“La lettera scarlatta”, una storia di peccato americana


Articolo proposto a Soft Revolutionzine.

LA-LETTERA-SCARLATTA

La lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne è uno dei pilastri della letteratura americana pubblicato nel 1850 e, trattando il tema della colpa nella claustrofobica società puritana di Boston (New England) del XVII secolo, racconta la storia di un’eroina affascinante quanto sfortunata, Hester Prynne, e della sua figlioletta Pearl.

Il marito di Hester non torna in città da due anni, molti lo danno per morto e ai nostri giorni sembrerebbe più che legittimo in queste condizioni rifarsi una vita con un altro uomo, ma i puritani condannano aspramente l’amore libero, anche se fondato sui più sinceri sentimenti. Hester così si macchia di un peccato gravissimo e da alla luce una bambina; madre e figlia vengono esposte sulla gogna e, mentre le comari invocano la pena di morte, Ester si rifiuta di dichiarare il nome del suo amante per proteggerlo. La donna verrà risparmiata, la sua pena sarà indossare per tutta la vita una A scarlatta cucita sui vestiti, il marchio delle adultere. Il padre della bambina è il reverendo Dimmesdale, apprezzato dalla comunità per le sue doti oratorie. Il religioso è affranto per i sensi di colpa per il peccato commesso e l’ipocrisia in cui è costretto a vivere mentre Hester sconta la pena per entrambi. Nel frattempo il marito della donna torna in città sotto falso nome per vendicarsi dell’uomo che, volendo usare un’espressione un po’ brutale, lo ha reso cornuto.

Oggi Hester non sarebbe considerata colpevole e la sua storia d’amore con il reverendo sarebbe tollerata dalla società, ma secondo la mentalità puritana si tratta di una colpa terribile, un reato che può precludere l’ingresso nel regno dei cieli. Il romanzo non è dunque solo un’opera sui costumi dei puritani o una storia di adulterio, come è stato considerato da molti nell’Ottocento, si tratta infatti di un racconto sul tema della colpa nei confronti della società e dell’intransigente Dio dei protestanti. I puritani sono soffocati dalle loro stesse regole ma nessuno, nemmeno il reverendo che è uno dei  cittadini più illustri, è esente dal peccato.

Hester è una donna determinata e ribelle non solo perché sfida la società per amore, ma anche per lo stile di vita che conduce in una società patriarcale e soffocante. Ester è una madre single che si mantiene da sola cucendo degli splendidi vestiti per i suoi concittadini. Emarginata dalla società, vive come una reietta, ma riesce comunque a condurre una vita dignitosa. Non rivelando il nome dell’amante dimostra una straordinaria forza d’animo e si rivela più grintosa del reverendo, la cui salute è compromessa per il rimorso e troverà solo alla conclusione del romanzo la forza di rivelare a tutti il proprio peccato.

Il secondo personaggio femminile più importante è la piccola Pearl, la figlia di Hester. Nella società del New England le colpe dei padri ricadono sui figli, infatti la ragazzina è costretta ad essere il simbolo del peccato della madre, un ruolo rappresentato anche dagli elaborati vestiti scarlatti con cui Hester veste la figlia. La bambina è sola, non ha amici con cui giocare poiché tutti la evitano in quanto figlia bastarda nata dal peccato. Pearl è comunque una ragazzina allegra ed esuberante, ribelle come la madre; grazie alla sua intelligenza riesce ad intuire il legame tra Hester e il reverendo.

La lettera scarlatta è anche la storia di un patto, più precisamente della promessa di Hester di non rivelare che il marito è in città sotto falso nome. Ester vorrebbe semplicemente offrire al malvagio antagonista la possibilità di vivere in città come medico apprezzato (l’uomo aveva appreso le tecniche di guarigione indiane mentre era stato catturato dai pellerossa) anziché come cornuto umiliato, solo alla fine apprenderà che l’uomo vuole in verità distruggere il reverendo. L’autore, da bravo maschio dell’Ottocento, sembra tollerare la credenza secondo cui un uomo tradito sarebbe colpito nella sua virilità e dunque sarebbe stato umiliato; nonostante ciò, è evidente che lo scrittore prova compassione per Hester e si schiera dalla parte di una donna innamorata. La colpa del medico sarebbe la sete di vendetta e l’incapacità di perdonare chi lo avrebbe offeso, l’assenza di misericordia e la refrattarietà al perdono è una mancanza condivisa dall’intera società puritana, che nella rigorosa ansia di applicare i precetti di Dio si dimentica l’insegnamento più importante, il perdono.

E’ molto importante l’introduzione del romanzo, chiamata La dogana. Lo scrittore-personaggio finge di aver trovato dei documenti che raccontano la storia di Ester e una lettera scarlatta ricamata. Non appena l’uomo tocca lo strano oggetto, esso sprigiona “un calore bruciante… come se la lettera non fosse di panno scarlatto, ma di ferro arroventato fino a diventare rosso”. La lettera scarlatta è non solo il simbolo del peccato di adulterio, ma anche il marchio con cui Ester è stata punita. In America le adultere venivano realmente costrette ad indossare una lettera scarlatta, dopo che la pena di morte per il loro reato fu abolita. La lettera scarlatta è anche la piccola Pearl: la madre cerca di nascondere il marchio con il corpo della figlia quando esce di prigione, salvo poi rendersi conto che la bambina rappresenta l’adulterio tanto quanto il singolare ricamo. I vestiti di Pearl inoltre sono rossi proprio come la lettera.

L’opera critica aspramente la società americana. Non appena fu uscito, il romanzo ebbe un impatto straordinario sulla società perché certi comportamenti non si erano ancora estinti nell’America protestante, ma ancora oggi riesce a emozionare e ad offrire numerosi spunti di riflessione.

Fonti:

  • Lezioni di Letteratura Anglo-americana di Lettere presso l’Università degli studi di Milano.
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