Una piccola guida della città di Monza per la prima media.


Presto andrò in gita a Monza con i miei bambini di prima media, così per un giorno mi trasformerò in guida turistica. Ecco le informazioni che ho trovato in rete per loro. Non ho approfondito il Duomo in quanto saremo accompagnati da una guida all’interno dell’edificio.

LA CITTA’ DI MONZA

Monza è il capoluogo della provincia di Monza e Brianza ed è il terzo comune della regione Lombardia per popolazione dopo Milano e Brescia; si trova nel bacino della Pianura Padana ed è caratterizzata da un clima continentale. La città è nota per essere sede dell’Autodromo nazionale, dove si disputa il Gran Premio d’Italia di Formula 1, ed è attraversata dal fiume Lambro, affluente di sinistra del Po.

Mappa dell’antica città di Monza

LA MITICA FONDAZIONE DELLA CITTA’

Secondo una leggenda, la regina longobarda Teodolinda, per riposarsi da una battuta di caccia di corte, si addormentò lungo la riva del fiume Lambro. In sogno avrebbe visto una colomba, simbolo dello Spirito Santo, che avrebbe pronunciato la parola modo, per comunicarle che avrebbe dovuto dedicare quel luogo a Dio. La regina avrebbe acconsentito pronunciando la parola etiam. Dalle parole Modo ed Etiam sarebbe nato l’antico nome di Monza, Modoetia. L’episodio è narrato negli affreschi della Cappella di Teodolinda del Duomo di Monza. Sappiamo tuttavia che la città di Monza esisteva prima ancora dell’arrivo dei Longobardi.

Teodolinda in un affresco del Duomo di Monza.

MONZA PREROMANA

Sono stati rinvenuti reperti risalenti all’Età del Bronzo (II millennio a.C.) nei dintorni di Monza, che sono attualmente conservati nei Musei Civici. Si tratta di urne, corredi funerari, armi, lucerne, spilloni e vasellame.

Prima dell’arrivo dei Romani la regione era popolata dai Celti: gli Insubri, valicate le Alpi, avevano fondato diversi villaggi nei dintorni di Mediolanum (Milano), tra cui quello che sarebbe diventato l’attuale Monza.

Plinio il Vecchio descrive gli antichi monzesi come dediti alla pastorizia e all’agricoltura di rape, frumento e vite; l’abbondanza di boschi di querce incrementava l’allevamento di maiali.

Plinio il Vecchio

MODICIA, LA MONZA ROMANA
Nella ripartizione di Augusto dell’Impero Romano, la città di Modicia si trovava nella Gallia Transpadana. La città non era un municipio autonomo in quanto dipendeva dalla città di Mediolanum (Milano) e sorgeva su un nodo stradale importante che collegava Milano a Como e a Bergamo. Intorno al III secolo la città divenne piuttosto importante, ma mantenne un carattere essenzialmente agricolo.

La città romana sorgeva alla destra del fiume Lambro, dove si trova il Duomo, mentre in un periodo più tardo sorse un insediamento sulla riva opposta. I due quartieri della città erano collegati dal Ponte d’Arena.

Della Monza romana sono rimasti soltanto reperti come ceramiche, grezze o dipinte, di uso quotidiano, are dedicate a Giove, Ercole e Mercurio, iscrizioni, sarcofagi, lapidi sepolcrali, epigrafi di militari, commercianti e piccoli proprietari dai nomi celtici romanizzati.

Carta delle Gallie romane.

MONZA MEDIEVALE

Monza è stata teatro di tutte le ondate di invasioni barbariche che hanno coinvolto il Nord Italia dopo la caduta dell’Impero Romano. Il re ostrogoto Teodorico in particolare ha scelto Monza come una delle sue residenze e vi ha fatto costruire il proprio Palatium Magnum, menzionato da Paolo Diacono nella sua Historia Langobardorum. Del palazzo non è rimasta alcuna traccia.

Moneta raffigurante Teodorico.

L’ARENGARIO

Piazza Roma è il centro della Città di Monza da cui si dipartono tutte le vie principali della città. Un tempo si chiamava Pratum magnum ed era la storica piazza del mercato cittadino. Qui si trova l’Arengario, il Palazzo Comunale, risalente al XIII secolo. Si tratta del più  importante edificio civile di monza ed è il simbolo dell’autonomia comunale.

Sopra il portale d’ingresso della costruzione si trova una stele che ne commemora la costruzione con la seguente inscrizione: “MCCXCIII de mense iuni… in regimine nobilis et potentis militis domini Petri Vicecomitis potestatis burgi de Modoetia factum fuit hoc opus” (Questa opera fu fatta il mese di giugno 1293, sotto il regime del nobile e potente milite Pietro Visconti, podestà del borgo di Monza).  L’edificio venne costruito in seguito alla scomunica che nel 1250 colpì il podestà dell’epoca. Prima che l’Arengario venisse costruito i magistrati municipali e il podestà si riunivano abusivamente sotto la cortina del Duomo, un porticato oggi scomparso, che veniva utilizzato anche per lo svolgimento del mercato. Ogni mese a Monza si tenevano le sedute del tribunale e il “Consiglio dei Maggiori”, composto da 150 cittadini eletti, pertanto serviva una vasta sala in grado di ospitare un gran numero di persone.

L’Arengario

IL PONTE DEI LEONI

Il Ponte dei Leoni è uno storico ponte che collega le due sponde del fiume Lambro. Sorge in corrispondenza del più antico Ponte d’Arena di epoca romana (I sec. d.C.), attualmente in rovina. Il Ponte dei Leoni venne costruito in occasione della risistemazione della via militare per Lecco e per il Tirolo, che comportò un riassetto urbanistico della zona compresa tra l’Arengario e il Lambro. Il Ponte d’Arena consentiva l’accesso alla città attraverso la Torre di Teodolinda, mentre con il nuovo ponte si creava una larga strada che conduceva all’Arengario. Il Ponte dei Leoni costituiva un nuovo accesso monumentale alla città dall’Austria: i lavori erano stati voluti infatti dall’Impero Austriaco e coincisero con l’incoronazione di re Ferdinando I d’Austria, avvenuta nel settembre del 1838. Al re vennero dedicate la strada Fernandea e il ponte. Il ponte esaltava la forza e l’egemonia dell’Impero Austriaco.

Il Ponte dei Leoni.

VILLA REALE

Non sono certa di voler approfondire Villa Reale in una prima media perché i miei bimbi sono troppo piccoli per avere anche solo una vaga idea di chi fossero Maria Teresa D’Austria e gli Asburgo. Probabilmente mi limiterò ad accennare che un tempo la Lombardia era sotto il dominio degli Austriaci.

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