“Der Park” di Stein al Piccolo


E’ la prima volta che il nostro sito ospita una recensione negativa di uno spettacolo teatrale in quanto solitamente preferiamo non parlare di ciò che non apprezziamo. Sabato 28 novembre abbiamo assistito ad un’opera talmente insensata da sentirci quasi in dovere di avvertire di quanto sia poco gratificante la visione. Il fatto che la critica ne abbia parlato positivamente e che lo spettacolo sia stato persino consigliato agli studenti nel corso di una lezione universitaria ci lascia interdetti e basiti.

L’opera è “Der park” di Botho Strauss, il regista è Peter Stein e il teatro è lo Strehler del Piccolo Teatro di Milano. La sceneggiatura si ispira a “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare, ma non è nemmeno vagamente all’altezza della splendida commedia del Bardo.

Oberon e Titania si ritrovano sulla terra in corpi umani e, delusi dalla desolante vita sessuale degli esseri umani, cercano di risvegliare in loro la libido importunando i passanti mostrandosi nudi in un parco, incapaci di comprendere le reazioni schifate e spaventate dei loro interlocutori. Titania vorrebbe accoppiarsi con alcuni esseri umani, ma ciò implicherebbe la perdita della propria natura divina, di conseguenza Oberon la induce con un amuleto a desiderare di accoppiarsi con un toro. Quanto tutto ciò possa essere sensato verrà lasciato alla discrezione del pubblico. L’amuleto è stato prodotto da un artista omosessuale innamorato di un bellissimo ragazzo nero, non ricambiato. Parallelamente a tutto ciò, un uomo sposa una trapezista molto attraente, che tuttavia è innamorata del miglior amico di quest’ultimo. La donna ben presto manifesta opinioni reazionarie e razziste, perciò il marito perde interesse per lei. Talvolta compaiono in scena un gruppo di ragazzi punk; si tratta di personaggi molto accattivanti, ma è poco chiara la loro funzione all’interno del plot.

La trama ci è parsa confusionaria e eccessivamente intricata, inoltre molte scene erano prive di senso, soprattutto quelle ambientate in un bar allestito ai piedi del palcoscenico e il momento in cui un ragazzo punk simula la masturbazione spogliandosi e massaggiando il proprio pene. Noi non siamo affatto contrari alla rappresentazione in teatro di scene di nudo o di atti relativi alla sfera sessuale, tuttavia vorremmo che tali scene siano inserite in modo armonico e sensato nella trama dell’opera e che non siano una inutile esibizione, finalizzata unicamente a stupire gli spettatori.

Gli attori erano abili nel coinvolgere il pubblico e sapevano ben interpretare un copione che nonostante tutto risultava noioso in più scene, soprattutto a causa di dialoghi non incalzanti. I battibecchi tra Titania e Oberon risultavano dunque a tratti avvincenti e a tratti noiosi, mentre i dialoghi più divertenti erano quelli relativi al triangolo amoroso tra i due amici e la trapezista, in cui il ritmo era notevolmente più rapido.

I costumi sono stati realizzati con abilità e sapevano caratterizzare i vari personaggi, tuttavia non abbiamo apprezzato le trasformazioni di Titania in un personaggio malefico che si muoveva a scatti e successivamente in una donna/toro vogliosa di accoppiarsi con un toro. Il modo più semplice per rappresentare la trasformazione di un personaggio è mutare il suo abbigliamento, ma bisogna lasciare qualche elemento invariato per rendere riconoscibile il personaggio stesso, soprattutto considerando che gli spettatori seduti lontano dal palcoscenico faticano a distinguere i lineamenti del viso degli attori. La comprensione degli eventi in scena era dunque estremamente difficoltosa quando Titania cambiava il proprio costume.

L’unica nota pienamente positiva dello spettacolo è la scenografia, che mutava rapidamente e in modo talvolta spettacolare grazie alle tecnologie all’avanguardia del Piccolo Teatro di Milano.

