“Le chat” di Baudelaire, quando un gatto evoca l’amata.


I gatti sono creature meravigliose e misteriose, qualcuno è riuscito ad evocare attraverso i loro splendidi occhi e il corpo sinuoso la figura della donna amata. Stiamo parlando di Baudelaire, uno dei più grandi poeti francesi e, come avrete già capito, il mio preferito.

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LE CHAT

Viens, mon beau chat, sur mon coeur amoureux;
Retiens les griffes de ta patte,
Et laisse-moi plonger dans tes beaux yeux,
Melés de métal et d’agate.

Lorsque mes doigts caressent à loisir
Ta tête et ton dos élastique,
Et que ma main s’enivre du plaisir
De palper ton corps électrique,

Je vois ma femme en esprit. Son regard,
Comme le tien, aimable bete,
Profond et froid, coupe et fend comme un dard,

Et, des pieds jusques à la tête,
Un air subtil, un dangereux parfum
Nagent autour de son corps brun.

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ANALISI METRICA

La poesia è un sonetto, infatti è composta da due quartine e due terzine. Non conoscendo la prosodia francese non saprei dire da quante sillabe è composto un verso, ma tale numero sembra ripetersi con regolarità. Per quanto riguarda le rime, il sonetto è irregolare: ABAB CDCD EFE FGG. Gli ultimi due versi costituiscono una rima imperfetta.

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TRADUZIONE LETTERALE

Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato;
Trattieni gli artigli della tua zampa,
E lasciami immergere dentro i tuoi begli occhi,
mescolati di metallo e d’agata.

Quando le mie dita accarezzano in libertà
La tua testa e il tuo dorso elastico.
E che la mia mano s’inebria (non ho trovato il significato di “envire”) di piacere
Di palpare il tuo corpo elettrico.

Io vedo la mia donna nella mente. Il suo sguardo,
Come il tuo, amabile bestia,
Profondo e freddo, taglia e fende come un dardo.

E, dai piedi fino alla testa,
Un’aria sottile, un profumo pericoloso,
Nuotano attorno al suo corpo bruno.

PARAFRASI

Il significato del sonetto è evidente nella traduzione letterale.

Immagine tratta da lajournaliste.com

FIGURE RETORICHE

  • V. 1, “coeur amoureux”: troviamo una sineddoche, in quanto una parte viene utilizzata per indicare la persona del poeta nella sua interezza, ma anche un’ipallage, in quanto un oggetto prova i sentimenti della persona.
  • V. 2, “Retiens les griffes”: Allitterazione della “r”, è una figura retorica che consiste nella ripetizione di lettere, sillabe o suoni uguali o affini all’inizio di parole vicine o anche al loro interno, al fine di ottenere particolari effetti espressivi.
  • V. 3, “Et laisse-moi plonger dans tes beaux yeux”: allitterazione di “l” e “au”/”eu”; è presente una metafora, in quanto guardare un animale negli occhi è come immergersi nel suo sguardo. La metafora è una figura retorica che consiste in un trasferimento di significato tra due termini legati comunque da un rapporto di affinità o somiglianza. Si distingue dalla similitudine per l’assenza di avverbi di paragone o locuzioni avverbiali, come per esempio “come”.
  • V. 4, “Melés de métal et d’agate.”: allitterazione di “m” e “e”; metafora in cui due materiali indicano il colore che li caratterizza.
  • V. 5, “Ta tête et ton dos élastique”: allitterazione della “t”.
  •  V. 11, “Profond et froid, coupe et fend comme un dard,”: allitterazione della “f”; similitudine che paragona il corpo del gatto ad una freccia (è una figura retorica che consiste nell’istituire un paragone esplicito fra due realtà legate fra loro da rapporti di affinità, somiglianza ecc. nelle sue forme più semplici è largamente usata anche nel linguaggio comune).
  • V. 14, “Nagent autour de son corps brun”: con una metafora il diffondersi nell’aria del profumo della donna viene paragonato all’atto di nuotare.

Troviamo per lo più figure retoriche di suono; abbondano le similitudini e le metafore, inoltre è presente una sineddoche. Anche nel sonetto “A’ une passante” abbondano metafore e similitudini.

Le definizioni delle figure retoriche sono state tratte da https://www.scuolissima.com/2012/04/figure-retoriche.html .

Immagine tratta da helloword.it

LES FLEURS DU MAL

Per apprendere qualche informazione sull’opera di Baudelaire e la sua poetica, leggete ciò che avevo scritto qui. Il sonetto in questione è il numero XXXIV della prima sezione de Les fleurs du mal, chiamata Spleen e ideale.

CHARLES BAUDELAIRE

Se volete leggere una valida biografia di Baudelaire, diffidate delle castronerie del web e fidatevi solo dell’Enciclopedia Treccani.

http://www.treccani.it/enciclopedia/charles-baudelaire

ANALISI DEL TESTO

Baudelaire chiede al suo gatto di accucciarsi sul suo cuore, il posto riservato alla donna che ama, inoltre il poeta afferma di essere innamorato: sin dal primo verso possiamo sospettare che si tratti di una poesia d’amore, eppure il protagonista è un gatto. L’animale di compagnia del poeta è una creatura molto sensuale: innanzitutto è pericoloso come una femme fatale in quanto ha gli artigli, inoltre i suoi occhi sembrano composti da metalli preziosi e il corpo dell’animale è elastico ed elettrico. Il poeta ammette chiaramente di provare piacere nell’accarezzare l’animale.

Nella prima terzina Baudelaire rivela che l’animale gli ricorda la donna che ama in quanto i due hanno lo stesso sguardo, potente e terribile come un dardo, che ha la stessa forza dell’uragano degli occhi della donna che il poeta incontra nei boulevards parigini nella poesia A’ une passante.

Nella seconda terzina ormai non si sta più parando del gatto ma della donna, infatti la creatura non è dotata di zampe ma di piedi. Il poeta riesce persino a sentire il profumo della donna, che circonda il corpo bruno del gatto. Le ultime due parole della poesia si riferiscono nuovamente al felino in quanto una donna ha la pelle color carne e non bruna, ma ormai le due creature si confondono. Secondo un’altra interpretazione il corpo Bruno potrebbe appartenere ad una donna nera, infatti Baudelaire è stato fidanzato con un’attrice mulatta.

La poesia è molto sensuale perchè vengono nominate parti molto erotiche del gatto (o della donna): un corpo elettrico ed elastico e il profumo che si diffonde nell’aria. A differenza dell’amor cortese medievale inoltre avviene un contatto fisico tra il poeta ed il corpo amato attraverso una carezza che dá piacere.

Immagine tratta da funnews24.com

IL TEMA DEI GATTI IN BAUDELAIRE

Baudelaire ha dedicato altre due poesie al tema dei gatti. La prima è omonima ed è la numero LI, la seconda s’intinola Les chats ed è la numero LXVII, entrambe della prima sezione. I gatti vengono sempre descritti come esseri dall’aspetto seducente, misterioso e stregonesco, inoltre la seconda poesia associa gli animali ai temi degli innamorati e dell’amore, presenti anche nella poesia che stiamo analizzando ora.

Le tre poesie sui gatti sono state scritte in un momento di sconforto, profonde provocato dalla censura per oscenità di Les fleurs du mal.

APPROFONDIMENTI

FONTI

  • Baudelaire, I fiori del male, Oscar Mondatori, Milano, 2011-
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