“Marbles. Mania, depression, Michelangelo & me”. Un graphic novel sul disturbo bipolare.


Nel 2014 è uscito in Italia Marbles. Mania, depression, Michelangelo & me di Ellen Forney, che attualmente sembrerebbe essere disponibile soltanto in lingua inglese o di seconda mano su qualche romantica bancarella dell’usato. Si tratta del racconto autobiografico di Ellen Forney, una fumettista di successo, che ha scoperto di essere bipolare poco prima dei trent’anni, quando si sentiva un’artista energica e all’apice della propria creatività.

Recensire un’opera sui disturbi mentali può essere complicato perché si rischia di esprimere giudizi non richiesti su un’esperienza terribile, inoltre ogni malato è una persona unica e molto spesso ciò che prova è ineffabile, pertanto può essere molto difficile scrivere al riguardo. In rete si trovano sia recensioni rispettose e competenti, sia opinioni che risultano essere abiliste e superficiali persino agli occhi di un profano.

L’opera è suddivisa in nove capitoli come un romanzo. Da un punto di vista grafico, la matita della Forney, è molto morbida e sinuosa, ma sono presenti anche schizzi realizzati con uno stile differente o fotografie; le scritte sono piacevolmente sovrabbondanti, forse per evocare il turbinio dei pensieri della protagonista, e non sono mai rinchiuse in un fumetto. Le vignette sono irregolari e sempre diverse nonostante il tratto sia inconfondibile, pertanto i vari concetti possono essere rappresentati con disegni molto differenti tra loro; solo i dialoghi con la psichiatra presentano uno schema ricorrente. La copertina è coloratissima e raffigura un volto molto femminile come quello immortalato nella fotografia dell’autrice, ma le pagine all’interno sono in bianco e nero e la protagonista è raffigurata con capelli corti e uno stile androgino.

Per realizzare il graphic novel l’autrice si è basata non soltanto sulla propria esperienza personale, ma anche sullo studio di numerosi manuali che vengono citati al termine dell’opera in quella che può essere considerata a tutti gli effetti una raccolta di note, sebbene all’interno del testo non compaiano i numeri in apice. Si tratta di opere di psichiatria molto complesse, che riflettono la buona cultura dell’autrice e un approccio rigoroso alla malattia. Forse è proprio per tale ragione che il sito Istituto di Psicopatologia considera l’opera un buon manuale di psicoeducazione per malati, famigliari ed amici, indicato soprattutto per i più giovani e per coloro che non se la sentono di affrontare un’opera più impegnativa. Uno dei vantaggi del graphic novel rispetto ad un manuale scritto sotto forma di saggio consiste nell’offrire al lettore la possibilità di identificarsi con la protagonista, di emozionarsi e dunque di divertirsi mentre impara nozioni utili per la propria sopravvivenza.

L’autrice pone inoltre un curioso quesito: esiste un legame tra disturbo bipolare e creatività, soprattutto considerando la notevole quantità di artisti famosi affetti dal disturbo? Nel testo tali personaggi vengono elencati due volte, naturalmente con uno stile differente. La fumettista si domanda dunque se gli psicofarmaci possano sedare la propria creatività e se non sia più conveniente per lei vivere nel “Club Van Gogh”, il pantheon dei “crazy artist”. L’opera rivela che effettivamente esiste un nesso tra bipolarità e creatività, ma molti artisti sono più produttivi nella fase di eutimia, mentre hanno scelto di vivere con oscillazioni dell’umore soltanto coloro che hanno voluto parlare delle sensazioni dovute alla malattia attraverso la propria arte. Sono numerosi in rete gli articoli che menzionano il nesso tra creatività e disturbo bipolare e che giungono alle stesse conclusioni della Forney, tuttavia viene anche ricordato che non tutte le persone bipolari sono creative.

L’opera ricorda inoltre un aspetto molto triste del disturbo bipolare: esse comportano cure molto costose in particolare negli Stati Uniti, soprattutto perché non tutte le assicurazioni sanitarie coprono le malattie mentali e condurre una vita sana e ricca di attività fisica comporta molte spese. Ci auguriamo che in futuro la situazione possa migliorare per tutti i malati statunitensi. Se siete incuriositi dal costo del disturbo bipolare in Italia e nel mondo, leggete questo articolo.

Marbles è un fumetto leggero ma importante, ironico e al tempo stesso serio perché parla di dolore ma anche di forza e speranza. Può essere una piacevole lettura e una ricca risorsa in primis per tutti coloro che soffrono di disturbo bipolare e per i loro cari, ma anche per gli addetti al settore e gli appassionati di psichiatria.

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