Guida di Bucarest, una cattedrale nel deserto.


La via degli ombrelli.

Visitare la Romania è una sfida ai nostri pregiudizi, poiché dobbiamo mettere in discussione tutto ciò che crediamo di sapere gli abitanti di questo affascinante paese dell’est: innanzi tutto, i romeni non sono i rom, attenzione a non confonderli perché qualcuno potrebbe offendersi e obbligarvi a sorbire una ramanzina, condita con il razzismo e gli attriti che dividono i due popoli. Da riscrivere anche i pregiudizi sui migranti, poiché i romeni sono un popolo accogliente e caloroso, la cui unica colpa è quella di stare ancora scontando le colpe del comunismo. Apprenderete tutto ciò chiacchierando con tassisti simpatici e loquaci, che al termine della corsa vi trufferanno sul prezzo. Pagate tranquillamente tutto quello che vi chiedono poiché, per quanto possa essere spietato il tassametro truccato, un taxi costerà sempre una stupidaggine rispetto alle tariffe italiane: un euro vale quasi cinque lei e, da un punto di vista economico, una vacanza in Romania è molto conveniente.

I turisti possono divertirsi alle terme costruite appena fuori città, con cinema nella sauna, acqua gym a tutte le ore e open bar. Si tratta di un’ottima soluzione per evadere e rilassarsi, tuttavia è un paradiso di plastica per turisti: sono altri i luoghi da visitare se si vuole conoscere la Romania.  

Il castello di Dracula.

Bucarest è una cattedrale nel deserto, una metropoli nella campagna incontaminata: dall’aereo il paesaggio si presenta come un mare di verde, in mezzo al quale sorge un’unica immensa città. Esiste una piccola metropolitana, ma anche all’ora di punta si tratta di un ambiente spettrale come le nostre stazioni a notte fonda, dopo la partenza dell’ultimo treno: i romeni si muovono a piedi o in macchina, la metro per loro probabilmente è troppo costosa.

Il centro è un salotto decorato con splendidi palazzi, tra cui spicca il Parlamento che è l’edificio più pesante del mondo, che supera persino i grattacieli delle metropoli più sviluppate. E’ stato costruito per volere del dittatore romeno Ceausescu e avrebbe dovuto essere un monumento alla grandezza del comunismo, un simbolo costruito con i soldi, la fatica e il sangue di un popolo. Le sue numerose stanze sono colossali, così come gli sterminati tappeti che ricoprono i pavimenti, gli stucchi e le decorazioni.

Il castello di Peles.

Anche l’ateneo è un simbolo del comunismo: il foyer è monumentale, ma la platea è piccola come un teatrino dell’oratorio, sintomo di quanto poco siano valorizzate l’arte e la cultura durante una dittatura. Le colossali scale a spirale che conducono alla sala del teatro sono tuttavia scenografiche e maestose, una delizia per gli occhi.

Sopra una via secondaria sono stati appesi degli ombrelli arcobaleno, che riempiono di colori e luce l’ambiente, nonostante siano un po’ sbiaditi dal sole, dal trascorrere del tempo e dalle intemperie. Si tratta di un’installazione che è stata realizzata anche in altre capitali del mondo e offre l’occasione di scattare una foto alternativa per i social.

Il Parlamento.

I romeni sono ortodossi, pertanto Bucarest offre l’opportunità di confrontarsi con un credo diverso dal nostro. E’ educato rispettare i culti altrui evitando di visitare le chiese durante le funzioni, tuttavia è possibile entrare negli edifici religiosi quando i fedeli in preghiera sono poco numerosi. Le chiese ortodosse sono decorate con vividi affreschi e icone caratteristiche, che ci raccontano la storia di una cultura diversa, eppure affine.

Verso il limitare della città troverete un arco di trionfo non dissimile da quello parigino sia per dimensioni sia per quanto riguarda le decorazioni. Sebbene non si tratti dell’originale francese, è pur sempre un monumento curioso e significativo per la città, che è considerata la Parigi dell’est.

