Guida di Barcellona e dei suoi colori.


La Sagrada Familia.

Barcellona è una città di mare vivace come Napoli, ma è anche il cuore pulsante dell’economia della sua nazione come Milano. Città bilingue e madre dei catalani, è abitata da un popolo libero e spensierato. E’ la città europea che conosco meglio perché l’ho visitata tre volte sia come turista, sia mescolandomi ai suoi cittadini.

Il simbolo di Barcellona è la Sagrada Familia, progettata da Gaudì e ancora in costruzione. A me non è parsa la casa di Dio, ma un monumento agli elementi naturali scolpiti sulle facciate esterne, agli spettacolari giochi di luce che illuminano l’interno, alla vertigine provocata dalle guglie che svettano verso il cielo, alla creatività e alla fantasia di un artista che ha saputo distinguersi nella storia dell’architettura. Fuori dalla Sagrada Famiglia si trova un giardinetto in cui, sulle panchine all’ombra degli alberi, mi sedevo per studiare.

La Rambla è uno stradone lungo un chilometro che da Plza Catalunya conduce al mare. E’ ricca di locali in cui ordinare tapas e cerveza (birra), teatri e negozi di souvenir. Attraverso un piccolo ingresso laterale è anche possibile accedere al mercato La Boqueria, le cui bancarelle di pesce e frutta sono variopinte come un dipinto e diffondono nell’aria un profumo caratteristico. Ma prima della mia prima visita a Barcellona ho desiderato così tanto mangiare la frutta. Per quanto riguarda gli spettacoli, ogni turista che si rispetti dovrebbe assistere ad un’esibizione di flamenco, sebbene tale danza provenga da un’altra zona della Spagna; potete trovare una recensione di uno spettacolo di flamenco su questo blog.

Casa Batllo

Passeggiando in riva al mare è possibile assistere a tutti gli sport acquatici concepibili da una mente umana e di cui non conosco nemmeno il nome: sono rimasta colpita da alcuni uomini in piedi su una tavola, che si facevano trasportare dal vento catturato da una sorta di aquilone. I nudisti convivono in modo assolutamente pacifico con coloro che preferiscono indossare il costume; le spiagge sono libere ma attrezzate con docce, campi da beach volley, bar e tutto il necessario per godersi un piacevole pomeriggio di sole. Vi consiglio di recarvi nelle spiagge dei paesini perché a Barcellona difficilmente troverete due metri di sabbia liberi per stendere il vostro telo. Un mio conoscente ha visto in spiaggia due uomini che praticavano sesso anale davanti ai bagnanti, ma credo che si tratti di un episodio isolato.

La collina di Montjuic, che ospita l’omonima fortezza-prigione oggi trasformata in un museo, offre un panorama mozzafiato del porto, delle navi da crociera che partono per un tour del Mediterraneo e degli aerei che atterrano nell’aeroporto poco distante. È difficile ricordare che un parco così gradevole è stato uno dei luoghi più oscuri della dittatura. Si può raggiungere la cima a piedi, percorrendo un percorso che non è particolarmente difficoltoso, oppure mediante una funivia. Nel fossato del castello è possibile osservare alcuni sportivi che si esercitano nel tiro con l’arco. Si tratta di un luogo rilassante, dove trascorrere i pomeriggi in cui non si lavora.

Scendendo dalla collina è possibile raggiungere la cittadella olimpica, che ospitò le Olimpiadi del 1992. Molte strutture costruite in altri stati in occasione delle olimpiadi sono state abbandonate al termine degli eventi sportivi e rappresentano un vergognoso spreco di denaro per i governi che le hanno costruite, ma Barcellona ha saputo sfruttare i Giochi per lanciare l’economia della città e, al termine delle competizioni, ha riutilizzato gli spazi trasformandoli in ambienti dinamici, funzionali e caratteristici. In occasione delle Olimpiadi è stato ristrutturato il quartiere della Barceloneta, una via in riva al mare che oggi è tra le più visitate.

Il Parc Güell, particolare.

Piazza di Spagna con lo spettacolo di luci, music e giochi d’acqua della Font Magica, attira una gran folla di turisti; la fontana è enorme e si arrampica per tutto il versante della collina. Salendo lungo la scalinata potrete raggiungere il Museu Nacional d’Art de Catalunya e ammirare un parco dei divertimenti che spicca in lontananza, dall’alto di una collina.

Le Case di Gaudì e il Parc Güell sono fantasiose, ironiche, surreali e al tempo stesso eleganti e signorili. Si inseriscono perfettamente nel contesto urbano, emergendo tra gli anonimi palazzi del quartiere per il loro aspetto singolare. Il biglietto per il Parc Güell ha un prezzo onesto, ma la visita alle Case ha un prezzo esorbitante (20/25 euro), perciò vi consiglio di sceglierne una sola e accontentarvi.

Da non perdere inoltre il parco Ribera, ampio e lussureggiante, con un laghetto su cui le coppiette possono andare in barca a remi, e il Museo Picasso, che ospita opere poco conosciute del genio spagnolo.

Il quartiere gotico.

In Spagna non ho solo visitato i monumenti principali, ho vissuto a Barcellona come una del posto, alloggiando in un appartamento in un paesino fuori dalla metropoli. Nel giardino comune si trovava una piccola piscina, in quanto il clima mite induce molti catalani a realizzarne una in casa propria; dalla finestra del salotto si poteva ammirare il mare in lontananza. Ho girovagato a piedi per le vie di Barcellona con lo zaino in spalla e studiato nei bar: all’estero gli studenti possono aprire i propri libri in qualunque caffetteria, mentre in Italia alcuni baristi sono contrari a tale pratica.

I catalani sono particolarmente nazionalisti e l’indipendentismo è sentito soprattutto nella provincia, dove molti espongono dai balconi più bandiere catalane dei tifosi di una squadra di calcio italiana che vince lo scudetto. Tifare per la squadra di calcio del Barcellona è una fede in cui quasi tutti credono e ovunque sono in vendita gadget con i colori della squadra. Anche Milano e Torino hanno ben due squadre di calcio a testa, ma i loro abitanti non considerano il calcio un culto cittadino; forse da questo punto di vista Barcellona è più simile a Napoli.

Le biblioteche di Barcellona mi hanno piacevolmente sorpreso: la più marginale delle biblioteche è più fornita della Sormani di Milano. A Barcellona una biblioteca è infatti sempre dotata di videoteca, con dei computer per vedere i DVD in loco, una collezione di dischi musicali con stereo per ascoltarli, un angolo per le mostre temporanee, un’ampia aula studio e una sezione dedicata ai libri in lingua straniera.

Un altro aspetto singolare della Spagna sono i supermercati, in cui i prodotti sono esposti apparentemente senza un criterio logico: i biscotti, per esempio, si trovano vicino ai sottaceti e il prosciutto a cubetti è riposto tra le bistecche. Gli spagnoli sono particolarmente golosi di affettati tipici, infatti nelle gallerie dei supermercati si trovano dei locali dedicati solo a tali alimenti, che vengono venduti sia a fette in un panino per essere gustati al momento, sia ancora interi, per poter essere conservati nelle abitazioni private.

Nella periferia di Barcellona si trova un Sexy Shop grande come un ipermercato, in cui si può fare la spesa con il carrello. Non avendolo visitato, non ho opinioni al riguardo.

Barcellona è la città più viva che abbia mai visitato, i suoi colori sono perfetti per una vacanza allegra e indimenticabile. Fatemi sapere cosa pensate della città in un commento qua sotto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...