#andratuttobene – La didattica online: intervista a Giulia Bossi


Giulia Bossi

Durante queste giornate di crisi i ragazzi italiani non stanno frequentando fisicamente la scuola, tuttavia la tecnologia consente loro di seguire le lezioni online.

Giulia Bossi, giovane professoressa di Lettere al Liceo presso l’Istituto Europeo Leopardi, ci racconterà come si sono trasformate la sua professione e le attività svolte dai ragazzi durante la quarantena.

Buongiorno, professoressa. Quali strumenti usa per la didattica online e come funzionano?

In rete sono disponibili diverse applicazioni. Inizialmente, nella prima settimana di chiusura, alcuni professori pionieri dell’informatica hanno volontariamente iniziato a sperimentare diverse app per le lezioni online, come join.mezoom.us o Cisco WebEx in seguito, gradualmente e con un ottimo lavoro di collaborazione, questi hanno formato i colleghi meno esperti, così, già dalla seconda settimana, siamo riusciti a organizzare lezioni online in quasi tutte le materie, prima con un orario ridotto che adesso è diventato a pieno regime, coprendo tutte le ore di lezione che si sarebbero normalmente svolte in classe.

Quali sono i vantaggi di queste applicazioni?

Partiamo dal fatto che non è la stessa cosa fare lezione dal vivo o online: è di gran lunga preferibile la prima modalità, gli studenti, come i professori, hanno infatti bisogno della presenza fisica gli uni degli altri e una lezione davanti a uno schermo non è lontanamente comparabile ad una dal vivo. Tuttavia, in questa disgrazia possiamo osservare gli elementi positivi della didattica online. Tramite queste app infatti possiamo non solo vederci in faccia e parlare in tempo reale, ma esiste anche la possibilità per l’insegnante di condividere lo schermo con gli studenti, una funzione che per la mia materia (Lettere) è molto utile. Posso infatti commentare e parafrasare testi avendo la certezza che loro non perdano il filo, grazie a note e sottolineature in tempo reale. Inoltre gli studenti possono intervenire in qualsiasi momento con domande a voce o con la funzione “alza la mano” per chiedere chiarimenti.

Quali sono invece i limiti di queste piattaforme?

I limiti sono l’altra faccia della medaglia. Se infatti è vero che posso gestire io lo schermo è vero anche che non posso controllare che ognuno di loro stia attento e non stia facendo altro; per verificare la loro attenzione posso chiamarli di tanto in tanto, facendo loro domande, ma questa è una modalità che porta via tempo e non si può fare per tutti gli studenti ad ogni ora.  L’efficacia di queste lezioni dunque dipende molto dal senso del dovere e di responsabilità dei singoli studenti.

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Come reagiscono i ragazzi alla nuova modalità con cui si svolgono le lezioni?

I ragazzi hanno reagito tutti positivamente. La possibilità di incontrarsi online è infatti un’opportunità per incontrarci e comunicare in questo periodo di isolamento forzato. Inoltre avere ancora degli orari fissi, delle scadenze da rispettare e degli impegni scolastici, sembrerà strano, è apprezzato dagli alunni, che possono tornare a una parvenza di normalità.

La didattica online ha avuto infatti ottimi riscontri: la maggior parte dei ragazzi sta partecipando, le assenze sono sporadiche e ho l’impressione la maggior parte stia seguendo con profitto. Ci sono naturalmente le eccezioni, ma la situazione rispecchia quella precedente al Coronavirus: chi era diligente prima dell’epidemia è rimasto tale e i ragazzi che non si applicavano in classe continuano ad essere svogliati, anche con l’avvento della didattica online.

E’ stato necessario coinvolgere i genitori o i ragazzi sono autonomi?

La prima settimana è stato necessario avvertire i genitori per essere certi che i ragazzi si connettessero all’orario prestabilito. Quando il sistema si è avviato in maniera ufficiale, non è stato più necessario l’intervento dei genitori: noi docenti scriviamo il codice che serve per accedere alla lezione online sul registro elettronico e gli alunni si connettono autonomamente.

Come hanno reagito i genitori?

I genitori ci hanno ringraziato perché sono entusiasti delle nuove modalità, soprattutto i primi tempi, poiché la nostra scuola è stata una delle prime ad attivare la didattica online.

Come si sono approcciati alla didattica online i professori più anziani, poco pratici di informatica?

I professori anziani hanno avuto qualche problema in più con questa modalità, i docenti più giovani si sono adeguati alla situazione con entusiasmo.

Come si svolgono le interrogazioni e le verifiche?

Il Ministero dell’Istruzione ha affermato che le valutazioni sono un dovere dell’insegnante e un diritto degli studenti, pertanto le verifiche e le interrogazioni sono obbligatorie, anche con la didattica online. La nostra scuola si è attivata per sostenere delle interrogazioni orali online sugli argomenti spiegati fino ad ora. Stiamo ancora valutando la modalità con cui proporre eventuali verifiche scritte limitando le possibilità di copiare.

Ci racconti un episodio a suo parere significativo riguardante la didattica online.

E’ divertente chiacchierare, condividere, guardarsi in faccia attraverso i video e scambiarci sensazioni e sfoghi su questo difficile periodo di isolamento. Nonostante tutto la scuola va avanti e gli insegnanti ci sono.

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Riesce a reperire il materiale necessario per preparare una lezione nonostante la quarantena?

Sì, quasi tutti i libri sono a disposizione nella mia abitazione e ho gran parte dei testi sull’IPad poiché la nostra scuola è digitale, ne consegue che non ho riscontrato grosse difficoltà. Le varie case editrici e Rai Scuola hanno inoltre messo a disposizione dei portali per i docenti, contenenti diversi materiali per preparare una lezione.

Crede che questa nuova modalità di fare lezione possa essere un valido supporto quando riapriranno le scuole?

Durante la quarantena abbiamo sperimentato una nuova modalità, non so ancora in che modo potrebbe venire utilizzata in futuro ma sono certa che si rivelerà utile.

La scuola ha svolto anche altre attività mediante queste applicazioni?

Le piattaforme si sono rivelate efficaci anche per organizzare i collegi docenti, in cui tutti, presidi e professori, siamo riusciti a dialogare e scambiarci impressioni. Con le medesime modalità organizzeremo anche i consigli di classe. La macchina scolastica va avanti e trasmette un senso di normalità agli studenti e ai docenti. L’anno scolastico non verrà sprecato: il Ministero ha infatti garantito che l’anno sarà considerato formalmente valido.

La scuola italiana sembra dunque essere in grado di affrontare le attuali difficoltà: gli studenti studiano con profitto e si mantengono occupati in questi giorni di isolamento e gli insegnanti continuano a lavorare. Il nostro paese resiste e la didattica online ci insegna che possono accadere delle cose belle anche ai tempi del Coronavirus.

Articolo scritto a quattro mani da Giulia Bossi e Valeria Vite.

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