La storia di Tiziano, artista di collage


Tiziano, in arte Tizio032, è un ragazzo appassionato di disegno che, nonostante la retinite pigmentosa insorta in età adulta, una malattia che porta alla cecità, è riuscito a non abbandonare la propria passione. Con tenacia e creatività Tiziano ha scoperto una tecnica che si adattasse ad un non vedente appassionato di disegno: il collage.

Out to lunch

Ciao Tizio, vorresti presentarti ai nostri lettori?

Fin da piccolo ho sempre disegnato così, nei primi anni ’90, mi sono iscritto ad un istituto tecnico di grafica pubblicitaria, dove ho appreso i rudimenti della grafica tradizionale e quelli della computer grafica ancora agli albori. Durante quel periodo ho incontrato il mondo dell’hip-hop, così mi sono innamorato del writing, una delle discipline che compone questo movimento culturale arrivato in Italia dall’America. Per quanto riguarda la grafica non ho mai fatto nulla in un ambito lavorativo perchè la vita mi ha portato su un’altra strada, mentre nel campo del writing ho fatto diverse esperienze: ho dipinto con molte crew della vecchia scuola e partecipato a manifestazioni ed esposizioni collettive con murate, pannelli, tele, ed illustrazioni.

Negli anni 2000 ho frequentato il corso di fumetto tenuto dalla Scuola Superiore d’Arte Applicata del Castello Sforzesco, in seguito ho partecipato al collettivo indipendente autoprodotto chimato I cani, e poi ho collaborato con il collettivo Burumballa, edito dalla casa editrice Tunue.

Nel 2007 e successivamente nel 2008 ho partecipato alla gold rusch organizzata dal writer Raptuz, un’esperienza collettiva cui hanno partecipato writer provenienti da tutta Italia, che ci ha portato a compiere un viaggio negli U.S.A., precisamente a Los Angeles, dove abbiamo avuto l’opportunità di dipingere e di esporre le nostre opere in una galleria.

Quali tecniche usi?

Una volta mi dedicavo al disegno tradizionale: spray nel writing altrimenti matita, china, pastelli, acrilici… tutto ciò che si poteva utilizzare! Mi piacevano molto soprattutto le bombolette, le matite e la china. Dal 2010 in poi ho dovuto convivere con la retinite pigmentosa, una malattia degenerativa che porta alla cecità: non vedendo più abbastanza per disegnare ho dovuto mollare il colpo. Mi sono così buttato nella musica.

Raccontaci questa tua esperienza nella musica …

Nel 2010 mi sono iscritto alla scuola civica di jazz, dove ho frequentato prima il corso di basso elettrico, successivamente quello di contrabbasso con il maestro Lucio Terzano, con il quale mi sono diplomato. In quest’ambito ho avuto diverse esperienze suonando in qualche locale e per alcuni eventi.

Nonostante la sfortuna, la tua carriera nel mondo dell’arte però non è terminata …

Esatto, nel 2018 mi è successa una cosa straordinaria: alcuni insegnanti del Castello Sforzesco avevano deciso di realizzare un lavoro collettivo coinvolgendo gli ex allievi; il progetto era coordinato dal professor Lorenzo Sartori. Sono stato invitato a partecipare nonostante la cecità: io avrei scritto una storia e qualcun altro si sarebbe occupato delle illustrazioni. Nessuno si è fatto avanti per disegnare per me, così ho avuto l’illuminazione: mi sono immaginato sul mio tappeto di casa circondato da cartoncini colorati, ritagliando le sagome e sentendo le forme con le mani sarei ritornato a fare arte. Ho così disegnato da solo la storia che avevo scritto. E’ stata una magia, perché sono quasi ceco ma nonostante tutto riesco ancora a creare.

Disegnare per me è come andare in bicicletta. Passare dall’arte tradizionale al disegno incollato è stato spontaneo perché mi ricordo ancora come si disegna, anche se non posso più farlo. Mi ricordo infatti le forme e le geometrie dei corpi. Quando mostro dei disegni a persone che mi conoscono, mi chiedono se si tratta di un lavoro recente o antecedente alla cecità, perché ho riportato il mio stile nel mio nuovo modo di disegnare.

Ma tu riesci a vedere qualcosa?

Io vedo solamente, luci, ombre e macchie. Riesco a distinguere i contrasti molto forti come il bianco e il nero stando con il volto a poca distanza dal foglio. Per questo motivo immagino le opere che realizzo, ma non le vedo.

Quali soggetti realizzi?


Tutto quello che mi passa per la mente. Una bella canzone mi suggerisce un’immagine, oppure un libro, o un fatto che è successo nella vita quotidiana a me o a terzi.