Visitare un paese straniero significa scoprire anche un’altra tradizione culinaria. Il locale più popolare di Bucarest è il Caru Cu Bere, la birreria più antica della città che oggi è una delle mete preferite dei turisti. I romeni amano la ciorba, una zuppa contenuta in una pagnotta cava molto simile al gulash, dal sapore squisito e caratteristico. La carne e la cipolla sono gli alimenti principali della cucina romena: il sapore è gustoso ma, dopo qualche giorno, sarete stufi di una simile dieta e rimpiangerete la pasta della mamma. La birra costa pochi spiccioli, pertanto Bucarest è una meta ambita per il divertimento dai giovani.

A passeggio per Bucarest.

Per quanto riguarda lo shopping, i romeni hanno un look da discoteca, tecno e di altri generi musicali simili. De gustibus non disputandum est, perciò il mio giudizio non vuole essere una critica, però è un dato di fatto che il loro stile può essere paragonato a quello dei ragazzi italiani che ascoltano della musica che a me non piace. Ne consegue che anche i negozi delle migliori case di moda sono particolari: il singolo capo può anche essere raffinato perché disegnato da uno dei migliori stilisti occidentali, ma gli abbinamenti sui manichini sono singolari, diversi da quelli che potremmo trovare nelle nostre città.

La vita a Bucarest è molto simile alla nostra, ma non ho avuto l’opportunità di visitare i villaggi, i piccoli agglomerati di case immersi nella campagna dove si dice che molti bambini non siano nemmeno registrati all’anagrafe. Questi villaggi sono la vera Romania ed è un peccato che il mio viaggio si sia svolto solo sulle vie percorse dai turisti.

La Transilvania è una zona di montagna piuttosto selvatica, che vive di turismo. In inverno, quando le conifere sono coperte di neve, il paesaggio diventa incantevole. Qui è possibile visitare diversi castelli come quelli di Peles e di Dracula. Gli interni del castello di Peles sono particolarmente suggestivi: armi e armature, dipinti antichi, strumenti musicali d’epoca, passaggi segreti nelle librerie e salottini turchi. Il castello di Dracula è molto più celebre, ma proprio per questo è sciupato dal turismo: la folla è tale da rendere difficoltosa la visita. Si tratta comunque di un edificio singolare, un tetro e tenebroso castello in pietra scura, con un piccolo pozzo nella corte in cui gettare una moneta.

Io al Caru Cu Bere.

Il mio giudizio per quanto riguarda la Romania è assolutamente positivo, l’unica pecca sono i rigidi controlli in aeroporto, soprattutto per quanto riguarda il viaggio di ritorno. Consiglio Bucarest ai giovani in cerca di divertimento e a coloro che vogliono abbattere i pregiudizi sui nostri vicini di casa dell’est.

Un viaggio si vive tre volte, quando lo sogni prima della partenza, mentre lo vivi e dopo essere tornata a casa, ogni volta che lo ricordi. Mi sono divertita a pianificare il viaggio con il supporto della mia fedele compagna di avventure Tiziana, ho provato l’emozione di esplorare una terra sconosciuta e ora ricordo Bucarest con nostalgia, fantasticando sul prossimo viaggio.

E voi, siete stati a Bucarest? Vi piacerebbe visitarla? Scrivete qui sotto in un commento cosa ne pensate…

[Foto scattate da me e dalla mia compagna di viaggio]

2 pensieri su “Guida di Bucarest, una cattedrale nel deserto.

  1. Bucarest no, ma ho visitato la parte della Transilvania…e devo dire che è stupenda, così come il popolo: esattamente come lo hai descritto.
    Una cosa da aggiungere è che, le strade e tutte le parti comuni sono pulite, nemmeno un pezzo di carta per terra.
    Da visitare senza dubbio…e senza alcun pregiudizio.

    "Mi piace"

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