“Invasioni” di Antonio Porta, una poesia prosastica dal sapore americano.


Invasioni è una raccolta di poesie di Antonio Porta del 1984, pubblicata da Mondatori. SI tratta di poesie caratterizzate da una forte impronta contemporanea e da un potente potere evocativo.

La maggior parte delle poesie sono composte da una sola strofa e i versi di varia lunghezza sono per lo più sciolti, sebbene non manchino componimenti in rima baciata, prosastici e caratterizzati da poche pause al loro interno, in quanto la punteggiatura è rara, per quanto si possano trovare in alcuni casi virgole, virgolette e parentesi. Le interruzioni nella lettura sono dunque costituite dal passaggio tra due versi, sovente caratterizzato da enjambement.

Proprio perché i versi hanno il sapore della prosa, le figure retoriche sono molto rare. Citiamo per esempio l’anafora e la ripetizione della poesia Per il giorno che viene: “Radici ha l’erba dipinta? Quali / radici il tempio disteso sull’erba? Le stesse / radici per le colonne e la mano / che le dipinge? E la ginestra che sbuca dal niente / e sul niente si alza a quale fine vortica? […]

Certe volte il poeta utilizza delle parole che raramente si trovano in poesia, come palombaro, specchietto retrovisore, autotreno. I termini che si ritrovano nei componimenti non appartengono inoltre a un registro eccessivamente elevato o aulico. “Nello specchietto retrovisore / si è aperta una voragine / la strada scompare / dietro precipita un autotreno / e tutto il suo carico. Lui sta volando avanti, in salvo, / furto di primavera.” Tali scelte lessicali mi hanno ricordato molto Saba, il poeta che ha fatto rimare tra loro amore e friggitore.

Sono numerosi inoltre i nomi propri inglesi di città o di oggetti, come New York, che compare più volte nel testo, Newport, Brooklyn Promenade, Chelsea bar, Cadillac, New Haven, Futa Pass- Troviamo anche parole appartenenti ad altre lingue, come Hiroshima e Deutsche Soldaten. Si tratta di una scelta che rivela che il poeta, come la maggior parte delle persone della nostra società, ha accettato l’ingresso nella lingua italiana di numerosi forestierismi soprattutto dall’inglese, al punto da voler affrontare l’argomento in una raccolta di poesie. “«Dentro una Cadillac è difficile morire» / (il vento soffia forte le vele di New Haven) / «Certo, è più facile salvarsi». […]”.

Dalla lettura dell’opera emerge inoltre una sincera passione da parte del poeta per la letteratura americana in quanto alcune poesie all’inizio della raccolta sono dedicate a Moby Dick e a Melville. “caro vecchio, giovanissimo Melville, un mio amico nel ventre / […] comincerò a contare gli anni quando uscirò dal ventre della balena, […]”. Non è il solo caso in cui Antonio Porta si è occupato di letteratura americana nel corso della sua carriera letteraria, infatti ha per esempio tradotto l’Antologia di Spoon River per la Mondatori.

Nel mondo ritratto da Antonio Porta la modernità non riesce a soffocare del tutto la natura, infatti il poeta dedica numerose poesie al tema del lento ed inesorabile scorrere delle stagioni, soffermandosi in particolare sull’autunno e l’inverno, menzionando solo raramente la primavera. Il risultato sono delle incantevoli descrizioni di alcuni ambienti naturali e degli animali. “Lacerazioni, queste sono le finestre / Spalancate sull’autunno improvviso / Si capisce che la partita è ingiocabile, / La prossima mossa è il gelo. / Ha un senso occuparsi di stagioni? / La risposta sta qui, sulla carta, / Finché resisto al loro ciclo / Io scrivo.”

L’amore, solitamente uno degli argomenti privilegiati dai poeti, occupa nella raccolta un posto secondario, ma troviamo anche qualche rara poesia dedicata a un personaggio femminile amato dall’autore. “Per caso mentre tu dormi/ Per un involontario movimento delle dita / Ti faccio il solletico e tu ridi/ Ridi senza svegliarti / Così soddisfatta del tuo corpo ridi / Approvi la vita anche nel sonno / Come quel giorno che mi hai detto: / Lasciami dormire, devo finire un sogno.”

Sono infine molto importanti le lettere maiuscole con cui iniziano alcune parole: in alcuni casi si tratta di vere e proprie personificazioni, in altri casi si tratta di un semplice espediente per enfatizzare determinate parole. Anche la scelta del corsivo viene attuata per quest’ultimo scopo. “[…] offri il tuo Ventre alla mia Bocca / appena aperta sulla Scena, o Madre / o sorella o famelica amante fai che scompaia / l’Equivoco Signore che pronuncia / la parola Fine.

Antonio Porta colpisce ancora una volta l’emotività del lettore, proponendo una raccolta di poesie che difficilmente possono essere dimenticate. Da leggere tutto d’un fiato, sognando l’America e una balena bianca.

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