Guida alla Sacra di San Michele


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La Sacra di San Michele è un imponente monastero benedettino iniziato nel X secolo, che sorge sulla sommità del monte Pirchiriano in Val di Susa, in Piemonte. Per raggiungerlo è necessario percorrere le quindici tappe di una Via Crucis lungo una ripida mulattiera: si tratta di uno dei luoghi sacri della Via Francigena, antica meta di pellegrinaggio medievale che conduceva a Gerusalemme.

Non è difficile raggiungere il monastero, è sufficiente prendere il treno che da Torino Porta Nuova conduce a Sant’Ambrogio di Torino, una piccola cittadella che sorge ai piedi del monte Pirchiriano ed è protetta dall’alto dall’imponente edificio del monastero. Non è difficile individuare la strada che conduce alla mulattiera: sarà sufficiente dirigersi verso il monte, le vie di Sant’Ambrogio di Torino presentano indicazioni ovunque. Lungo la strada potrete ammirare anche una splendida chiesa dal campanile medievale e fare una sosta presso l’unico bar della città, dato che la stazione è priva della toilette.

La Via Crucis della mulattiera è stata realizzata nel 1943 su un antico tragitto percorso dai pellegrini della Via Francigena. La Via Francigena è un tragitto di pellegrinaggio che da Canterbury attraversava l’Europa sino alla Terra Santa, disegnando una linea retta. Molti devoti ancora oggi percorrono la mulattiera per espiare i propri peccati, alcuni addirittura scalano l’impervio sentiero scalzi, ma la stradina di montagna attira anche molti amanti dell’aria aperta. Nonostante la ripidità, non si tratta di un percorso faticoso: con un buon passo si può raggiungere la cima in un’ora e mezza, due ore se ci si vuole concedere delle soste lungo il cammino; non è un percorso sconsigliato per i bambini. Lungo la via sono presenti delle fontanelle, ma non è dato sapere se l’acqua è potabile. Una volta terminate le tappe, i pellegrini saranno colti dalla delusione: la quindicesima tappa non è costituita dall’abbazia, per arrivare in cima è necessario percorrere un ultimo tratto; tuttavia il panorama è spettacolare sin dalle tappe ai piedi della montagna e il percorso è in ombra, pertanto non costa particolare fatica e la camminata è piacevole. I più pigri possono raggiungere il monastero in macchina, ma è sconsigliabile percorrere tale percorso a piedi poiché la mulattiera è più breve.

La Sacra di San Michele è il monumento simbolo del Piemonte e sorge a 960 m di altitudine; ha ispirato il romanzo storico di Umberto Eco Il nome della rosa. Nell’Alto Medioevo furono costruiti molti edifici dedicati al Santo Arcangelo, uno tra questi è il monastero della Sacra di San Michele. Secondo una leggenda, l’ex arcivescovo ebbe la visione dello stesso Arcangelo Michele che gli chiese di erigere un santuario. La cappella fu consacrata dagli angeli, in una notte durante la quale la popolazione vide l’edificio avvolto dalle fiamme sacre. A metà del XI secolo l’abbazia fu affidata ai Benedettini, che nella foresteria accoglievano i pellegrini della Via Francigena e dall’alto del monte proteggevano la popolazione.

Sulla torre Bell’Alda si racconta una leggenda: una fanciulla di nome Alda non voleva essere catturata dai alcuni soldati di ventura e, giunta in cima alla torre, decise di buttarsi per sottrarsi al pericolo, non prima di aver pregato. La giovane atterrò illesa grazie al soccorso degli angeli. Quando decise di ripetere il gesto per dimostrare ai compaesani il miracolo, si schiantò al suolo come punizione per la sua vanità.

Dopo aver pagato 8,00 euro per l’ingresso, si percorre l’imponente e ripido scalone dei Morti, così nominato poiché anticamente era fiancheggiato da tombe. Si ritorna poi all’aperto per ammirare la porta dello Zodiaco, con gli stipiti decorati dai segni zodiacali in rilievo secondo la scuola scultorea di Tolosa. Se sono in corso le preghiere dei monaci, la porta potrebbe essere chiusa e sarete costretti ad attendere anche per diverso tempo di accedere alla chiesa. All’interno della chiesa troverete affreschi e pale d’altare di pregevole fattura, nonché un’imponente finestra scolpita con l’immagine dell’Arcangelo Michele. Uscendo poi dalla chiesa, potrete ammirare una splendida vista da una terrazza panoramica da cui è visibile tutta la val di Susa e percorrere gli antichi camminamenti del monastero.

Purtroppo, la biblioteca e gli interni del monastero sono visitabili soltanto il primo sabato del mese, inoltre non è possibile interagire con i monaci Rosminiani, che sono subentrati ai benedettini nella gestione del monastero.

Il monastero può incantare gli amanti della montagna, della storia e i fedeli, si tratta della meta ideale per trascorrere una domenica immersi nella natura e nella cultura, pertanto può essere interessante anche per coloro che non sono credenti.

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