Coronavirus. La crisi di teatri e cinema.


Da due settimane il mondo dello spettacolo italiano ha chiuso i battenti in quanto, a causa dell’epidemia di Coronavirus, gli eventi in programma nei cinema e nei teatri sono stati annullati. La drastica scelta del Ministero non ha conseguenze negative solo sul tempo libero degli italiani, le ripercussioni sono estremamente negative anche sull’economia e sulla cultura del Belpaese.

La sanificazione del Teatro San Carlo di Napoli.

Per i cinema lombardi le perdite ammontano a circa sette milioni di euro di mancati incassi, una cifra che sale vertiginosamente per quanto riguarda i teatri: 11.3 milioni di euro, un brutto colpo che non ha risparmiato nemmeno la Scala. Dopo la tragedia dell’11 settembre 2001 il Metropolitan di New York ha impiegato dieci anni per registrare un nuovo sold out; una catastrofe che potrebbe registrarsi anche nei teatri del nostro paese. «Anche se la situazione dovesse tornare presto nella normalità ci vorranno mesi per risollevarsi”, spiega Francesco Aufieri, segretario generale della Slc-Cgil di Milano. “Una città senza cultura è molto più povera – prosegue – e siamo preoccupati per la sorte di tanti lavoratori che subiranno un impatto devastante”.

A Milano lavorano 300 attori professionisti e 100 ballerini che ora non stanno svolgendo alcuna attività, ma la paralisi non colpisce soltanto gli artisti: nei cinema lavorano un migliaio di persone, nei teatri il personale ammonta a 1800, di cui la metà solo nel teatro scaligero. Se consideriamo invece l’intero territorio lombardo, il personale artistico e tecnico dei teatri sale a 2000, lo stesso numero delle persone che lavorano nei cinema. I dipendenti sono coperti dagli ammortizzatori sociali, ma i liberi professionisti sono in crisi, soprattutto per quanto riguarda le famiglie monoreddito o composte da due partite Iva.

Pochi giorni fa sembrava un incubo ormai superato: i teatri e i cinema erano pronti ad accogliere di nuovo gli spettatori; tra i teatri seguiti da Acqua e limone, il Teatro Sociale di Como era persino disposto a recuperare le serate annullate. Purtroppo il Governo ha preso altre misure straordinarie per far fronte all’emergenza Coronavirus: con un nuovo decreto, gli spettacoli sono stati sospesi fino al 3 aprile 2020 su tutto il territorio nazionale. Il decreto non ha annullato tutte le manifestazioni, solo quelle che non rispettavano le norme di sicurezza.

Si legge nell’Art. 1/b del Decreto firmato dal Presidente del Consiglio: “Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19, sull’intero territorio nazionale: sono sospese le manifestazioni e gli eventi di qualsiasi natura, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Le disposizioni del presente decreto producono il loro effetto dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sono efficaci, salve diverse previsioni contenute nelle singole misure, fino al 3 aprile 2020.”

Ma come mantenere una distanza di un metro tra gli spettatori seduti sulle poltroncine? Piuttosto che riconsiderare la disposizione dei posti, i responsabili dei teatri hanno trovato più economico annullare ogni evento. La chiusura delle scuole ha comportato per i teatri anche la perdita dei biglietti acquistati dalle scolaresche; i ragazzi e i loro professori sono tra i clienti più importanti sia da un punto di vista economico, sia per la necessità di diffondere la cultura tra i più giovani.

I teatri seguiti da Acqua e limone (Teatro Franco Parenti, Teatro Carcano, Piccolo Teatro di Milano, Teatro Sociale di Como, La Scala, Teatro Arcimboldi e molti altri) non hanno ancora stabilito se recupererare le date annullate, ogni loro decisione e subordinata ai decreti del governo. Chi volesse chiedere il rimborso dei biglietti, è pregato di contattare le biglietterie dei singoli teatri.

Precauzioni contro il Coronavirus in Piazza della Scala

In mezzo a tanta amarezza, anche una notizia positiva: La Fenice di Venezia ha deciso di pubblicare sul suo canale Youtube dei concerti a porte chiuse, per impedire che l’epidemia soffochi la diffusione della cultura. Si tratta di una pregevole iniziativa, ci auguriamo che venga adottata anche da altri teatri.

La situazione attuale ha comportato anche delle difficoltà per il giornalismo culturale, in quanto le pagine dedicate agli eventi culturali sono vuote, oppure riempite con articoli sull’attuale crisi del mondo dello spettacolo. Anche Acqua e limone interromperà le pubblicazioni relative al teatro per dedicarsi in primis alla letteratura, ma anche all’arte, alla storia, ai racconti, alle donne e al femminismo e a molto altro ancora.  

FONTI:

https://www.ilgazzettino.it/nordest/venezia/coronavirus_teatro_la_fenice_concerti_streaming-5084529.html

https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/coronavirus-teatro-cinema-1.5056114

https://www.teatro.it/notizie/teatro/coronavirus-lemergenza-e-nazionale-teatri-fermi-fino-al-3-aprile

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