Recensione de “L’amuleto di Samarcanda”


amuleto

I romanzi Young adult sono un genere letterario dedicato agli adolescenti. Generalmente si tratta di fantasy, attualmente un genere molto amato da grandi e piccini, ma possiamo trovarne di ogni sorta, dai romanzi verosimili agli horror. Non sono solita leggere Young adult perché li considero romanzetti privi di spessore, il cui unico scopo è l’intrattenimento del fanciullo, ma nel caso di alcuni romanzi sono stata fortunatamente indotta ad abbandonare ogni pregiudizio perché si trattava di testi ben scritti e dotati di un significato profondo. E’ il caso de L’amuleto di Samarcanda di Jonathan Stroud, primo libro della Triologia di Bartimeus, uscito nel 2003.

Il romanzo è ambientato in una Londra governata da maghi arrivisti e spregiudicati nei confronti dei comuni, tutti coloro che sono privi di competenze magiche, e dei demoni, creature dell’Altro luogo da cui deriva il potere di ogni mago. I maghi non sono dotati di abilità straordinarie, sono semplicemente dei dotti in grado di soggiogare i demoni e sfruttarli ingiustamente per i loro loschi fini. Nathaniel è un apprendista stregone di dodici anni dalle straordinarie abilità ma sottovalutato dal proprio maestro, uno stregone privo di talento e schernito dai propri superiori. Umiliato ingiustamente dal potente mago Lovelace, Nathaniel si vendica convocando il potente quanto egocentrico e sarcastico jinn Bartimeus, a cui ordina di rubare l’amuleto di Samarcanda. Tale furto scatenerà una serie di eventi inaspettati perché l’amuleto è un manufatto dall’incredibile potenza che Lovelace ha rubato al governo per organizzare un colpo di stato e Nathaniel non sempre si dimostrerà in grado di controllare lo scaltro Bartimeus.

Il primo aspetto che ho apprezzato di questa saga è che finalmente i maghi sono i cattivi e la loro magia deriva dall’erudizione anziché dalle solite doti magiche innate. Dimenticatevi le innocue pozioni magiche o gli svolazzanti colpi  di bacchetta di Harry Potter, in questa saga si pratica il maltrattamento e la riduzione in schiavitù di demoni, esseri dotati di poteri magici, che sono costretti a fare il lavoro sporco in vece del mago e cercano in ogni modo di liberarsi dal vincolo ingannando lo stregone. I demoni sono suddivisi in classi a seconda del loro potere e possiedono svariati poteri, infatti possono assumere la forma di altri esseri viventi terrestri o magici, scagliare deflagrazioni o altri attacchi magici, diffondere odori o fulmini dell’aria. I maghi possono catturare e torturare i demoni con formule magiche in lingue antiche imparate a memoria. Gli stregoni inoltre sono personaggi spregevoli: dittatori assetati di potere, avidi collezionisti di cimeli dai potenti poteri magici, assassini, falsi doppiogiochisti privi di scrupoli e sentimenti …

Nei fantasy solitamente il confine tra bene e male è sempre molto netto, nell’opera di Stroud invece tale distinzione è molto ambigua. Nathaniel, pur dimostrando di avere una coscienza e di essere disposto al sacrificio per le persone che ama, è risolutamente schierato con i maghi, approva il regime dittatoriale per il quale è destinato a lavorare da adulto e combatte la resistenza (un gruppo di comuni che vuole sovvertire il governo dei maghi). Il giovane inoltre si dimostra più volte un arrivista assetato di potere e uno spietato calcolatore, manifesta una decisa sete di vendetta nei confronti di Lovelace, e non sempre tratta con umanità i demoni suoi schiavi. Bartimeus è il protagonista assolutamente positivo in qualità di demone schiavizzato e suo malgrado costretto a combattere per Nathaniel, ma il suo egocentrismo e il suo sarcasmo sin troppo pungente lo rendono affascinante quanto imperfetto: nessun eroe è senza macchia nella Londra di Stroud.

La politica riveste un ruolo cruciale nella saga e la piramide sociale dell’impero Britannico in cui è ambientata la vicenda è ben delineata. Come abbiamo già detto, i maghi sono i privilegiati: i più potenti rivestono le cariche superiori mentre tutti gli altri, come il maestro di Nathaniel, “sgobbano” nei gradini più bassi del governo londinese. Ciascun mago cerca di conquistare potere e prestigio con ogni mezzo, morale o immorale che sia. I comuni sono esclusi da ogni carica pubblica e devono sottostare agli ingiusti soprusi dei maghi, come un atteggiamento di disprezzo nei propri confronti, una condizione sociale di povertà e il coprifuoco, ma tutto ciò sarà descritto con maggiore precisione nei libri successivi della saga. Alcuni ragazzini immuni dai poteri magici dei demoni e in grado di individuare manufatti magici nascosti hanno fondato la Resistenza, un’organizzazione clandestina avente lo scopo di rovesciare il potere costituito. La Resistenza riveste un ruolo marginale nel primo libro della saga, per diventare protagonista nelle opere successive. Bartimeus ci rivela che l’impero britannico non è stato il primo impero gestito da maghi: molte altre volte in passato una minoranza di esseri umani avrebbe preso il potere servendosi dei demoni. E’ il caso dell’impero di Praga, crollato quando gli  inglesi hanno preso il potere.

L’autore sa gratificare il proprio pubblico di adolescenti toccando temi a loro cari. Il protagonista, un loro coetaneo, è stato abbandonato ed è costretto a vivere con una persona che non gli vuole bene, il suo maestro. Non si tratta forse di un incipit ideale tutti coloro che si sentono adolescenti incompresi? Il fanciullo in questione è inoltre un ragazzo dai poteri straordinari ma nessuno nota il suo talento: in questo moto viene stuzzicato piacevolmente l’ego del giovane lettore, che nel proprio inconscio nel pieno di una tempesta ormonale si sente un piccolo genietto incompreso. Proseguendo nella lettura, il ragazzo si ritroverà completamente solo e dunque indipendente, come vorrebbe ogni ragazzino. La Resistenza è inoltre gestita da un gruppo di suoi coetanei in modo tale da lasciare più spazio ai giovani nella trama; tale gruppo è capitanato da una ragazza, per consentire alle ragazze di identificarsi in un personaggio più simile a loro. La giovinezza tuttavia non viene affatto esaltata: Nathaniel è un ragazzino testardo e fin troppo impaziente, l’autore criticherà più volte queste sue caratteristiche offrendo un ottimo spunto di riflessioni ai giovani lettori.

Consiglio questo romanzo ad adulti e adolescenti, nella speranza che vengano scritti più romanzi per ragazzi di qualità come L’amuleto di Samarcanda. Le altre opere della triologia sono L’occhio del golem e La porta di Tolomeo, informatevi se siete interessati alla recensione anche di questi due straordinari romanzi, in cui la Resistenza riveste un ruolo cruciale e Nathaniel dovrà scegliere da che parte schierarsi, se appoggiare il governo o combattere dalla parte del popolo.

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