Intervista a Steven Belloni, un attivista creativo e eclettico.

Intervista a Steven Belloni, un attivista creativo e eclettico.

Steven Belloni è un giovane attivista per i diritti civili che conduce la propria battaglia in ogni aspetto della sua vita e dei suoi interessi. Abbiamo deciso di intervistarlo per scoprire in cosa consistono le numerose attività che svolge sul territorio milanese

Ciao Steven e grazie per averci concesso un’intervista. TI andrebbe di presentarti ai nostri lettori?

Ciao a tutti, mi chiamo Stefano Belloni e sono un attivista dei diritti civili, umani e della comunità lgbtqia+ milanese; di professione sono un animatore ed educatore sociale. Mi reputo un grande amante della cultura e dell’arte, un artista poliedrico e creativo. Sono il creatore, fondatore e direttore artistico di L. A. S. Laboratorio d’arte Sperimentale.

Ci sono tanti modi di essere omosessuale. Perché hai sentito la necessità di lottare?

Ho fatto coming out in famiglia intorno ai 18 anni, quando iniziai ad occuparmi e ad entrare nella comunità e nell’attivismo lgbtqia+, ma è stata mia madre a spronarmi inconsciamente a darmi da fare tre anni prima; per questo motivo ritenevo sacrosanto lottare… Sono arrivato a frequentare in primis due luoghi: il mitico Gasoline Club e le insuperabili domeniche pomeriggio del TeaDance, dove conobbi la mia “scopitrice” Beatrice Conti, stilista, designer e direttrice di DiveOnline.net, uno dei primi megazine online di moda e cultura lgbtqia+,di cui diventai il referente poetico con la mia rubrica  StevenB Poems. Come non citare la storica Libreria Babele diretta da Gianni Delle Foglie, che ha enormemente contribuito a coinvolgere me e i miei genitori nell’attivismo lgbtqia+, invogliandoci a partecipare alle iniziative di AGEDO, la prima associazione italiana per parenti e amici di persone appartenenti alla comunità lgbtqia+.

Parlaci di Rainbow road Italia

Rainbow Road Italia nasce da una mia pazza idea proposta a Shareradio, si tratta di un progetto educativo che aveva base storica all’interno  del C. D. E. (Centro Diurno Educativo) di quartiere Olmi, situato, nella zona ovest di Milano a Baggio, il quartiere dove risiedo e vivo. Si tratta di un progetto del SIS, Sistema Imprese Sociali. La radio è potuta crescere all’interno del centro diurno educativo, un luogo di ritrovo importante per i giovani e i giovanissimi. Il progetto Shareradio negli anni è cresciuto, diventando prima un’associazione e poi un’organizzazione sociale. Nel 2012 ho proposto di creare Rianbow Road Italia, nata come trasmissione; essa è stata, fin dalla sua prima apparizione, indipendente e dotata di una pagina Facebook. A questo proposito, consiglio di seguire e mettere Mi Piace alla pagina, perché presto torneremo a pubblicare nuovi contenuti.

Il titolo del programma deriva dal terzo libro di Alex Sanchez Rainbow Road, una piccola collana composta da altri due libri: Rainbow Boy e Rainbow High. Si tratta di un’avventura di tre adolescenti di un liceo americano che scoprono in modi differenti di essere omosessuali.

Quali iniziative organizza R. R. I.?

Rainbow Road Italia ha realizzato 60 puntate in due anni di lavoro, andando in onda una volta a settimana. Il punto di forza di R. R. I. erano gli ospiti e i protagonisti della scena sociale, artistica e culturale milanese e italiana. Abbiamo promosso iniziative sostenendo progetti ed eventi come Milano Pride, Mix Milano per i Giovani e molti altri già annessi come Shareradio, muovendoci anche nelle piazze, nei quartieri. Siamo stati vicini alle persone, coinvolgendo e trasmettendo messaggi positivi.

Perché la radio è uno strumento importante per la lotta per i diritti?

Esistono poche iniziative di questo genere non solo nella mia zona, ma anche a livello nazionale. Questi progetti partiti da zero sono interessanti, educativi e ricreativi per i ragazzi, perché aiutano a interfacciarsi integralmente alla realtà che cambia.

Per Rainbow Road Italia hai realizzato molte interviste. Chi hai intervistato?

Abbiamo intervistato musicisti, band, performers, associazioni, attori e attrici, cantautori e cantaurtici… Insomma, Tanta roba! Ogni puntata la “ritagliavamo” in base al profilo dell’ospite che partecipava. Cercavamo di dare un titolo alla trasmissione a seconda della persona che accoglievamo. Appena approdati su Facebook, siamo finiti su l’inserto di Repubblica Tutto Milano’, grazie al bellissimo articolo di Francesco Belais giornalista musicale dj e producer. Eravamo la terza trasmissione più importante di contenuti lgbtqia+, civili e umani in Italia.

Ecco alcuni ospiti, citando solo i più importanti: Alex Belloni, Antonia Monopoli, Bloom Ogm, Collettivo Le Lucciole, Luigi Iorno e Luca Magherini della Città del Gioco e tantissim* altri.

Sappiamo che hai collaborato con una ditta che produce sex toys. Che ruolo svolgono i sex toys nella lotta per i diritti civili?

Tengo a precisare che la mia esperienza in questo settore è durata pochissimo, ma la ricordo con piacere. In Italia si inizia a parlare timidamente di sex toys per le donne all’inizio del 2000. I sex toys al maschile sono però ancora un tabù. Oggi fortunatamente le cose stanno cambiando: i sex toys fungono da strumento per l’esplorazione del godimenti… e godere rientra in un sacrosanto diritto!

