Vi racconto una favola: lo storico e il sultano.


Immagine tratta da vecteezy.

Quando il sultano Mohamed salì al trono, convocò al suo cospetto il più erudito tra gli storici e gli ordinò:

.-Tu che sei saggio e che tutto conosci del passato dell’uomo, scrivi la storia universale dell’umanità, affinchè io possa leggerla e trarne degli insegnamenti utili per la mia attività di regnante.

.-Ai vostri ordini, sire- rispose lo storico annuendo, poi si inchinò e si ritirò nella torre più alta del palazzo dove, circondato dai preziosi e antichi tomi della biblioteca reale, eseguì il compito che gli era stato assegnato.

Dopo vent’anni lo studioso chiese di essere ricevuto nella sala del trono e consegnò al monarca trentasette pesantissimi volumi contenenti la storia universale dell’umanità. Il sultano li guardò sgranando gli occhi per alcuni istanti, poi storse il naso e allontanò i tomi con un gesto sbrigativo della mano:

.-Non sai, tu che sei saggio, che un sultano è occupato a governare e non ha tempo per leggere dei volumi così voluminosi e numerosi? Non tornare da me prima di aver realizzato una sintesi di quello che hai scritto.

Mortificato, lo storico si inchinò e si rinchiuse nella torre, dove si mise subito all’opera: per realizzare una sintesi eliminò tutte le date, da sempre odiate dagli studenti di storia, e le descrizioni che, è risaputo, vengono meticolosamente saltate dai lettori che hanno poco tempo da dedicare alla lettura. Dopo altri vent’anni l’opera fu pronta, così lo studioso fece ritorno nella sala del trono e mostrò al sultano il suo saggio, che ora era composto da venti volumi.

Immagine tratta da movimenti pittorici.

.-La tua opera è troppo lunga! Come faccio a trovare il tempo di leggere venti mattoni? Sii più sintetico, non ho abbastanza tempo libero da perdere nella lettura: il mio regno esige tutta la mia attenzione. – Ordinò il sultano con minacciosa solennità.

Atterrito lo storico si prostrò a terra per chiedere perdono, poi si rinchiuse nella torre e, piangendo gli eleganti periodi dalla sintassi elaborata che aveva composto, realizzò delle mappe concettuali, delle tabelle, e degli elenchi puntati per schematizzare i concetti più importanti. Impiegò dieci anni a sintetizzare l’intero saggio, quando ebbe terminato tornò nella sala del trono.

Il sultano lesse soltanto la prima mappa concettuale, poi sospirò e disse allo storico: -Gli schemi sono noiosi e sono comprensibili soltanto per proprio autore. Serve una soluzione drastica… Scrivi su un foglio di carta gli insegnamenti che hai imparato studiando la storia dell’umanità, affinchè io possa illuminarmi della tua saggezza e governare al meglio il mio regno senza perdere troppo tempo.

Il saggio tornò nella torre e meditò giorno e notte leggendo e rileggendo la propria opera, alla ricerca di un insegnamento che potesse essere utile al sultano nella sua attività di regnante. Quando finalmente ritornò nella sala del trono, lo storico era ormai anziano e la corte era in lutto poiché il sultano, malato e incanutito, giaceva a letto in punto di morte.

.-Ebbene, vecchio, sono curioso di apprendere cosa hai imparato. Spero che la tua lezione sia utile, affinchè io possa congedarmi da questo mondo più saggio di prima. – disse solennemente il sultano con voce flebile quando lo studioso si presentò al suo cospetto, negli appartamenti reali.

Lo storico si avvicinò all’imponente letto a baldacchino, estrasse dalla tasca un foglietto di carta stropicciato e lo porse al sultano, che lo aprì con mani tremanti e smagrite per la malattia. Sul foglio c’era scritto: -L’umanità soffre, soffre molto. –

E’ questa la lezione che ci insegna la storia: l’umanità ha sofferto in passato e sempre soffrirà, poiché la storia è un interminabile susseguirsi di periodi bui, che si alternano a fugaci ed illusorie epoche di benessere.

Immagine tratta da Wikimedia Commons

Questa favola è liberamente tratta dal podcast di Lorenzo Baglioni Rivoluzione Culturale pubblicato su Audible, con qualche licenza poetica.  

5 risposte a “Vi racconto una favola: lo storico e il sultano.”

    1. Non ti piace questa storia? Anche ad altri lettori non è piaciuta… Peccato!

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      1. In realtà mi piace, ma che la sofferenza sia alla base dell’esistenza umana, beh, si sa dai tempi 😊 e la cosa più agghiacciante è che a qualsiasi politico, monarca, presidente, questa cosa non frega nulla 😛

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      2. Dici che dovrei cambiare il finale?

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      3. No, perché l’intento di trasmettere una morale è giusto, quindi va bene così 🙂 È come nel racconto “la venditrice di manghi”: si mette in guardia dalla superbia, ma il modo di raccontare è bellissimo, come il tuo pezzo 😉

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