Van De Sfroos, un successo a Desio (2019)


Campione d'Italia concerto di Davide Van de Sfroos " Folk Cooperatour "

Sabato 7 settembre, nella suggestiva location del parco di Villa Tittoni di Desio, si è svolto l’ultimo concerto della tournèe estiva 2019 di Davide Van De Sfroos, il cantautore che scrive canzoni in dialetto comasco e che sta conquistando non solo i cuori dei più anziani, che parlano l’antico volgare sin da bambini, ma anche dei più giovani.

Il concerto è iniziato con alcuni minuti di ritardo, un vero peccato considerando che alle 23.30 i musicisti sono costretti a congedarsi dal pubblico per non disturbare il vicinato. Davide è salito sul palco con un cappello e, come consuetudine durante la tournèe di quest’anno, lo ha donato al pubblico, un pubblico egoista, perché non ha restituito il simpatico indumento al proprietario al termine dello spettacolo, ma forse tale comportamento è giustificato dal fatto che si trattava dell’ultimo show della stagione.

Il concerto è iniziato con brani allegri e movimentati: dopotutto una delle caratteristiche fondamentali della musica di Van De Sfroos è il piacevole contrasto tra il dialetto comasco dal sapore folk e il ritmo rock adrenalinico. Purtroppo i più giovani hanno approfittato della musica incalzante per pogare in modo sconsiderato e urlare fuori tempo, disturbando così coloro che volevano godere della musica laghè. Davide ha tentato di arginare la frenesia del suo giovane pubblico suonando ballate lente, come la sua celebre Ninna nanna o La ballata del Genesio. Durante la ninna nanna, gli scalmanati amanti del pogo si sono persino seduti per terra, dimostrando che le scelte musicali del cantautore monzese sono riuscite a placare il pubblico. Quando l’ennesima canzone lenta sarebbe risultata noiosa, Davide è riuscito a sbalordire il pubblico e contrastare il pogo con Per una poma, sulle cui note in levare sarebbe stato difficilissimo ballare in modo esagitato. Giunto all’inevitabile momento della chiusura, in cui è doverosa l’esecuzione di un pezzo movimentato, il cantautore ha pregato il pubblico di non disturbare, ma invano. L’improvvisata scaletta è stata una scelta controcorrente rispetto alla politica adottata nei precedenti concerti del tour, in cui la volontà esplicita della band era far ballare e cantare il pubblico.

Non sono mancati i grandi classici, come l’evocativa Pulenta e galena fregia, la simpatica Curriera e l’allegra Balera. SI è trattata dunque di una serata di grandi classici del cantautore monzese, forse perché non escono suoi cd o singoli da due anni, ma nonostante ciò il pubblico ha gradito lo spettacolo e ha accolto il cantautore con calore.

La voce bassa e roca di Davide Van De Sfroos ha ancora una volta saputo dimostrare quanto i dialetti italiani possano essere attuali e si possano piacevolmente mescolare con tutti i generi letterari e musicali, compreso il rock n’ roll. Il cantautore ha presentato i brano con brevi ma significative introduzioni, dimostrando di avere anche un’ottima dialettica e un carisma incisivo oltre alle doti musicali.

Quest’ultima tournèe è stata arricchita di nuovi suoni, in particolare dal basso (Simone Prina)e dalla fisarmonica (Alessandro De Simoni), che hanno regalato ai brani più celebri di Davide nuove sfumature. Angapiemage Galliano Persico ha magistralmente eseguito degli a soli di violino, oltre a suonare il tamburello e occuparsi dei cori, duettando con Riccardo Luppi al sassofono tenore e soprano e al flauto traverso, che a nostro parere si è anche distinto sul palco per la personalità. Alla chitarra elettrica, acustica e ai cori c’era Paolo Cazzaniga, sebbene la chitarra principale fosse l’acustica di Davide Van De Sfroos, mentre alla batteria suonava Francesco D’auria.

Lo spettacolo è stato un successo: il pubblico si è divertito nonostante i disagi provocati dai più giovani e la musica di Van De Sfroos ha lasciato il segno, dimostrando quanto il dialetto sia ancora vivo nel popolo italiano.

 

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