Parliamo ora di Pastafarianesimo. Chi sono i Vichinghi Prodigiosi?

Queste domande sono meravigliose! Cinque anni fa conobbi al PRIDE di Varese la Chiesa Pastafariana Italiana. Ero un po’ stufo di fare attivismo sociale, ma in loro vidi qualcosa di diverso.  Avevo bisogno di una spinta per crederci ancora. Per questo e tanti altri motivi ho dato vita a un nuovo villaggio/ciurma interna, che spero si allarghi sempre di più. I Vichinghi Prodigiosi sono promotori/trici della cultura Vichingo Norrena, e ovviamente dei diritti civili tutti.

Come mai sei diventato pastafariano?

Non so dirti il perché. Il Pastafarianesimo mi ha trainato e mi fa stare bene. Io sono Vichingo Prodigioso, non dimentichiamolo. Nome di battesimo: Svanhild, che significa Cigno della Battaglia.

Cosa accomuna la lotta per i diritti e il Pastafarianesimo?

Il Pastafarianesimo è una religione che nasce nei primi del 2000 grazie a Bobby Henderson. In italia invece il Pastafarianesimo ha assunto più i connotati di attivismo sociale. Sono storiche le nostre campagne: Liberi verso il vulcano per il fine vita; abbiamo appoggiato Marco Cappato e i Radicali; Dioscotto contro i crimini di blasfemia, e ovviamente diamo sostegno a tutti i diritti umani e civili, compreso quelli della comunità lgbtqia+. Lottiamo contro ogni forma d’odio, di violenze e di fobia nel pieno rispetto sociale, sempre in avanti, con forza e puro amore.

Vuoi promuovere Boma, Bottega magica artigiana?

Mi piacciono molto le tue domande, grazie! Prima ho detto che sono un’amante dell’arte. Non amo definirmi ma, se proprio devo farlo, vorrei nominare l’aspetto poliedrico e creativo della mia personalità. Ho studiato al Cemb (Centro Educazione Musicale di Base), diretto da Giordano Bianchi, poi ho creato L. A S. Laboratorio d’arte sperimentale, dando vita a progetti che ho proposto sia come animatore e educatore, sia come Performer, sia come divulgatore.

Boma è nata per coltivare la mia passione per il mondo magico-fantasy Larping (gioco di ruolo dal vivo). Mi definisco il pusher dei Cosplayer. Ho creato inizialmente delle bacchette magiche che vendo e regalo agli amici; adoro circondarmi di appassionati. Ovviamente non mi fermo solo a quello, infatti il nostro slogan recita: Magici accessori per fantastiche occasioni.

In che modo il mondo fantasy sostiene la lotta per i diritti lgbtqia+?

Innumerevoli sono le storie d’infanzia che ricordiamo pro diritti lgbtqia+, in particolare Harry Potter. Tante persone che amano le avventure del maghetto si ritrovano nella tematica lgbtqia+.

Un fenomeno di massa sono i ritrovi, i raduni e le fiere del fumetto e Cosplay nazionali e internazionali. Si tratta di luoghi di ritrovo per appassionati e non solo, dove anche l’attivismo e le tematiche contro le discriminazioni sono sempre più presenti.

Spesso mi capita di unire le mie passioni e la mia professione come educatore alla mia lotta come attivista, mescolando i vari mondi e rendendoli più concreti.

Cosa vuoi dirci della tua attività come cantante e performer?

Da bambino sognavo di esibirmi in un grande festival musicale e di riempire la scena con la mia voce e il mio spirito. Negli anni mi sono formato come musicista e educatore musicale, oltre che in varie arti performative. Ho militato in band e progetti musicali ed artistici con diversi professionisti, nel settore nazionale e internazionale.

Insomma, sebbene sia consapevole di sognare sempre ad occhi aperti e considerato il duro periodo che tutti stiamo affrontando, direi che nel mio piccolo mi ritengo soddisfatto. Nonostante ciò, salire su un palco oggi mi manca tantissimo.

Hai mai tratto un profitto dalle tue attività?

Come ho descritto nei precedenti quesiti da te posti, ho tante passioni, alcune delle quali mi hanno permesso di guadagnare anche qualche soldino. L’attivismo ovviamente è tutto gratis, ma ci tengo che rimanga così.

Photo by Sharon McCutcheon on Pexels.com

Qual è stata la tua soddisfazione più grande?

Vedere i risultati dei miei piccoli traguardi quotidiani e le grandi sorprese ottenute spronando le altre persone.

Qual è il tuo sogno più grande?

Vivere in un mondo civile.

Come si sta svolgendo l’attivismo durante la pandemia?

Ormai l’attivismo si fa online, cercando di ritrovarsi spesso e portando avanti idee e istanze. Bisogna usare la tecnologia al meglio, sperando che questo brutto periodo passi presto.

Vorresti lasciare un messaggio?

Dalle parole di Harvey Milk, Non dobbiamo perdere la speranza, anzi, dobbiamo infondere speranza. Ma la speranza deve essere concreta, attraverso obbiettivi che mirino alla tutela di tutt*. Spero che passi la Legge Zan anche al Senato (è infatti già stata approvata alla Camera).

Ricordo inoltre che questo venerdì  20 novembre è il Transgender Day of Remembrance, la giornata che vuole commemorare le vittime d’odio e del pregiudizio contro le persone transessuali.

Vorrei infine invitare le persone ad amarsi, a volersi bene e a continuare a portare l’amore nella quotidianità. Bisogna essere saldi nei propri principi… anche quando ci sentiamo persi dobbiamo continuare a lottare, altrimenti non si arriva da nessuna parte.

La differenza è coerenza“. Aforismi e Poesie, Stefano Belloni 2000~2020

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