I musei e la birra di Berlino.


La Porta di Brandeburgo

Berlino è una città ferita, perché la sua storia è stata cancellata dai bombardamenti: scordatevi gli eleganti palazzi ottocenteschi di Milano o Parigi, oggi la capitale della Germania è un susseguirsi di edifici moderni e palazzoni governativi. Sopravvivono i resti della Guerra Fredda, cicatrici che Berlino svende ai turisti.

Berlino è una città in cui è consuetudine essere alternativi, ribelli, controcorrente. I percorsi in metropolitana sono continuamente rallegrati da ragazzi che suonano l’ukulele, uno strumento musicale piccolo ma frizzante, che trasmette allegria. In un angolo di Alexanderplatz era seduto invece a terra un ventenne che, con un cartello scritto in inglese, chiedeva l’elemosina per completare il suo giro dell’Europa. Ogni sorta di genere musicale viene rivendicato dagli adolescenti e dai ventenni, che seguono tutte le mode concepite dalla dalle ultime generazioni creando un piacevole miscuglio.

Vi consiglio di visitare Berlino d’estate: il nostro aereo è decollato dall’Italia in autunno ed è atterrato in un paese in cui regnava l’inverno. Non c’era ancora la neve, ma ricordo ancora con estremo disappunto lo sbalzo temporale e le intense raffiche di vento che ci accoglievano quando uscivamo dalla metropolitana.

La torre della televisione

Il simbolo di Berlino è il Fernsehturm, la torre della televisione, che spadroneggia sulla città dall’alto dei suoi 368 metri ad Alexanderplatz. Costruita negli anni ’60 del secolo scorso, ha una bellissima terrazza panoramica con vista a 360° che io non ho visitato perché soffro di vertigini. Ad Alexanderplatz si trova anche l’orologio del tempo del mondo, che segna le ore di ogni fuso orario. SI affacciano sulla piazza anche numerosi palazzoni moderni, un monumento alla modernità arido di storia e di tradizione.

L’isola dei Musei è l’angolo di Berlino che più ho amato e mi sorbirei ancora le ore di coda sotto la pioggia comprese nel costo del biglietto. Qui si trovano la Galleria Nazionale, il Neues Museum, l’Altes Museum e, soprattutto, il Pergamun Museum. Al Pergamum ho visto gioielli di inestimabile valore: le Mura di Babilonia, possenti e bellissime nel loro blu cobalto, una riproduzione della stele di Hammurabi (anni dopo avrei ammirato l’oroginale al Louvre), il Mercato di Mileto e tesori di archeologia assira e babilonese. L’Altare di Zeus era purtroppo in restauro, mi rode ancora il fegato per aver perso l’occasione di rendergli omaggio. Non ricordo esattamente quali musei ospitano i reperti che ho più apprezzato perché a distanza di anni la memoria si confonde, ma non è importante perché il mio consiglio è di non tralasciare nemmeno un museo. Ho ancora davanti agli occhi un’Amazzone Ferita che proprio in quel periodo stavo studiando per un esame di Archeologia Greca. Era bellissima, sembrava quasi viva, e quello scarabocchio di foto stampato sul mio libro non le rendeva giustizia. Il Busto di Nefertiti è il volto della donna più aristocratica e fiera che abbia mai visto, finalmente i suoi zigomi eleganti avevano assunto una dimensione tridimensionale. La sezione di papirologia era particolarmente ricca e conteneva testi in latino, greco, aramaico, geroglifico, arabo: finalmente le versioni che avevo tradotto al liceo avevano un volto.

Il monumento più rappresentativo di Berlino è indubbiamente la Porta di Brandeburgo, un monumento neoclassico dedicato a re Fedirico II; finalmente una traccia di storia tra i grigi palazzoni. Da lontano le candide colonne sembrano omogenee, ma avvicinandosi si possono distinguere crepe e toppe nel marmo. La Porta di Brandeburgo si erge con raffinatezza tra la calca di turisti che scattano le foto, al fianco dell’imponente e maestosa ambasciata russa, una testimonianza della Guerra Fredda. Il palazzo è eccessivo per ospitare un’ambasciata, ma era assai più sproporzionato l’ego dei russi che volevano affermare il proprio primato nel mondo. Poco distante una linea tracciata nel terreno: è la cicatrice lasciata dal Muro, la Porta di Brandeburgo segnava infatti il confine tra Berlino Est e Ovest.

Il muro di Berlino

Attraversando un parchetto si giunge presso il Reichstag, sede del parlamento tedesco. Costruito nel 1884 e distrutto da un incendio nel 1933, fu ricostruito nel 1970. AL centro del palazzo, al posto del tetto, si trova un’imponente cupola di vetro che offre un panorama favoloso a chi non soffre di vertigini. Alla base della cupola si trova una piccola mostra dedicata alla storia del governo tedesco. Qui è esposta una scheda elettorale utilizzata quando Hitler era al potere; era possibile porre una X di fianco ad un solo nome.

Il Muro di Berlino è stato in gran parte abbattuto; oggi sopravvive poco più di un chilometro di mura, che è stato completamente decorato da murales variopinti. Il muro non è molto alto: non appena lo vidi immaginai che, con un po’ di allenamento, sarei riuscita a scavalcarlo persino io, naturalmente non tenendo conto dei cecchini che mi avrebbero puntato i loro kalasnikov alla nuca. In un parchetto sono esposte le foto di coloro che hanno tentato e fallito nell’impresa, un museo inoltre ripercorre la storia del Muro. Durante la Guerra Fredda il muro poteva essere attraversato solo presso il Checkpoint Charlie, un posto di blocco che oggi è ricostruito fedelmente, con tanto di guardie in costume che scattano i selfie con i bambini. Oggi il Checkpoint Charlie è per lo più una pagliacciata per turisti, in quanto senza le guardie travestite e la ricostruzione della cabina sarebbe semplicemente una strada anonima. Un tempo tuttavia quella via è stata teatro di uno dei più significativi capitoli della storia del Novecento.

A Posdam, una città alla periferia di Berlino, si trova la residenza reale di Federico II, la Reggia di Sanssouci. Il parco è ampio e ben curato, l’ideale per trascorrere una domenica con i bambini all’aria aperta o per scambiarsi i primi baci sulle panchine; mi ha ricordato molto il Parco di Monza, soprattutto per la presenza delle raffinate Ville Reali. Postam è una ridente cittadina con piccoli e accoglienti negozietti di souvenir, in cui è possibile ammirare l’architettura tedesca. Mi è piaciuta molto la chiesa del paese, semplice e suggestiva.

Photo by Markus Spiske on Pexels.com

Berlino è la capitale del divertimento per i giovani. Vi consiglio di andare a mangiare in un ristorante tipico bavarese, sebbene la capitale tedesca non si trovi in Bavaria. In Germania si mangia in grande: ho ordinato uno squisito stinco bavarese così grande che non sono riuscita a terminarlo, patate al forno, verdure e salsine varie. I crauti sono completamente differenti rispetto alla ricetta italiana e hanno un sapore squisito, infatti io li ordino solo nella terra di Goethe. In Germania la birra è regina e non esiste la piccola. Al Berliner Republiker in alcune serate si gioca la Borsa della Birra: il prezzo delle birre in vendita è influenzato dal numero delle ordinazioni dei clienti in un rapporto di diretta proporzionalità.

Berlino è una località da visitare per i musei, per il cibo e per la birra, ma si merita un pollice abbassato per quanto riguarda l’architettura e il clima. Lasciamo ora la parola ad una canzone di Battiato, con l’invito a commentare qua sotto cosa ne pensate della città.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...