzazione dei contenuti e sulle ripetizioni, che sono da sempre il mio punto debole. Se una persona come me, una professoressa, blogger, critica teatrale e scrittrice in erba, si trova in difficoltà, mi chiedo quanto sia complesso scrivere a penna per i miei coetanei che svolgono altre professioni e che non praticano i miei stessi hobby.

Photo by Pixabay on Pexels.com

30 luglio 2022 h 12.13, Pesaro

ULTIMO GIORNO A PESARO

Oggi è il mio ultimo giorno a Pesaro, infatti domani visiterò Assisi e dopodomani Perugia. Saranno giorni molto intensi per quanto riguarda la levataccia, l’organizzazione dei viaggi in treno e le dure camminate sotto il sole di queste due splendide cittadine dell’Umbria. Questi giorni di mare sono stati molto rilassanti ma il mare dopo qualche ora mi annoia, è dunque giunto finalmente il momento di riprendere ad esplorare. Come sempre ho un po’ di ansia, ma sono certa che scomparirà non appena varcherò le porte della cittadella di Assisi.

31 luglio 2022 h 8.36, treno Pesaro-Foligno-Assisi

IN VIAGGIO VERSO ASSISI

Ho preso il treno per Assisi, con un cambio di un’ora a Foligno e un ritardo di più di mezz’ora perché, come sempre, il sistema ferroviario del Sud Italia si rivela inefficiente. Attualmente mi trovo presso la stazione di Jesi. Abbiamo costeggiato la costa adriatica muovendoci verso meridione per un certo tratto, ammirando spiagge desertiche, raffinerie in riva al mare e navi mercantili. Adesso stiamo proseguendo verso l’interno. Ho visto dal finestrino un’incantevole cittadina medievale aggrappata ad una collina, con una minuscola chiesetta in cima ed antiche casette marroni. Mi ha ricordato tanto una Urbino in miniatura. Ora ci troviamo tra le colline, le cui alture sono aspre e verdeggianti, mentre tra prati gialli e secchi trionfano i cipressi e gli ulivi.

Dal finestrino si vedono delle alture che sembrano montagne, sono persino ricoperte da pineti. La ferrovia sta costeggiando un dolce e fresco ruscello che invita a bere. Siamo in mezzo al verde; gli abitati umani sono ora molto rari. Assisi è sempre più vicina.

Avete presente Francesco, giullare di Dio di Rossellini o un qualunque film sul santo nato ad Assisi? Provate a pensare a quei paesaggi mozzafiato che si vedono nelle inquadrature a campo lunghissimo; ebbene, in questo momento sto ammirando dal finestrino proprio quel genere di territorio. I campi sono gialli, i boschi e gli alberi verdi e “il cielo è uno straccio bagnato di celeste”; questi sono i colori predominanti. Le costruzioni umane aggrediscono il paesaggio come un cancro, facendomi ricordare un documentario visto al liceo in cui Pasolini denuncia la speculazione edilizia di metà Novecento. Ormai Assisi è alle porte.

31 luglio 2022 h 17.03, Assisi

ASSISI DI GIORNO

La stazione di Assisi è un gioiellino ben curato con eleganti insegne in gotico, ma la biglietteria è ovviamente chiusa così, per comprare il biglietto per il treno che domani mi condurrà a Perugia, ho dovuto ripiegare sulla macchinetta elettronica. Per raggiungere la cittadella è sufficiente prendere uno dei tanti bus  che partono di fronte all’ingresso della stazione.

Il borgo di Assisi ha gli stessi colori rossastri della rinascimentale Urbino, ma gli edifici sono più antichi, molti infatti sono persino medievali. La città si arrampica su una collina sormontata dalla Rocca Maggiore e dal Belvedere, che purtroppo in questo periodo non sono visitabili. Sono molto numerosi i vicoletti e i cunicoli, al punto che certe volte Google Maps si confonde. La città è disseminata di chiese, soprattutto di stile romanico, che ho visitato una per una. Prima di visitare la città ho provato una leccornia del luogo, la Rocciata, un dolce caldo a base di marmellata e mandorle. Anche la Torta al Testo è molto buona, ma può essere confusa con una semplice focaccia.

Scorcio di una corte di Assisi. Foto scattata da me.

