Opera lirica for dummies


Questo articolo è stato pubblicato su Lo Sbuffo.

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Opera lirica: ritmo lento, trame inconsistenti, parole incomprensibili. E’ ancora possibile apprezzare tale linguaggio artistico nel ventunesimo secolo? Ma, soprattutto, è possibile apprezzare un genere musicale così complesso senza avere un buon orecchio musicale e senza capirci un tubo?
Il segreto è non privare l’opera della sua contestualizzazione, non dimenticare il periodo storico in cui i grandi compositori hanno concepito i propri capolavori. Si tratta di epoche in cui era molto apprezzata la teatralità, il dramma, il pathos, perciò non sorprendiamoci se i personaggi impiegano un atto intero a morire e, durante l’agonia, riescono persino a trovare la forza di intonare una o due arie. Si pensi alla povera figlia del Rigoletto e a quanto tempo trascorre sofferente prima che muoia tra le braccia del padre, cantando però come una fresca fanciulla nel pieno delle forze. Se avete presente anche le opere letterarie dell’epoca, comprenderete come i ritmi della narrazione siano molto più lenti di quelli attuali e sarete a conoscenza del fascino per l’esotico tipico dei secoli andati, dunque comprenderete l’alone di mistero che circonda personaggi come i gitani della Carmen, i cinesi della Turandot, oppure i giapponesi di Madame Butterfly.
Infine è bene ricordare che la parola non basta a trasmettere il significato: la musica è la vera colonna portante della comunicazione, così spesso la macchina narrativa si interrompe per lasciare la parola ai cantanti, che intonano arie indimenticabili pur senza discostarsi dalla trama. Inoltre i contenuti dei testi sono rafforzati dalla musica. Si pensi a La calunnia è un venticello del Barbiere di Siviglia di Rossini, l’aria esordisce con la stessa timidezza con cui la calunnia si insinua nella società e si conclude impetuosamente, evocando il caos che una maldicenza può generare. Un altro esempio è l’Incoronazione di Poppea di Monteverti: nel duetto conclusivo le voci dei due innamorati si rincorrono in una spirale che trasmette il sentimento d’amore molto più del testo della canzone, breve e fondato sulla ripetizione.
Nel corso del tempo è mutato anche l’ambiente in cui le opere vengono eseguite e il pubblico. Oggi il melomane medio è una persona in età avanzata di ceto elevato, ma in passato le arie erano tormentoni cantati per le strade, i teatri erano luoghi di ritrovo mondani e cantanti, compositori e direttori d’orchestra erano delle vere e proprie celebrità. Basti pensare ai sontuosi funerali di Verdi, illustre cittadino amato dall’intera città di Milano. E’ un peccato che i giovani si siano allontanati dall’opera lirica e Lo Sbuffo spera di avvicinare i ragazzi a tale genere.
Il mondo della lirica si sta evolvendo, infatti gli scenografi propongono sempre più spesso soluzioni moderne, che si discostano da quelle concepite quando le opere e i libretti sono stati composti. Il risultato è un pubblico diviso in due. Meglio restare fedeli alla tradizione o sbizzarrire la fantasia alla ricerca di nuove interpretazioni? A voi la scelta!
Ma come avvicinarsi all’opera lirica? Purtroppo si tratta di un passatempo costoso, infatti i biglietti dei grandi teatri come La Scala di Milano o il Teatro San Carlo di Napoli possono costare anche centinaia di euro. Fortunatamente esistono anche spettacoli a buon mercato, sebbene con scenografie e costumi meno sontuosi. Il web è una preziosa fonte di informazioni, in particolare su Youtube sono disponibili numerosi film di spettacoli, sia opere complete sia singole arie.
L’opera lirica richiede una complessità di esecuzione maggiore rispetto agli spettacoli come i musical o i concerti di musica leggera: una messa in scena prevede il duro lavoro coordinato di musicisti, cantanti, ballerini, scenografi, costumisti, macchinisti, truccatori … e i significati racchiusi in un’opera sono molto più complessi di quelli delle opere rivolte alla massa contemporanea. Molti si scoraggiano di fronte alla profondità dei significati e della tecnica, così abbandonano la visione. Tuttavia non bisogna dimenticare che nemmeno i contemporanei dei compositori erano esperti di musica e canto, eppure riuscivano a commuoversi. Le grandi arie dell’opera sono orecchiabili, coinvolgenti, trasmettono grandi emozioni, non importa se non si capiscono tutte le parole, ciò che conta è lasciarsi trascinare dalla musica.

Fonti:
http://www.opera-europa.org/it/risorse-opera/che-cosa-l-opera

Credits:
http://www.svolta.net/albenga-incontro-dedicato-al-mondo-dellopera-con-ileana-guidarini/6051/

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