Fumetto e anarchia in “V per Vendetta”


Articolo pubblicato su Lo Sbuffo.

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V per Vendetta è un capolavoro del 2005 diretto da James Mc Taigues, grazie al quale la maschera di Guy Fawkes è diventata simbolo di ribellione e anarchia.

La storia, tratta dalla graphic novel omonima di Alan Moore e David Lloyd, riguarda un supereroe mascherato, invincibile nel combattimento con le armi bianche, conosciuto con il nome in codice V, scampato a degli esperimenti su cavie umane e desideroso di vendicarsi contro il regime totalitario e distopico che lo ha trasformato in un mostro. Sua fedele alleata è Evey Hammond, interpretata da Natalie Portman, una ragazza orfana che gradualmente viene contagiata dai suoi ideali.

Il regime totalitario che affligge l’Inghilterra ricorda molto la nazione di 1984 di Orwell per l’importanza che riveste la televisione nella vita dei cittadini. Le notizie vengono manipolate dal dittatore e dal suo staff e trasmesse principalmente dal piccolo schermo, ma gradualmente il popolo impara a diffidare di tali informazioni e si ribella, grazie soprattutto alle azioni sovversive di V. Il regime dittatoriale ha preso il potere diffondendo un’epidemia e controlla la popolazione soprattutto con coprifuoco e eliminando dalla circolazione gli oppositori, dopo averli arrestati e incappucciati.

V si ispira al personaggio di Guy Fawkes, un cattolico sovversivo che tentò di far saltare in aria il parlamento inglese con il re protestante Giacomo I e i parlamentari nel 1605. Gli ideali che spinsero l’attentatore ad agire non hanno nulla a che vedere con l’anarchia e spesso tale personaggio assume una connotazione negativa nella storia dell’Inghilterra, come è accaduto per esempio nell’ultimo best seller di Ken Follet La colonna di fuoco. La sua maschera bianca con il pizzetto nero è diventata tuttavia un simbolo di rivolta anche in cortei politici reali.

Il regime dittatoriale si è caratterizzato per l’eliminazione di ogni persona “diversa”, per motivi politici, come nel caso dei genitori di Evey, religiosi, in quanto è stato per esempio perseguitato l’Islam, e per l’orientamento sessuale. A questo proposito, la narrazione si interrompe per raccontare la triste vicenda di Valerie, un’attrice lesbica che è stata imprigionata insieme a V, al quale racconta la propria storia scrivendola su un rotolo di carta igienica. Anche l’arte è bandita, V infatti collezione nei sotterranei in cui vive ogni oggetto artistico e reperto archeologico che riesce a sottrarre tra quelli confiscati dal governo.

Il film colpisce per le frasi e gli aforismi pronunciati soprattutto da V, che si esprime come uno scrittore d’altri tempi. Un occhio attento nota alcune imprecisioni. Come fa una piccola carica di esplosivo trasportato da una metropolitana a far esplodere l’intero parlamento inglese, compreso il Big Bang? Come si è procurata Evey il suo documento falso? Come a fatto V a sapere dove la ragazza si era nascosta quando era fuggita dalla dimora sotterranea? Se V è stato geneticamente modificato, quale sono esattamente i suoi poteri oltre ad una straordinaria bravura nella scherma? Si tratta tuttavia di mancanze marginali.

Questo film è consigliato ad ogni ribelle, anarchico e sognatore. Anche se sarebbe impossibile per un uomo solo rovesciare uno stato nel mondo reale, V resta comunque un’icona nel mondo del fumetto e del cinema.

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