La Basilica di San Francesco d’Assisi e la Chiesa Superiore[12] sono decorati con splendidi affreschi di Giotto e Cimabue. Si tratta di un edificio romanico che sormonta un’ampia piazza delimitata da un porticato che accoglie calorosamente i fedeli e, più sotto, il vasto panorama della vallata che abbiamo visto dal treno. Purtroppo non è possibile scattare foto all’interno delle chiese, perciò dovrete accontentarvi di fare una ricerca su Google.

Basilica di San Francesco. Foto scattata da me.
Veduta dalla Chiesa Superiore. Foto scattata da me.

In Piazza del Comune ad Assisi si trova un bellissimo tempio di Minerva romano che è stato purtroppo trasformato nella Chiesa di Santa Maria Sopra Minerva, ma conserva ancora il suo fascino pagano nella facciata. Al di sotto della piazza si trovano ancora i resti del foro romano, visitabili entrando nel Museo Archeologico poco distante. Qui è possibile percorrere l’antica via oggi sotterranea e ammirare numerose epigrafi e i resti di alcune statue romane.

Chiesa Nuova. Foto proveniente dal mare magnum del web.

La Basilica di Santa Chiara[14] è un capolavoro romanico, all’interno del quale si trovano degli splendidi affreschi che, pur non essendo all’altezza di quelli di Giotto e Cimabue, hanno il pregio di essere fotografabili.

Basilica di Santa Chiara. Foto scattata da me.
Interno della Basilica di Santa Chiara.

La Cattedrale di San Rufino[15] è un capolavoro che ho apprezzato moltissimo. Cosa rappresentano i tre soggetti sopra il portone di igresso? La Trinità?

Cattedrale di San Rufino. Foto scattata da me.

01 agosto 2022 h 9.31, Assisi

ASSISI DI NOTTE

Ho perso il treno perché mi sono fidata di un’anziana che mi ha consigliato di prendere il bus successivo per evitare la ressa all’interno del primo mezzo. In effetti la donna aveva ragione, peccato che il secondo bus abbia tardato. Poco importa, ne approfitterò per descrivere Assisi di notte. Dopo il calar del sole Assisi è buia e deserta: i negozi sono chiusi e i turisti spariscono dalla circolazione perché, essendo soprattutto pellegrini e religiosi, si rintanano nelle loro stanze d’albergo a pregare. Tali caratteristiche rendono però la città magica: i rari lampioni proiettano sui mattoni in pietra degli edifici una luce giallastra e fioca, creando delle ombre oblique da fiaba. La città sembra provenire da un mondo antico e arcano, in cui tutto può accadere. La Basilica di San Francesco di Assisi e la Chiesa Superiore sono illuminate magistralmente, in modo tale che tutti i particolari delle due facciate risaltino come oro pallido nella notte. Il panorama della vallata sottostante è un manto nero costellato dei diamanti delle luci dei lampioni lontani.

Basilica di San Francesco di notte.
Chiesa superiore di notte.

Ieri sera ho cenato al Ristorante Taverna de l’Arco perché il cibo nel mio hotel gestito da religiosi era così povero e insipido che mi veniva da piangere. Siccome i tartufi sono una specialità umbra, ho deciso di assaggiarli il alcuni dei numerosi piatti a tema cucinati nella regione. Come antipasto ho scelto una strapazzata ai tartufi deliziosa, con un ottimo retrogusto di funghi che si sposava amabilmente con il semplice sapore della frittata. Ho poi preferito optare per un piatto unico: trofie norcine a base di tartufi e salsiccia. Si tratta di un piatto rustico dal sapore corposo, con i funghi che si scioglievano in bocca. La cena è stata condita con un calice di Montefalco. Il vino umbro è stato una scoperta per chi come me è abituato ai vini piemontesi e al Prosecco. Il Montefalco è una bevanda più alcolica e dal sapore più intenso, quasi aggressivo. L’ho sorseggiato lentamente, lasciando che avvolgesse le papille gustative come una vertigine. Ha lasciato in gola un retroguso… posso improvvisarmi sommelier? Un retrogusto vellutato. Mi ha colpito molto la location: l’interno di un edificio medievale con un soffitto basso a volta a crociera e mattoni a vista. Il ristorante, di modeste dimensioni, aveva soltanto due camerieri, la responsabile in particolare era una ragazza giovane, elegantissima in tubino nero, carismatica e sicura di sé, efficiente e professionale.

