#iorestoacasa – “Scrittori a domicilio”: intervista alla moderatrice Chiara Palumbo.


In questi giorni di paralisi dell’industria culturale dovuta alla diffusione del Coronavirus, tre donne si sono unite per portare la lettura nelle case degli italiani attraverso Facebook: Scrittori a Domicilio è un Gruppo che diffonde video di promozione di libri, recensioni, letture di brevi passi e molto altro ancora. Abbiamo contattato telefonicamente Chiara Palumbo, una delle moderatrici del gruppo, classe 1994. Con un Master della Fondazione Mondatori in tasca, Chiara Palumbo è una giornalista freelance che si è avvicinata al mestiere occupandosi di critica teatrale e attualmente si occupa anche di editoria.

Photo by Renato Abati on Pexels.com

Ciao Chiara. Chi sono le menti che hanno dato vita a Scrittori a Domicilio?

Ha avuto l’idea Serena Uccello. Serena è stata responsabile della pagina culturale online de Il Sole 24 Ore,  ora si occupa del mensile. Io collaboro con lei da freelance e sono stata scelta per questo progetto perché Serena cercava una persona giovane e pratica con la tecnologia. In parallelo Serena ha coinvolto Valentina Berengo, che scrive di libri su Il Foglio.

Qual è lo scopo del vostro progetto?

Vogliamo mantenere vive le presentazioni dei libri che solitamente si svolgono nelle librerie, ora sospese a causa della pandemia. E’ nostra intenzione infatti dare sostegno e continuità al sistema editoriale: sono stati chiusi per primi i teatri ed i cinema, di seguito sono stati annullati gli eventi organizzati nelle librerie, destabilizzando duramente l’industria del libro. Scrittori a Domicilio non è il solo progetto con questo scopo nato in questo periodo: in molti crediamo che la cultura guarisca in questo periodo di pandemia e ci insegni ad affrontare i momenti più drammatici. Se avessimo letto più libri e fossimo andati più spesso a teatro, non avremmo visto le scene grottesche di panico collettivo di questi ultimi giorni.

Bisogna conoscere e apprezzare il valore concreto della cultura: sappiamo tutti che ci sono delle priorità in questo momento di emergenza, tuttavia la cultura ha un valore non solo economico. Scriveva Etty Hillesum nel 1943: “Se noi dai campi di prigionia, ovunque siamo nel mondo, salveremo solo i nostri corpi e basta, sarà troppo poco. Non si tratta infatti di conservare questa vita a ogni costo, ma di come la si conserva. Certo, non è così semplice, ma se non sapremo offrire al mondo nient’altro che i nostri corpi salvati a ogni costo – e non un nuovo senso delle cose, attinto dai pozzi più profondi della nostra miseria e disperazione-, allora sarà stato troppo poco”.

Cosa propone il vostro gruppo Facebook?

Vogliamo realizzare delle presentazioni di libri, come quelle che, prima del Coronavirus, si svolgevano nelle librerie, con un pubblico streaming che possa interagire in diretta. Come unica regola è bandita l’autopromozione e le presentazioni devono essere presentate da un moderatore. Un autore non può leggere se stesso, ma un’altra persona può recitare il suo libro per creare una rete, una comunità.

Sono arrivate proposte di diverso genere, perciò abbiamo deciso di realizzare un palinsesto di rubriche fisse, che aumenteranno con il tempo. Ad esempio Simone Tempia, autore di Vita con Lloyd, racconta le librerie italiane; i librai oggi hanno veramente bisogno di uno spazio che consenta loro di raggiungere i lettori in quanto svolgono l’importante servizio di raccontare, spiegare e consegnare il libro ai clienti. Penelope (Penny) ha sette anni e consiglia un libro al giorno ai coetanei che sono a casa da scuola; la bambina è una presentatrice bravissima, ha un talento naturale. Verranno organizzate delle letture da parte di attori, molti dei quali professionisti; gli attori sanno conferire un’anima a ciò che leggiamo, creando un ponte tra letteratura e teatro.

Chi sono le persone coinvolte?

