Una versione di greco facilissima e relativo commento: Clitemnestra

Una versione di greco facilissima e relativo commento: Clitemnestra

Da una parte Clitemnestra sta partorendo Elettra in casa; dall’altra la vecchia sacrifica agli dei una colomba con un coltello prima del parto e dice: -Gli dei conservano la concordia della casa. O Era, tu non solo segui gli odi, ma porti anche la gioia e l’armonia. E tu, o Hitia, apri la porta alla felicità, chiudi(la) alla sventura. E voi due salvate la regina. Non solo le fortune sfuggono sia ai miei sacrifici, sia all’aiuto degli dei ma anche le gioie del cuore restano. O dei, a voi sacrifico la colomba”.

(Spero che la versione sia corretta perchè sono dieci anni che non studio greco. Ho deciso di pubblicarla solo per confrontarmi con i miei lettori. In passato ho trovato dei lettori che correggevano quello che scrivevo, se sono fortunata una prof di greco scoprirà il mio blog e mi correggerà la versione!)

Clitemnestra è un personaggio della mitologia greca con natali illustri: suo padre è Tindaro, re di Sparta e di Leda; i suoi fratelli sono Elena e i Dioscuri, Castore e Polluce. A causa di un errore del padre e per volontà di Afrodite, la donna fu maledetta dal Fato, infatti vennea destinata a diventare un’adultera, a sposarsi più volte e a soffrire a causa dei mariti e dell’amante.

Il suo primo marito fu Tantalo, figlio di Tieste, da cui ebbe un figlio. Il matrimonio si concluse tragicamente, infatti Tantalo e il figlio neonato vengono uccisi dal re di Micene Agamennone, che successivamente sposerà la donna. Sulla prole generata dai due le versioni discordano: nell’Iliade (IX 141-145; 284-287 “E se tornassimo ad Agro Achea, mammella di campi coltivati, sarebbe allora mio genero: ne avrò cura al pari di Oreste, che, ancora in tenera età, mi cresce fra molta abbondanza. Ho ben tre figlie nel mio palazzo splendido, Crisotemi e Laodice e Ifianassa” Traduzione di Giovanni Cerri.) sono menzionati Crisòtemi, Laodìce, Ifianassa, Oreste; in testi successivi, invece, appaiono Elettra e Ifigenìa. Per approfondire il personaggio di Elettra clicca qui e Elettra tragedia di Sofocle: trama e analisi – Studia Rapido.

Quando gli Achei dovettero partire per Troia, ad Agamennone fu imposto il sacrificio della figlia Ifigenia per ottenere da Artemide il permesso di salpare. Agamennone invia così da Clitemnestra Odisseo e Taltibio per dirle di condurre la figlia in Aulide, con lo scopo di darla in sposa ad Achille. La fanciulla si avvicina all’altare convinta di sposarsi, invece sarebbe stata sacrificata se non fosse stata miracolosamente salvata da Artemide. La dea convince gli Achei di aver sacrificato Ifigenia ma fa immolare una cerva al suo posto, inoltre rapisce la ragazza avvolgendola nel suo velo, di conseguenza la madre non saprà mai che la figlia è salva. Sofocle racconta invece una versione differente: il sacrificio sarebbe avvenuto e sarebbe la giustificazione del crimine che Clitemnestra commetterà nei confronti del secondo marito. La donna è infatti celebrata da molte opere per il rancore e la gelosia che prova nei confronti di Agamennone, che non solo avrebbe acconsentito ad assassinare Ifigenia ma che, secondo ciò che Napulio diceva alle donne greche, l’avrebbe tradita durante la guerra di Troia, un gesto che avrebbero compiuto tutti gli Achei partiti per Troia nei confronti delle mogli.

Mentre Agamennone è in guerra, Clitemnestra diventa l’amante di Egisto, cugino e nemico del marito. Nonostante Agamennone l’abbia fatta sorvegliare da un Aedo, la regina si lascia condurre su un’isola da Egisto; insieme i due decidono di uccidere il legittimo compagno della donna. Distrutta Troia, Agamennone ritorna a Micene portando con sé come schiava una delle figlie di Priamo, Cassandra; entrambi verranno uccisi dalla coppia. Egisto successivamente si impadronisce del trono e regnerà su Micene per sette anni, finchè Oreste, figlio del defunto re, vendicherà il padre uccidendo la madre, il suo amante e la figlioletta dei due, Elena.

Tali vicende sono narrate nell’Orestea, la triologia di Eschilo rappresentata alle Grandi Dionisie del 458 a.C., in cui ottenne la vittoria. Si tratta di un’opera appartenente alla fase più matura del tragediografo. Nell’Agamennone viene narrato l’assassinio di Agamennone da parte di Clitemnestra e nel Coefore viene raccontata la vendetta del figlio Oreste. Nell’ultima opera, le Eumenidi, viene invece raccontata la conclusione della vicenda, a morte di Clitemnestra avvenuta: la persecuzione di Oreste da parte delle Erinni e la sua assoluzione da parte del tribunale dell’Aeropago.

Ifigenia in Aulide è stata invece composta intorno al 407 a.C., pertanto si tratta di una delle ultime tragedie di Euripide; andò in scena postuma nel 406 o nel 405 a.C. L’opera è la prima tragedia di una triologia, insieme ad Alcmeone a Corinto, oggi perduta, e a Baccanti.

Lo scrittore e geografo Pausania racconta che la tomba di Clitemnestra si trova in un luogo fuori dalle mura di Micene; per questa ragione un sepolcro situato in tale luogo, una tomba a cupola risalente al XIII a.C., fu chiamata “tomba di Clitemnestra”.

FONTI:

Clitennestra – Wikipedia

Enciclopedia dell’antico (mondadorieducation.it)

Clitennestra, mitologia: da vittima a uxoricida – Studia Rapido

Orestea trilogia di Eschilo opere e riassunto – Studia Rapido

Ifigenia in Aulide dramma di Euripide – Studia Rapido

Iliade, Omero, Traduzione di Giovanni Cerri.

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