02 agosto 2022 h 12.00 treno Perugia-Firenze-Milano Centrale

ESPLORANDO  PERUGIA

Perugia ha tutte le caratteristiche di una cittadina del centro Italia, compresi i vicoli tortuosi in mattoni e il fatto di sorgere in cima ad una collina, tuttavia si respira l’atmosfera di un capoluogo di regione: alcune delle vie principali sono più ampie e trafficate, i palazzi storici possono essere anche molto sontuosi e purtroppo si possono incontrare degli orribili edifici moderni, che tuttavia non privano la città dell’originario splendore. Perugia è una città universitaria perciò brulica di giovani, inoltre è consacrata alla musica classica e al jazz, così quasi tutte le sere è possibile assistere ad uno spettacolo. Dall’alto del centro storico è possibile assistere ad un panorama spettacolare, sebbene non suggestivo quanto quello di Assisi o Urbino in quanto troppo metropolitano.

Vicolo di Perugia. Foto scattata da me.
Vicolo di Perugia. Foto scattata da me.
Veduta panoramica di Perugia. Foto scattata da me.

All’interno del Duomo ho potuto assistere ai virtuosismi di un organista esperto, che ho anche filmato. Stasera si terrà all’interno della chiesa un concerto per organo, probabilmente si stava esercitando. Le note solenni dell’imponente organo si diffondevano in ogni angolo della chiesa, rincorrendosi e creando degli echi piacevoli.

Piazza IV Novembre

Chiesa di Piazza IV Novembre. Foto scattata da me.
Il comune e la Galleria Nazionale dell’Umbria in Piazza IV Novembre. Foto scattata da me.

La Galleria Nazionale dell’Umbria conserva opere d’arte di inestimabile valore non soltanto risalenti ad un periodo storico compreso tra il XIV e il XVIII secolo: ho potuto infatti ammirare alcune opere novecentesche.

Ho adorato questo trittico. Qui sotto trovate alcuni particolari. Foto scattata da me.
I bambini in quest’opera hanno dei volti davvero buffi! Foto scattata da me.
Come fa ad avere un’espressione così pacifica in queste condizioni? Foto scattata da me.
Quando la Madonna ti guarda di sottecchi… Foto scattata da me.
Un soffitto a cassettoni psichedelico. Foto scattata da me.
Il soffitto a cassettoni per intero. Foto scattata da me.
Dovrebbero essere caratteri gotici… Foto scattata da me.
Un tuffo nel passato. Foto scattata da me.
Dal vivo la sua bellissima espressione è molto più vivida. Foto scattata da me.
Questa Madonnina sembra viva. Foto scattata da me.
Questo quadro è stato realizzato da una donna, una certa Pulissena. Foto scattata da me.
Mi ha fatto pensare al Tondo Doni, non so perchè. Foto scattata da me.
Basta opere sacre, finalmente un’adorabile scena quotidiana in cui dominano i giovani. Foto scattata da me.
L’orologio. Foto scattata da me.
Adoro il tratto delicato di questo artista. Foto scattata da me.
Una splendida contadinella. Foto scattata da me.
Incredibile, un’opera novecentesca!!! Foto scattata da me.
E uscimmo a riveder le stelle. Foto scattata da me.
Un bel terzetto dai volti espressivi. Foto scattata da me.

Principe della pinacoteca era il Perugino, che prima della visita conoscevo molto poco. MI hanno colpito i suoi volti prefetti, studiati in ogni particolare e pertanto estremamente espressivi. L’Annunciazione raffigura un palazzo luminoso, ordinato, regolare nella sua prospettiva perfetta. Mi ha colpito quella piccola finestrella tenuta aperta da un’asticella, un ricordo di una quotidianità ormai perduta per sempre. Se mi trovassi in un luogo del genere, credo che proverei un’immensa sensazione di pace.

Una Pietà che ricorda Michelangelo. Foto scattata da me.
Foto scattata da me.
Ecco l’Annunciazione di cui ho scritto. Foto scattata da me.
Foto scattata da me.
Foto scattata da me.
Mi piacciono le sue mani contorte. Foto scattata da me

Il pozzo etrusco è caratteristico, ma spendere 3,oo€ di biglietto è eccessivo. Si tenga tuttavia presente che esiste una Perugia sotterranea.

