Impressioni su Parigi e consigli pratici.


La Tour Eiffel.

Parigi è energia, una fiumana di gente colorata, che indossa tutte le maschere del mondo, è una metropolitana intricata, dai tunnel lunghi come quelli di un formicaio, sulle loro pareti sono affissi manifesti di concerti, cinema, teatri e musical. Parigi è la tradizione di monumenti e musei, è l’eleganza dei suoi boulevard, è il mormorio di frasi in francese origliate per caso passeggiando sui marciapiedi. Purtroppo ho visitato Parigi solo per pochi giorni, pertanto sono stata costretta a selezionare i monumenti più significativi, ma respirare aria francese è stata un’esperienza indimenticabile.

Per ragioni organizzative il Mouin Rouge è il monumento che abbiamo visitato per primo. I neon e il colore scarlatto del singolare edificio spiccano nella via a luci rosse del quartiere di Pigalle, tra i numerosi sexy shop e i night club. Dal lato opposto della strada una folla di turisti fotografano l’allegria del mulino che ha visto nascere il can-can. Una cena all’interno del simpatico edificio è molto costosa, ma non credo si tratti di un’esperienza significativa.

Le Moulin Rouge.

Visitare il Louvre in un solo giorno è deludente: le opere d’arte sono troppe, perciò si è costretti a selezionare i capolavori più famosi, in una sorta di “caccia all’opera d’arte vip” tra i corridoi del museo, inoltre i francesi sono avari per quanto riguarda la segnaletica, pertanto si corre il rischio di tralasciare alcune opere o di perdere il senso dell’orientamento. Ammirare per la prima volta capolavori ammirati solo sui libri è stata una grande emozione, la stessa che certi provano quando chiedono un autografo al proprio cantante preferito. Le tele non sono come le avevo immaginate: alcune sono più grandi, altre più piccole, più opache, più chiare, più sgargianti, più cupe, il riflesso di una lampada ti impedisce di gustarla appieno oppure i particolari sono più vividi rispetto alla minuscola illustrazione del libro di scuola. Purtroppo la fotografia conservata nella mia mente è per me più reale dell’originale perché mi appartiene da quando ero piccola, così i quadri che ho incontrato sono solo un ricordo sbiadito.

Inaspettatamente il Museo D’Orsay mi ha lasciato un ricordo differente in quanto la visita è stata come riabbracciare dei vecchi amici, poichè erano esposti alcuni dei capolavori impressionisti ospitati dalle mostre temporanee di Milano.  Partecipare ad una mostra temporanea è un po’ malinconico perchè il primo incontro con le opere è anche l’ultimo e si cerca invano di memorizzare particolari destinati all’oblio. Immaginate la mia incredulità nel rivedere dipinti che credevo non avrei mai più ammirato e la gioia di poterli omaggiare di nuovo. Oltre alle opere conosciute, il museo accoglie i grandi capolavori, quelli che non si allontanano dal suolo francese per venire esposte in giro per il mondo, che finalmente acquisiscono ai miei occhi una fisicità sulla tela, oppure opere sconosciute, di cui non sospettavo nemmeno l’esistenza ma che ora hanno un volto.

Le Louvre.

La Tour Eiffel è possente, un colosso che riesce ancora a stupire nonostante un po’ di ruggine accumulata in più di un secolo di storia. Elegante, romantica, inconfondibile, non ha bisogno di presentazioni: potete lasciarvi sovrastare dalla sua mole ammirandola dal basso, oppure scorgerne il profilo dai boulevard o dall’ultimo piano dei palazzi. Di notte la torre si accende di luce e risplende nell’oscurità come il più perfetto e scintillante tra i gioielli.

Proprio sotto la Torre parte il tour in battello della Senna, una romantica iniziativa perfetta per le coppie. E’ interessante osservare i palazzi che sfilano davanti alla barca e le piccole sagome dei parigini che passeggiano sulla riva. Unica pecca, la guida non parla italiano e la qualità dell’audio è pessima.

Notre Dame oggi è una ferita nel cuore di Parigi che si può osservare solo da lontano, dietro le transenne e attraverso i macchinari del cantiere. Il crollo del tetto non ha privato la cattedrale del suo fascino che ora è più malinconico, in questa nuova versione silenziosa, ignorata dalla folla di turisti accorsa da tutto il mondo per rendere omaggio alla cattedrale. E’ scandaloso che l’incendio sia stato sfruttato dai negozietti di souvenir, che vendono dipinti e fotografie dell’evento.

Notre Dame prima dell’incendio.

L’Arco di Trionfo è trafficato: sorge su una rotonda ed è circondato da auto in corsa; per attraversare la strada e raggiungerlo bisogna pagare il biglietto, perciò molti si accontentano di osservarlo da lontano. E’ maestoso, massiccio, possente, scenografico, un monumento degno della grandezza di Napoleone e dell’illustre passato francese.

Per descrivere il quartiere di Montmartre vorrei citare una canzone di Guccini, dedicata però a Venezia, in cui si critica la mercificazione della città:

Venezia è un’albergo, San Marco è senz’ altro anche il nome di una pizzeria,
la gondola costa, la gondola è solo un bel giro di giostra.

[…]

Venezia è anche un sogno, di quelli che puoi comperare,

Il quartiere bohémien, il cuore della Belle Époque, potrebbe essere il luogo più incantevole di Parigi se non fosse violato dai negozi di souvenir, dalla folla soffocante e dai ristoranti di pastasciutta scotta. L’antico fascino delle sue vie può solo essere immaginato soffermandosi sull’architettura degli edifici e sofrzandosi di ignorare il caos. Nel quartiere si trova la Basilica del Sacro Cuore, suggestiva esteriormente ma troppo moderna nelle decorazioni interne per rientrare nei miei gusti, in quanto la costruzione è iniziata nel 1873. Dalla scalinata della basilica è però possibile ammirare tutta Parigi, con la Tour Eiffel che svetta in lontananza, e ascoltare i musicisti di strada a cui i turisti americani donano le mance più generose che abbia mai visto (bigliettoni di 20 euro!).

Per quanto riguarda la cucina, consiglio di provare Escargot, vale a dire le lumache. Si tratta di un piatto piuttosto costoso, soprattutto perché una portata è composta mediamente da sei lumache, però è un’esperienza da provare perché il sapore è veramente singolare. Non preoccupatevi, le lumache sono talmente gustose da farvi dimenticare che un tempo strisciavano nel fango coperte di bava. E’ invece consigliabile provare i formaggi solo in un ristorante raffinato, durante una serata in cui non si vuole badare a spese: alcuni locali rifilano ai turisti schifezze di scarsa qualità. I macaron possono essere una merenda sfiziosa, ma evitate le pasticcerie del centro: un tè, un caffè e due macaron grandi possono costare anche 35 euro.

Un aspetto che mi ha piacevolmente colpito della metropoli è il fatto che la città accolga persone controcorrente: le mode e gli stili che si potevano incontrare in metropolitana sono diversi e mostravano la varietà di cui è composta la specie umana; Milano in confronto è un paesotto bigotto. Sono inoltre contenta che la città accolga i membri della comunità LGBT: a Parigi si incontrano infatti molto frequentemente coppie dello stesso sesso che si tengono per mano.

Parigi è una leggenda e tutti dovrebbero visitarla almeno una volta nella vita. Siete stati in Francia? Raccontatemi le vostre esperienze qui sotto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...