Le prove antegenerali di “Francesca da Rimini” alla Scala di Milano


Questo articolo è stato pubblicato su Lo Sbuffo.

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Il 10 aprile sono andate in scena le prove antegenerali di Francesca da Rimini presso La Scala di Milano, scritta da D’Annunzio e musicata da Zandonai. La rappresentazione, in scena dal 15 aprile al 13 maggio, avrà come direttore d’orchestra Fabio Luisi, come regista David Pountney e le scenografie sono di Leslie Travers.

Grazie agli immortali versi del canto V dell’Inferno Dante la storia è nota a tutti: due cognati innamorati, Paolo e Francesca, si baciano leggendo la vicenda di Lancillotto e Ginevra, ma la loro vita viene stroncata dal marito della fanciulla, ingelosito e adirato per il tradimento. D’annunzio ha ampliato la trama aggiungendo dettagli, come la morte di un giullare e l’intrigo per cui avrebbero fatto credere a Francesca di sposare Paolo il Bello quando era promessa al suo brutto e zoppo fratello Gianciotto.

La regia è stata fedele alla trama originaria salvo nel finale. Secondo il libretto, Francesca avrebbe dovuto proteggere col proprio corpo Paolo da Gianciotto, il quale trafigge con un solo colpo entrambi gli innamorati per poi spezzare la spada. La Scala propone invece una soluzione differente: la coppia è sdraiata su un enorme libro aperto e un pugnale viene calato dall’alto mediante una corda. Si tratta di una soluzione poco efficace, che non riesce a commuovere lo spettatore.

La musica non prevede arie indimenticabili, che lo spettatore possa canticchiare al termine dello spettacolo, le note di Zandonai costituiscono piuttosto un accompagnamento alle parole di D’Annunzio, un sottofondo più simile ad una colonna sonora. Data la maggiore importanza del testo rispetto alla musica, non si può apprezzare lo spettacolo senza seguire il testo sul libretto ma, trattandosi di una prova antegenerale, i display su cui vengono di solito trasmessi i sottotitoli erano spenti, così lo spettatore ha dovuto affidarsi all’intuito.

Le scenografie erano sontuose e colossali, degne del prestigio della Scala. Lo sfondo a semicerchio era in finto marmo bianco, con il bassorilievo in stile classico di una fanciulla. I personaggi maschili, vestiti con divise militari simili a quelli di un regime dittatoriale degli anni Trenta, cantavano su un’impalcatura semicircolare mobile in metallo, dotata di cannoni e scalette. Anche le ancelle di Francesca erano soldatesse, ma talvolta si privavano delle divise per danzare con semplici e femminili indumenti bianchi. Dopo l’intervallo compaiono altre scenografie che evocano la guerra degli anni Trenta: un aeroplano e delle scrivanie su cui trafficano le soldatesse. Il libro che fa innamorare Paolo e Francesca è enorme, i cantanti si esibiscono sopra le sue pagine.

Le prove sono aperte agli spettatori, ma non hanno lo stesso fascino degli spettacoli ufficiali. Il pubblico è inferiore e occupa soltanto i posti anteriori della platea, mentre le seggioline più vicine al palco sono riservate alla regia. I musicisti non indossano abiti di gala, i saluti finali sono sbrigativi e, soprattutto, la rappresentazione può essere interrotta per esigenze di regia. Fortunatamente il 10 aprile si è verificata una sola interruzione, durante il canto di Francesca.

 

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