IN VIAGGIO VERSO CASA

In treno abbiamo costeggiato il Lago Trasimeno, che è apparentemente più ampio del Lago di Como perché ha una circonferenza maggiore, pur essendo molto più piccolo. Rispetto al mio lago le colline sono più basse e morbide, pertanto il paesaggio risulta più luminoso e arioso. Pur avendo scorto dal finestrino qualche timida spiaggia con piscina, il paesaggio del lago Trasimeno è meno turistico del lago di Como, ma non per questo non è stato addomesticato dall’uomo.

Mi sono lasciata il Trasimeno alle spalle e con lui le colline: ora ci troviamo in pianura. Non sono tuttavia cambiati i colori, infatti i prati sono sempre ingialliti dal sole e sono interrotti dalle verdi macchie boschive. Non è una pianura industriale come la Pianura Padana perché qui regna la campagna, la pace, la vita di paese. I campi coltivati sono più piccoli e selvatici di quelli lombardi e romagnoli e abbonda la flora selvatica.

Siamo di nuovo in collina, dolci rilievi boscosi e poco abitati, attraversati da ruscelli sassosi e trasparenti. Ci avviciniamo a Firenze.

AVVICINANDOMI A MILANO

Sono seduta di fronte ad una ragazza anglofona che dipinge un paesaggio rossastro sotto una striscia di cielo azzurro con le tempere. In questo preciso momento sta realizzando delle ombre marroni sulle montagne rocciose. Utilizza una piccola tavolozza portatile suddivisa in tanti quadratini, uno per ogni colore. Mentre la osservo, rifletto su ciò che ho imparato da questa vacanza. Oltre ad imparare molte informazioni sul territorio umbro e marchigiano, ho assaporato le dolcezze della solitudine e le gioie e i dolori dell’irrinunciabile piacere di badare a se stessi. Non ho avuto paura, ho provato una sensazione di libertà mai sperimentata prima. Credo di essere cresciuta. Sono felice.


[1]Il principale teatro di Pesaro si chiama Teatro Gioacchino Rossini e ospita spettacoli di musica, prosa e danza, ma è celebre soprattutto per essere sede del festival musicale lirico Rossini Opera Festival. Edificato nel 1637, si chiamava inizialmente Teatro del Sole, fu poi riedificato nel 1818 nel sito originale con la denominazione di Teatro Nuovo. Fu inaugurato il 10 giugno dello stesso anno con La gazza ladra di Gioacchino Rossini, diretta dal compositore stesso.

[2]Gioacchino Rossini nacque a Pesaro il 29 febbraio 1792 in via Rossini 34. In occasione del centenario dalla nascita del compositore, il comune di Pesaro acquista il palazzo e lo trasforma in un museo, che oggi è dotato di attività multimediali. La via è decorata con lucine appese che formano le scritte delle principali opere dell’artista.

[3] In Piazza del Popolo si trova una fontana chiamata Pupilla di Pesaro, il rinascimentale Palazzo Ducale, il Palazzo Municipale del XIII secolo e il Palazzo della Paggeria, costruito nel XVI secolo per farvi abitare i paggi.

[4] L’antica pescheria della città è stata restaurata e trasformata in centro espositivo.

[5] La Sfera Grande di Pomodoro a Pesaro – NWart, pillole di arte e cultura informatica

[6] Comune di Pesaro : Rocca Costanza

[7] Una città ideale non sempre viene realizzata come Urbino: spesso è solo un progetto o la fantasia di un intellettuale. Il suo schema è geometrico e riflette principi astratti di razionalità e funzionalità, oppure un’impostazione scientifica con una tensione ideale e filosofica con caratteri utopici.

[8] Da Montefeltro – Wikipedia

[9] Raffaello Sanzio – Wikipedia

[10] La Muta di Raffaello Sanzio: analisi (arteworld.it)

[11] Studiolo di Federico da Montefeltro – Wikipedia

[12] Basilica di S. Francesco, Assisi, localita, Chiesa | Touring Club

[13] Chiesa Nuova (Assisi) – Wikipedia

[14] Basilica di Santa Chiara in Assisi – Sito ufficiale (assisisantachiara.it)

[15] Cattedrale di San Rufino – Wikipedia

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