La “Cenerentola” di Prokof’ev interpretata da ballerini di danza moderna al Teatro Sociale di Como

La “Cenerentola” di Prokof’ev interpretata da ballerini di danza moderna al Teatro Sociale di Como

Articolo pubblicato su Modulazioni Temporali.

Si può portare in scena uno dei più celebri balletti di danza classica con passi di danza moderna? Il Nuovo balletto di Toscana ha accolto questa sfida proponendo al pubblico del Teatro Sociale di Como la “Cenerentola” di Sergej Prokof’ev del 1945 con ballerini di danza moderna. La favola dei fratelli Grimm si trasforma così in danza contemporanea arricchendosi di nuovi ed inediti significati. 

La storia non ha bisogno di presentazioni: la giovane Cenerentola è costretta a subire le angherie della matrigna e delle sorellastre quando una fata madrina (ma sarebbe più corretto menzionare due “fatini”, in quanto tale personaggio era interpretato da due uomini) le consente di partecipare al gran ballo durante il quale conoscerà l’amore della sua vita, il principe. Costretta a congedarsi a mezzanotte, la fanciulla perderà una scarpetta, grazie alla quale il principe potrà ritrovarla e condurla a vivere con sé nel proprio palazzo in uno straordinario happy end

I brani appartengono all’opera del grande compositore russo, sebbene lo spettacolo di due ore sia stato ridotto ad una durata di un’ora e mezza. Le note appartenenti alla tradizione classica sono tuttavia state reinterpretate in chiave moderna con la regia, la drammaturgia e le coreografie di Jiri Bubenicek. Niente scarpette a punta, dunque, ma piedi scalzi per i ballerini della Compagnia Nuovo Balletto di Toscana e movimenti apparentemente più sciolti. 

Alle note musicali si alternavano inoltre delle parti recitate, sia dei monologhi registrati sia delle interpretazioni corali dei ballerini. Si tratta di una scelta alquanto singolare, che tuttavia non toglie il ruolo di protagonista alla danza, in quanto il linguaggio del corpo resta il principale strumento espressivo dell’opera. Attraverso tali scene risulta evidente la morale della favola, espressa nella lettera in cui la madre di Cenerentola esprime le sue ultime volontà alla figlia: se ci comportiamo in maniera onesta, rispettosa e gentile la sorte sarà dalla nostra parte. 

Le scene di Jiri Bubenicek e Nadina Cojocaru sono minimaliste per non distogliere l’attenzione dal corpo dei ballerini e all’insegna della stoffa: si tratta per lo più di tendoni in tinta unita che creano dei piccoli sipari in scena. Spesso il corpo dei ballerini fa capolino attraverso di essi, oppure si mostra solo parzialmente. Anche gli oggetti di scena sono rari e sono costituiti essenzialmente dai cuscini con cui giocano le sorellastre. I costumi di Nadina Cojocaru non sono i tutù che siamo abituati a vedere nei balletti di danza classica, ma gonne irregolari variopinte e magliette moderne, indumenti molto comodi per consentire ai ballerini di essere liberi nei movimenti. Le scarpette di Cenerentola non sono décolleté di cristallo, ma scarpe da ginnastica cui il colore dorato è il solo elemento che conferisce un tocco di magia. Le sorellastre si distinguono per i colori rosa e rosso e il mago artefice dell’incantesimo che ha consentito a Cenerentola di andare al ballo indossa una vestaglia di paillettes. 

Purtroppo il Covid ha incrinato la magia della danza: in seguito ad un caso di positività all’interno del corpo di ballo i danzatori sono stati costretti ad indossare la mascherina sul palco, impedendo agli spettatori di osservare le espressioni degli artisti, e i due uccellini sono stati interpretati da un solo ballerino. La straordinaria professionalità della compagnia ha comunque consentito la realizzazione di un ottimo spettacolo, dimostrando che l’arte è più potente di qualsiasi pandemia. 

“Cenerentola” è uno spettacolo in cui il corpo si trasforma in poesia e il movimento in linguaggio, allieterà la vostra serata portandovi in un mondo di fiabesco e onirico in cui la magia è possibile. Poco indicato per i bambini a causa della durata e della cospicua presenza di scene mute, può invece trasmettere moltissimo agli adolescenti e agli adulti di ogni età.

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