Non siamo ancora in grado di fornire la lista definitiva. I primi saranno Michela Fregona, Gabriele Dadati, Marco Franzoso, Giorgio Ghiotti, Laura Imai Messina, Bruno Arpaia, Giuliano Gallini, Matteo Righetto, Luca Ricci, Francesca D’Aloja. Molti altri, anche nomi importanti nel panorama culturale italiano, seguiranno. Per quanto riguarda gli attori tra chi ci ha già risposto ci sono Tiziana Cera Rosco, Viola Marietti, Federica Fracassi; si occupano invece di rubriche Alessio Cuffaro, che tratta classici moderni, Giada Trebeschi, la cui rubrica si chiama Parole Desuete, e Benedetta Centovalli, sui mestieri dell’editoria. C’è naturalmente spazio per tutti, anche piccoli e piccolissimi editori.

Vuoi parlarci di qualche rubrica che ti sta particolarmente a cuore?

Sono molto legata alle letture degli attori, che verranno presto proposte al nostro pubblico. Mi piacciono molto inoltre le librerie proposte da Simone Tempia, che mi hanno fatto scoprire dei mondi. Ciascuna libreria ha la sua specificità: Cristina Di Caino, libraia di Scatola Lilla, sa consigliare ad ogni cliente il libro più indicato per le sue esigenze; la Libreria Giovannasi di Biella non effettua resi, pertanto offre tutti i titoli, anche quelli più datati.

Possono partecipare anche i semplici lettori?

Certamente, purchè non si faccia autopromozione, gli appassionati sono i benvenuti. Non accettiamo solo video, siamo aperti anche ad altre iniziative. Ciò che conta è che i video siano brevi e che trasmettano la passione di chi parla, perché gli spettatori percepiscono quando siamo coinvolti emotivamente. E’ importante anche non esagerare e cercare di essere autentici. Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, l’editing può essere anche minimo, per fare un buon lavoro è sufficiente essere puliti, precisi, incisivi, chiari, avere ben chiaro cosa si vuole comunicare e arrivare al punto.

Qual è la reazione del pubblico?

Il pubblico ci sta soverchiando: in questo momento siamo oltre le 5000 persone, un traguardo raggiunto nel giro di pochi giorni. Noi promuoviamo il dialogo all’interno del gruppo: anche se è difficile seguire tutti i partecipanti è bellissimo, perché la risposta delle persone e degli addetti ai lavori è straordinaria. Stanno uscendo degli articoli su di noi e siamo state invitate da Fahreneheit!
Spero che venga trasmesso il concetto che noi stiamo facendo tutto questo per gli altri, vogliamo offrire ai membri del nostro gruppo una boccata d’aria in questo momento di tensione. Io faccio manovalanza, non me ne viene in tasca nulla: non ci interessa il pezzo sul giornale, vogliamo generare interesse.

Avete intenzione di realizzare anche delle rubriche per bambini?

Le pillole di Penny, sono la punta di diamante del nostro gruppo e la rubrica più amata dal pubblico. E’ importante che non sia un adulto che parli ai bambini assumendo il ruolo di una sorta di maestro, ma che sia una bambina a comunicare con i propri coetanei. Abbiamo ricevuto un sacco di proposte per i bambini e l’obiettivo di tutto ciò è stato espresso da Penny stessa: i bambini non dovrebbero guardare la tv in questi giorni, ma leggere. Bisogna far riscoprire ai bambini i libri e, se saremo riusciti a convincere il pubblico dei più piccoli a divertirsi con un libro, avremo vinto.

Questi giorni di segregazione faranno riscoprire secondo te la lettura agli italiani?

Spero che l’isolamento incrementi la lettura, anche solo per sfinimento: prima o poi una persona si stanca di guardare la televisione e inizia a considerare la lettura un’opportunità. Grazie alla tecnologia abbiamo tanti strumenti per leggere, perciò sarebbe meglio se cogliessimo questa occasione.

Questi giorni ci servono anche per riflettere su noi stessi e su quello che vogliamo essere, in quanto il tempo libero che ora abbiamo a disposizione ci offre la possibilità di pensare. Quando avremo vinto questa battaglia (anche se a me non piace la retorica di guerra), spero che ci ricorderemo di coloro che hanno pagato di più da un punto di vista economico, vale a dire i lavoratori dell’industria culturale: che per molto tempo non siamo potuti andare a teatro, al cinema e in libreria, ricominceremo ad affollare i luoghi della cultura. .

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