“Sortilegi”, tre racconti storici e fiabeschi di Bianca Pitzorno.


Ancora una volta Bianca Pitzorno pubblica opere per adulti, infatti è da poco uscito Sortilegi, una raccolta di racconti pubblicata da Bompiani, in cui l’ambientazione storica ha il sapore di una fiaba. I tre racconti di cui è composto non hanno nulla in comune tra loro e sono piuttosto brevi, ma in ciascuno è evidente lo stile della scrittrice sarda.

Immagine tratta da culturamente.it

La prima novella racconta la storia di una bambina rimasta sola dopo la peste del Seicento; cresciuta allo sbaraglio nel proprio podere in mezzo ai boschi, verrà scambiata per una strega e uccisa. In parallelo viene raccontata la storia di un bambino che viene abbandonato dalla matrigna in una foresta e viene cresciuto e istruito da un eremita; ritornato al villaggio, grazie alle nozioni imparate dal religioso entra al servizio del signore del luogo. La novella è caratterizzata da un linguaggio leggermente arcaico, in quanto alcuni vocaboli ed espressioni sono tipici del Seicento. Raccontando una vicenda relativa alla peste, tale storia ben si presta all’attuale clima di pandemia.

Il secondo racconto ha sempre una ragazza per protagonista, una trovatella che riesce a sposare un ricco gentiluomo, incantandolo con le orme lasciate dai suoi piedi nudi sul terreno mentre si recava a lavare i panni al fiume. La signora per cui lavora la ragazza, rifiutata dal ricco scapolo, ordina ad una giovanissima sartina di realizzare una tovaglia con ricamata la formula di un sortilegio, per maledire la coppia; la piccola è analfabeta, così non si accorge di stare ricamando una maledizione. Essendo una bambina, si diverte a ricamare degli animali sulla tovaglietta che non solo annullano il maleficio, ma portano fortuna alla coppia.

La terza novella, la più breve di tutti, ha come soggetto i “biscotti di vento”, dei dolci sardi dal profumo paradisiaco, quasi magico, in grado di incantare coloro che lo annusano. La ricetta segreta dei biscotti veniva tramandata da una famiglia di un paesino; gli ultimi discendenti tentano invano di riprodurli buoni quanto quelli degli antenati, ma non ci riescono.

Al termine di ogni racconto l’autrice rivela il contesto in cui i racconti sono nati e le opere a cui si è ispirata per scriverli. E’ singolare notare come nessuna delle tre novelle è stata originariamente pensata per comparire in un’antologia, ma sono nate dalla collaborazione con altri artisti. Leggendo tali capitoli conclusivi ci si sorprende per la minuziosa documentazione necessaria per scrivere persino dei racconti così brevi.

Lo stile della Pitzorno è inconfondibile, persino quando cerca di conferire alla sua penna un’impronta seicentesca. Innanzitutto le protagoniste di due racconti sono adolescenti di cui, per almeno un terzo dell’opera, viene raccontata l’infanzia: Bianca Pitzorno è stata una grande scrittrice per ragazzi prima di dedicarsi alla letteratura per adulti e le sue giovanissime eroine femminili sono diventate delle icone della letteratura infantile. I tre racconti, pur essendo realistici, hanno il sapore di una favola in quanto raccontano di bambini che si perdono nel bosco, corvi parlanti, gentiluomini innamorati delle orme di una fanciulla e dolci dal sapore incantato; ne consegue che nel testo sono presenti ulteriori elementi tipici della letteratura per l’infanzia. Anche quando si rivolge ai bambini, Bianca Pitzorno impreziosisce le proprie opere con citazioni ed elementi tratti dalle materie umanistiche: anche Sortilegi è dunque un testo impregnato della più pregiata cultura umanistica.

Immagine tratta da Aracne Storie

L’antologia è piuttosto breve, infatti è lunga solo 141 pagine, tuttavia ciò non sminuisce il suo valore. Pur essendo un’opera realistica, il titolo, Sortilegi, evoca la magia; tale scelta potrebbe essere dettata dall’atmosfera fiabesca e misteriosa che caratterizza i tre racconti. Non sappiamo se Bianca Pitzorno abbiamo voluto omaggiare Menzogna e sortilegio, tuttavia anche il romanzo familiare di Elsa Morante è stato scritto con uno stile fiabesco, sebbene il sortilegio qui assuma un altro significato.

L’antologia può essere letta in un paio di sere, è molto scorrevole e non è di difficile comprensione, pur essendo un’opera di grande spessore. Ancora una volta Bianca Pitzorno ha dato prova di essere una scrittrice di spicco nel panorama italiano ed è stata all’altezza della reputazione che si è costruita nel corso degli ultimi cinquant’anni.

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2 risposte a ““Sortilegi”, tre racconti storici e fiabeschi di Bianca Pitzorno.”

  1. Splendida presentazione… lo metterò presto in lettura!

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    1. Sono contenta ad averti indotto a leggere il libro. Bianca Pitzorno è una grande scrittrice per bambini e adulti, la seguo da quando ero bambina ed è certamente una delle mie preferite. Grazie per il tuo intervento.

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