“Dario e Dio”, di Dario Fo e Giuseppina Manin


Copertina Dario Fo

“Come diceva Voltaire, Dio è la più grande invenzione della storia. “

Quest’anno è uscito l’ultimo libro di Dario Fo e Giuseppina Manin, intitolato “Dario e Dio”. Si tratta di una lunga ipotetica intervista cui viene sottoposto Dario Fo circa l’esistenza di Dio. L’opera è suddivisa in venti capitoli in cui il celebre attore, pittore  e regista affronta tutte le tematiche principali della religione cristiana, dalla trinità alla madonna, dalla creazione alla figura di Giuda, inserendo inoltre molte confessioni personali riguardanti la sua carriera di artista, i propri genitori e la sua toccante storia d’amore con Franca Rame.

Tra le personali teorie di Dario Fo sulla religione non compare nulla di nuovo, in quanto l’artista semplicemente riprende le affermazioni di filosofi venuti prima di lui. Ciò che colpisce tuttavia è la vitalità e l’entusiasmo con cui Fo trasmette i valori in cui crede, inoltre non sono rare le battute di spirito e i dialoghi con cui diverte il lettore. Dopotutto in copertina spicca su sfondo bianco un’illustrazione di Quipos, che promette tanta comicità e allegria.

Dovendo recensire questo libro ero incerta su come procedere, infatti riassumere i punti cruciali del libro avrebbe trasformato l’opera in un mero trattato di filosofia privo della comicità che lo caratterizza, ma non volevo nemmeno focalizzare l’attenzione sulle mie opinioni circa le idee di Fo (che nella maggioranza dei casi condivido), in quanto lo ritengo poco rispettoso nei confronti  di un grande artista del suo calibro.

Un aspetto affascinante di Dario Fo è che, pur essendo ateo convinto, dimostra di conoscere profondamente la religione cattolica, molto più di molti cattolici praticanti, e effettua nel suo  libro (come in altre opere, prima fra tutte il Mistero buffo) una critica approfondita della nostra religione. Mi piacerebbe molto domandargli cosa lo spinge a trattare così spesso di religione se si professa ateo. Un altro aspetto interessante è l’attenta analisi che effettua degli ultimi papi: personalmente, in qualità di atea, sono assolutamente disinteressata a ciò che accade in Vaticano e mi domando perché Dario Fo non faccia altrettanto, indipendentemente da quanto sia rivoluzionario Papa Francesco.

L’argomento più affascinante e sconvolgente del libro riguarda non la relazione amorosa tra Maddalena e Cristo, non il falso tradimento di Giuda, ma la natura femminile dello Spirito Santo. “E difatti uno dei Vangeli apocrifi, quello di Tommaso, parla proprio  di  uno Spirito Santo femminile, nuova versione dell’antica madre terra. La trinità aveva così una scansione più logica: il Padre, la Madre e il Figlio .Ma quella parte femminile, insita in origine nel divino dei primi cristiani, risultava intollerabile e pericolosa per una chiesa maschile e maschilista a oltranza. Che appena ha potuto si è premurata di spazzar via quella scomoda presenza trasformando lo Spirito Santo in quell’entità asessuata e di scarso carattere che ci hanno insegnato. Sancire che Dio è maschile e femminile insieme avrebbe infatti creato non pochi problemi. Intanto avrebbe garantito la parità della donna, le avrebbe aperto le porte del sacerdozio con il rischio che prima o poi se ne trovasse una seduta sul soglio di Pietro…”

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9 thoughts on ““Dario e Dio”, di Dario Fo e Giuseppina Manin

      • Non mi sono spiegata bene, scusa
        Sono i primi ad aver dato una spiegazione di comodo.
        Condivido invece la logica della citazione da te riportata.

        Spero ora di aver “detto” meglio

      • Ahahaha beh…per quanto mi riguarda non seguo, non mi interessano le religioni…non so se definirmi atea, agnostica o cosa….

        Insomma potrei leggere questo libro è leggerlo come un romanzo, un saggio dove è raccontata una storia che han seguito tanti uomini e ne ha condizionato la vita.
        Ipotesi diverse su questa storia avrebbero sicuramente dato il via a un cammino diverso di tutti, penso.

        Ad iniziare come giustamente dici dal porre sullo stesso piano uomini e donne. E da questo tutto il resto…

        Devo condividere con te che tante persone atee conoscono la Bibbia meglio di tanti cattolici praticante. Di dirò di lì sento molto più “spirituali” empatici ed aperti al prossimo.

        Ciò mi fa pensare che l’intelligenza e la libertà senza cindizionamento alcuno apre la mente.

    • Ma figurati! È un bellissimo commento è concordo pienamente con te. Anche se, prima di espormi così a fondo, ti consiglierei di leggere il libro. Non si sa mai… io stessa avevo un po’ paura a scrivere perché la religione è un tema delicato. Non mi fraintendere, non ho paura di bigotti e benpensanti, però è un tema che conosco poco

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