Il giudizio complessivo sull’opera è assolutamente negativo, pertanto non consigliamo a nessuno di recarsi a teatro per assistere allo spettacolo. Riteniamo che altri la pensino come noi  in quanto molta gente ha abbandonato la sala prima del termine degli applausi (probabilmente non si è trattato soltanto di spettatori che avevano fretta di tornare a casa). Il Piccolo inoltre ha reso disponibili dei biglietti a prezzi scontati, forse per riempire le sale vuote.

Abbiamo scoperto degli interessanti video relativi ad un’intervista di Maddalena Crippa, che ha magistralmente interpretato Titania. Pensiamo sia corretto nei confronti del Piccolo Teatro di Milano, che da anni seguiamo in quanto propone dei favolosi spettacoli, condividere tali video per dare voce anche a coloro che hanno realizzato lo spettacolo.

 

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12 thoughts on ““Der Park” di Stein al Piccolo

      • Mhm, non lo so, vedere Shakespeare con le musiche dei Beatles o con cazzi ciondolanti come in questo caso, mi irrita. Vuoi farti la tua commedia? Scrivila! Abbi il coraggio di metterci il nome, senza nasconderti dietro i grandi del passato. UNA rilettura si poteva anche digerire, ma qui siamo all’indigestione :-)

      • La musica rock accostata a opere antiche può essere una trovata geniale se sapientemente dosata. In quest’opera tuttavia la musica non aveva un ruolo predominante.
        Per quanto riguarda i cazzi ciondolanti, quest’opera ne aveva di tutti i colori, compreso giallo fosforescente (e non è una battuta). Ho visto un Amleto i cui il protagonista si rotolava nudo sul palco per simulare il ritorno in Danimarca a piedi senza indumenti. La sua nudità aveva un senso qui perché era inserita nella trama in modo logico e funzionale. In “Der park” invece tutto era molto eccessivo e fuori luogo, anche in un’epoca in cui sesso e nudità a teatro sono molto popolari.

        Grazie per il tuo commento, torna presto a trovarmi. :)

      • (ehm, significa che il thread è chiuso? :-)))
        Non vorrei sembrare moralista – ci mancherebbe, col mio nick, poi … – ma il nudo a teatro ha tutta l’aria di riempire gli spifferi che passano fra le orecchie degli autori ;-)

      • Il nudo a teatro, come le scene di sesso e estrema violenza, può essere di buon gusto o di cattivo gusto, come in tutte le altre forme d’arte. In questi ultimi decenni va di moda una forma di teatro avanguardistica e sperimentale per cui si privilegia un certo tipo di rappresentazione estrema. Certe volte si tratta di scene pertinenti, certe volte no. Ti consiglio di appassionarti di teatro (io amo il palcoscenico!!!!) e di farti un’opinione al riguardo, una persona con il tuo nickname non può che appassionarsi. Scherzi a parte, il teatro è una delle più grandi invenzioni umane, indipendentemente dagli interventi erotici o violenti.

        Sei l’ultima persona al mondo che definirei moralista, stai tranquillo. ;)

      • Guarda, è dai primi del Novecento che “sperimentano” (o almeno così mi pare di ricordare da una conferenza). Quindi non c’è pericolo.

      • Appunto! Anzi, fra teatro dell’assurdo, avanguardia e sperimentazione, se n’è andato quasi tutto il Novecento. Sarebbe ora di smettere di sperimentare e di mettersi e fare … teatro ;-) Il secolo scorso ha sofferto un po’ troppo della sindrome del nuovo a tutti i costi, sia nella musica contemporanea, dove i pochi che facevano qualcosa di bello dovevano vergognarsene – Gershwin e Strawinsky, per esempio – che per le arti visuali. Ebbasta :-)

      • Non sono d’accordo. A me è piaciuta molto l’arte del Novecento. Certo, ci sono alcuni autori che non mi piacciono affatto (Ronconi, pace all’anima sua, era a mio parere insopportabile), però non è tutto da buttar via. Per quanto riguarda la musica del 900, ascolto soprattutto musica rock, mentre per quanto riguarda la musica classica amo Mozart e Bach. Non saprei cosa risponderti.

        Per quanti riguarda il futuro non credo abbia senso dire cosa gli artisti debbano o non debbano fare. Ciascuno deve essere libero di esprimersi liberamente.

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