Fammi un esempio di qualche opera …

Out to lunch! Di Eric Dolphy è un brano jazz molto mistico, l’ascolto mi ha suggerito l’immagine di un sassofonista in un’ambientazione che definirei scomposta e onirica.

My funny Valentine, raffigura un volto di donna che si accarezza i capelli, i quali si sono trasformati nei tasti di un pianoforte. Anche quest’opera è ispirata ad un brano jazz.

Heine è un uomo in caduta libera, il cui corpo è scomposto e diviso; nella mia visione è la raffigurazione della società moderna: fratturata, individualista ed egocentrica.

Uomini da bar è un’opera poliedrica che nasce dalla scrittura, passa poi all’illustrazione e si trasforma in musica. Si tratta di racconti di vita quotidiana.

Vuoi parlarci delle tue pagine social?

La mia pagina Facebook si chiama I disegni incollati di tizio tiziano, potete inoltre ascoltare su Spotify e su Youtube Uomini da bar, oppure ammirare le mie opere sul mio profilo Instagram tizio_tiziano.

Il mondo dell’editoria e della discografia è morente o è molto difficile entrarci, perciò i social sono uno dei pochi mezzi a disposizione per un artista per esibire le proprie opere. L’arte è fatta per le persone ed è bello condividere le proprie creazioni. Un’opera d’arte è cibo per la mente e per il cuore: deve essere condivisa, non si può tenerla per sé.

Organizzi mostre?

Prima della pandemia organizzavo delle piccole mostre nei pub del milanese e dintorni.

Quale messaggio vuoi lanciare attraverso la tua arte?

Ritengo che sia una magia riuscire a disegnare a un passo dalla cecità, per questo motivo credo che il mio lavoro vada condiviso con quante più persone possibili, non tanto per la sua bellezza estetica, ma per il messaggio che trasmette. L’arte e la creatività non hanno limiti, credete pertanto in quello che fate e fatelo con amore. L’arte ti mostra l’invisibile. Vedere infine non è fondamentale: ci sono molte persone che vedono, ma non vedono veramente.

Quali difficoltà incontri nel realizzare i tuoi collage?

Una caratteristica delle mie opere è che immagino un disegno in un modo ma spesso il risultato è differente, capita infatti che io creda di aver utilizzato un colore, invece ne ho scelto uno diverso. Ma non importa, va bene lo stesso. Certe volte mi faccio aiutare nella scelta delle tonalità, oppure quando compro i cartoncini metto da parte il colore che ho in mente per non confonderlo. E’ un po’ come costruire un puzzle… A volte impiego un giorno per fare un disegno, altre volte una settimana.

Che progetti hai per il futuro?

Mi sono innamorato deIl maestro e margherita di Bulgakov e sto realizzando un disegno per capitolo. Poi ho scritto una novella e una favola che ora sto illustrando. Sto imparando inoltre a modellare la creta. Mi piace occupare il tempo in queste attività.

Come procede la tua esperienza nella scultura?

E’ da un anno che ci sto provando e i risultati sono buoni. Devo ancora fare un sacco di strada, ma sono abbastanza soddisfatto. Toccando le opere che realizzo capisco dove posso migliorare.

Cosa ne pensi dei musei per non vedenti?

Sono una figata. Ma la cosa ancora più bella è l’arte di Felice Tagliaferri, un artista non vedente di fama internazionale che ha realizzato la bellissima scultura del Cristo Rivelato. L’opera può essere fruita anche con il senso del tatto.

Ihaine

Hai mai pensato di condividere la tua arte con altre persone non vedenti?

Ho pensato di parlare con altre persone cieche, ma appena sarà finita la pandemia vorrei sensibilizzare la  cosidetta gente normale, aprendo i loro cuori verso i non vedenti che di solito vengono messi in disparte, un fatto ingiusto perché siamo tutti uguali. Finché il mondo è fermo per la pandemia non posso fare molto… Avevo ottenuto un laboratorio con una quinta superiore e uno con una seconda elementare. Mi aveva contattato inoltre un’associazione di Foligno per portare in Umbria i miei disegni e parlare con una classe, è stato un successo. Si è trattato di un’esperienza molto interessante, ma adesso è tutto fermo.

La storia di Tiziano è un esempio di come la vita ci possa riservare delle piacevoli sorprese nonostante le avversità. Nulla può impedirci di realizzarci e di condividere le nostre passioni, bisogna soltanto non perdere la speranza e continuare a lottare.

Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un’icona per effettuare l’accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: