Anna Bonaiuto legge “L’amica geniale” di Elena Ferrante


Scrivere la recensione di un audiolibro non è come analizzare un romanzo stampato. Non è possibile tornare indietro per riascoltare i passaggi cruciali della storia, inoltre è pericoloso scrivere citazioni perché è necessario fidarsi della memoria come un rapsode greco e la voce dell’attore potrebbe non segnalare con chiarezza la presenza della punteggiatura. Il talento dello scrittore infine non è il solo elemento da analizzare e giudicare, anche l’attore che presta la voce all’opera è un artista e il suo contributo è degno di attenzione.

L’Amica geniale è il primo romanzo dell’omonima serie di Elena Ferrante che ha portato in trionfo il best seller italiano nelle librerie di tutto il mondo, raccontando l’amicizia al femminile in ogni fase dello sviluppo di una donna. L’affetto che unisce Lenù e Lila nasce in un rione della periferia di Napoli a metà Novecento, un quartiere povero, lontano dal mare e dalle vie del centro, terra di Camorra e miseria. Le due protagoniste sono le prime della classe: Lenù per impegno e dedizione, Lila per talento innato e puro genio. Nonostante la povertà, Lenù avrà il permesso della famiglia di continuare gli studi alle medie e al liceo classico, Lila invece dovrà abbandonare la scuola dopo la quinta elementare perché, secondo suo padre, nemmeno i maschi della loro famiglia hanno avuto il privilegio di studiare, per una femmina è dunque fuori discussione. Lo studio non è il solo modo per diventare ricchi e, diventando la ragazza più desiderata del rione, Lila lo scoprirà presto: si sposerà con un benestante salumiere e risolverà ogni suo problema economico.

L’identità celata dietro il nome di Elena Ferrante ha scatenato un vero e proprio caso nazionale: i romanzi hanno senza dubbio raggiunto il successo per la loro qualità letteraria, tuttavia la curiosità relativa al volto dietro lo pseudonimo ha infiammato i fan e sono state svolte delle indagini e formulate le ipotesi più improbabili da parte di alcuni giornalisti. Se siete interessati al fenomeno, vi consiglio questo link.

Anna Bonaiuto è un’attrice con esperienza nel mondo degli audiolibri, infatti ha letto anche Anna Karenina, Suite francese, Mille anni che sto qui e L’Eleganza del riccio. L’attrice conferisce alle parole di Elena Ferrante una voce roca, popolare, rapida e appassionata come quella di una comare napoletana. Il suo impeccabile italiano standard da attrice si trasforma nel caldo accento napoletano nei discorsi diretti, modificando il tono e il timbro della voce a seconda del personaggio, per dare vita ad ogni abitante del rione.

Il tema portante è l’amicizia, ma un’amicizia macchiata dalla competizione e dall’invidia, dal rancore e dal risentimento, eppure sempre capace di trovare una conciliazione. Due donne faticano a fare squadra, eppure sono in grado di amarsi: Lila e Lenù provano l’una per l’altra un’ammirazione sconfinata e sono sempre disposte a sostenersi a vicenda.

Elena Ferrante racconta lo squallore della plebe con parole amare: poveri che arraffano dalla mensa dei ricchi durante i matrimoni, considerano lo studio una perdita di denaro, discriminano le figlie femmine e assumono atteggiamenti rozzi e rissosi. Lila e Lenù sin da bambine cercano un modo per diventare ricche e, nell’ingenuità dell’infanzia, lo individuano nella scrittura di un romanzo di successo, ma crescendo intraprenderanno strade differenti: la prima sceglierà suo malgrado la via facile del fascino femminile e del matrimonio, la seconda persevererà nello studio, affrontando svariate difficoltà pratiche ed economiche. E’ doveroso specificare che Lila intraprende anche la via imprenditoriale, cercando di produrre scarpe realizzate a mano, ma il progetto incontrerà numerosi ostacoli nella cecità del padre e nell’ottusità del fratello; l’impresa famigliare troverà il successo solo grazie al matrimonio di Lila con il benestante Stefano.

Affiora timidamente anche il comunismo attraverso le parole di un compagno di rione e lo scontro tra Lenú e il prete che insegna religione nel suo liceo. Non si tratta di un’ideologia erudita, ma della spontanea e passionale indignazione contro l’ingiustizia degli umili nei confronti dei potenti. Lenú è giovane e ingenua, non ha letto il Capitale, tuttavia si pone delle domande su ciò che studia e non accetta passivamente la dottrina che apprende a scuola. La ragazza non capisce la funzione dello Spirito Santo e non ha timore di porre domande, non immagina che la sua curiosità potrebbe avere delle conseguenze.

Un romanzo leggero ma che tocca temi fondamentali nella vita di una donna, mostrando un Meridione amaro e sofferente. La semplicità della sintassi e della struttura del periodo rende l’ascolto dell’audiolibro possibile anche mentre si svolgono altre attività, come la guida o la cucina. Come unica pecca, è doveroso segnalare che il numero dei capitoli non coincide con quello delle tracce, creando una certa confusione; tuttavia Elena Ferrante non ha concepito la nomenclatura dei capitoli in funzione dell’audiolibro.

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