Intervista: come si salvano le prostitute


Alcune persone danno prova di notevole sensibilità e coraggio affrontando grandi pericoli per salvare vite umane. Una giovane donna, che preferisce restare anonima, ha combattuto la tratta delle prostitute, salvando le ragazze dalla strada, e ha voluto condividere con noi questa esperienza, che risale ad una decina di anni fa.

Immagine tratta da ferraraitalia.it
  1. Ciao, cara, e grazie mille per il tempo che hai deciso di dedicarci. Per quale associazione hai lavorato?

Preferisco non rivelare il nome dell’ente, ma posso dire che si trattava di un’associazione umanitaria che dieci anni fa si occupava di accoglienza, relazioni di aiuto e tutto ciò che riguarda le persone in difficoltà come detenuti, senzatetto, tossicodipendenti, disabili fisici e psichici e molto altro ancora.

2. Come mai hai scelto Torino?

Semplicemente perché era la mia destinazione per quanto riguarda il servizio civile, ma attività simili vengono svolte in tutta Italia.

3. Vuoi parlarci del corso che hai seguito per svolgere questo lavoro?

E’ il normale corso cui vengono sottoposti i volontari del servizio civile, in cui si insegna a relazionarsi con empatia e ad avvicinarsi a tutti coloro che hanno bisogno di aiuto. E’ necessario trovare il modo giusto per relazionarsi con chi vogliamo aiutare: per il volontario un determinato approccio sembra essere efficace, ma per la persona da aiutare può essere controproducente, perciò non si ottiene alcun risultato.

Immagine tratta da Flickr
  • 4. Qual era il tuo ruolo nell’associazione?

Facevo il servizio civile perciò dovevo occuparmi di ogni tipo di realtà: ero una semplice volontaria che faceva ciò che gli veniva ordinato. Per due anni mi sono occupata dell’antitratta, infatti andavamo in strada ad incontrare le ragazze vittime del racket.

5. Cosa conduce una ragazza alla prostituzione?

Nessuna donna vuole essere una prostituta, è spinta a vendere il proprio corpo da una necessità o da qualcuno. Le ragazze vengono condotte in Europa con l’inganno: viene loro promesso un lavoro che non esiste e, con un rito vudù di stregoneria appartenente alla loro cultura, vengono ricattate e minacciate.  

6. Come si conquista la fiducia di una prostituta?

Innanzitutto la ragazza doveva imparare a conoscermi. Non ero mai sola ma in gruppo e la ragazza faceva conoscenza con una pluralità di persone. La volontaria più anziana avvicinava la prostituta e la presentava ai nuovi volontari. A poco a poco le ragazze iniziavano a fidarsi. Non era un processo rapido perché le ragazze erano schiavizzate e subivano forti minacce. Per conquistare la loro fiducia servivano soprattutto sorrisi, ma offrivamo anche tè caldo, del cibo e trascorrevamo del tempo con loro. Ci si avvicinava al momento giusto, un momento stabilito dal capogruppo che sapeva come muoversi. Ogni operazione era preceduta da un’attenta preparazione poiché era un’esperienza molto spinosa.

Immagine tratta da The Daily Telegraph
  • 7. Attraverso quale procedimento viene salvata una ragazza?

Loro ci chiamavano e ci chiedevano di essere salvate dalla strada.

8. Avete mai avuto problemi con i trafficanti?

No, mai, in due anni non li ho mai incontrati. Noi non arrestavamo nessuno, non era compito nostro fermare i papponi, di questo si occupano le forze dell’ordine. Noi aiutavamo le ragazze esponendoci anche ad un rischio, ma quando ero una volontaria non è mai accaduto nulla di pericoloso

9. Cosa accade alle ragazze una volta che raggiungono la comunità?

La prostituta che chiedeva il nostro aiuto veniva isolata in una comunità, che non poteva lasciare fin quando non aveva il proprio documento. In comunità la ragazza veniva privata del cellulare perché esso poteva costituire un collegamento con altre ragazze o con lo sfruttatore. Non so se le ragazze venivano sottoposte ad un aiuto psicologico perché ero una semplice volontaria e non avevo accesso ai dati sensibili, ma so per certo che erano in buone mani.

10. Quale impatto ha avuto su di te questa esperienza?

Ha avuto un impatto enorme dal punto di vista umano perché ho avuto a che fare con tante persone con problemi diversi. Ho imparato a relazionarmi con tutti e il lavoro in strada mi ha insegnato il rispetto per la donna e per la vita.

11. Quante ragazze hai salvato?

Non ho tenuto il conto, ma tante.

12. Come si può fermare la tratta?

La tratta può essere fermata soltanto se la legge si rende conto che non serve arrestare le ragazze per liberarle il giorno dopo: bisogna aiutarle a inserirsi in un contesto sociale e lavorativo, a costruirsi una nuova vita. E’ necessario inoltre eliminare il protettore e i clienti, i veri responsabili della tratta.

13. Da dove venivano le ragazze?

La maggior parte provenivano dall’Africa.

14. Vuoi parlarci del vissuto delle ragazze?

Non posso perché sono dati sensibili riguardanti le ragazze, inoltre potrei anche raccontare le loro storie, ma la migliore testimonianza è vivere ciò che ho vissuto io: il volontariato non ha età, può essere fatto in qualunque periodo della propria vita, perciò invito il lettore a contattare un’associazione, entrare a farvi parte e vivere la propria esperienza personale.

Le ragazze con noi si aprivano e ci confidavano molte informazioni sulla loro storia. Ci raccontavano della loro vita in Italia o nella loro terra, delle esperienze di prostituzione e di molto altro ancora.

Immagine tratta da Italiaisraeletoday.it

15. Quali sono le principali difficoltà che si incontrano con queste ragazze?

Con loro bisogna muoversi come un elefante in una gioielleria: ogni parola deve essere soppesata, perché non si sa come essa verrà percepita dall’altra parte.

16. Cosa accadeva alle ragazze una volta ottenuti dei documenti?

Una volta che le ragazze entravano in comunità le perdevo di vista perché ero una semplice volontaria: non so se volessero tornare nel loro paese o restare in Italia.

17. Vorresti concludere l’intervista lasciando un messaggio?

Mi capita di vedere spesso uomini che passano davanti ai cigli della strada per sfottere quelle ragazze. Vorrei dire a queste persone che al posto di quelle povere sventurate potrebbe esserci una donna della loro famiglia.

Ci congediamo da questa ragazza straordinaria provando una grande ammirazione per lei e per tutti coloro che mettono a repentaglio la propria incolumità per salvare un’altra persona. Pubblichiamo questo articolo nella speranza che le vittime della tratta possano leggerlo e vedano un barlume di speranza nell’abisso in cui sono sprofondate.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un’icona per effettuare l’accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: