Recensione di “Norvegian Wood” di Murakami


Norvegian Wood è un romanzo di Haruki Murakami pubblicato nel 1987 e porta come titolo il nome della celebre canzone dei Beatles, tradotto in giapponese come Noeuwei no mori. L’opera deriva dal racconto La lucciola e nella versione originale è suddiviso in due volumi, mentre la traduzione in italiano è composta da 374 pagine.

La vicenda si svolge a Tokyo nel 1969 durante le proteste studentesche che si svolgevano in quel periodo, cui però i personaggi del romanzo non prendono parte. Watanabe, uno studente universitario di lettere, dopo la morte suicida del proprio migliore amico delle superiori Kizuki si innamora della sua fidanzata Naoko, una ragazza bellissima ma affetta da problemi psichici, la cui canzone preferita è proprio Norvegian Wood. Siccome la giovane viene ricoverata in un centro di cura in montagna, i due ragazzi non possono frequentarsi e a Watanabe non resta che vivere la propria monotona vita nel collegio universitario tra le comiche abitudini di Sturmtruppen, il suo compagno di stanza, e le serate trascorse a rimorchiare in compagnia di Nagasawa, un carismatico e brillante studente di diplomazia internazionale che sotto alcuni aspetti dimostrerà di avere un carattere crudele. Watanabe si innamora di Midori, una ragazza dal comportamento molto singolare che ha sofferto molto per mancanza di affetto in famiglia e per le morti premature dei i genitori; il protagonista sarà costretto a scegliere tra l’esuberante Midori e la problematica Naoko. Il romanzo tratta con sensibilità i problemi che uno studente universitario deve affrontare: l’amore, il sesso, la morte, lo studio, l’amicizia.

Si tratta di un romanzo molto coinvolgente: il lettore si affeziona ai personaggi, costruiti in modo molto particolareggiato e mai banale, pertanto è più che deciso a proseguire nella lettura per scoprire come si conclude la storia. Ad un lettor esperto risulteranno tuttavia inverosimili alcuni avvenimenti, come il fatto che Reiko, la migliore amica di Naoko in casa di cura, racconti senza alcun pudore e con abbondanza di particolari la propria vita a Watanabe, compreso quando venne sedotta dalla propria allieva di pianoforte di tredici anni. Un altro evento inverosimile è la tranquillità con cui Watanabe ascolta Midori strimpellare tranquillamente la chitarra su una terrazza in prossimità di un incendio.

Il traduttore del romanzo ha mantenuto invariati i toponimi, i nomi di persona, delle pietanze, e di alcuni oggetti tipicamente giapponesi, in fondo al libro è stato realizzato un piccolo glossario per chi fosse poco pratico della cultura giapponese. Leggendo l’opera la vita in Giappone non sembra poi così diversa dalla nostra, infatti gli elementi più caratteristici della cultura nipponica citati dall’autore sono semplicemente le cibarie, i bagni pubblici, l’utilizzo degli yen e dei futon.
Nel romanzo vengono citati numerosi brani musicali dei generi più svariati, dal Rock al Pop, dal Jazz alla musica classica, pertanto offre una buona occasione per scoprire pezzi sconosciuti.

Leggendo la biografia dell’autore si scoprono molti elementi in comune tra Murakami e Watanabe. Entrambi hanno frequentato l’università nel 1969 e si sono iscritti a lettere, ma in alcuni periodi non frequentano le lezioni. Come Watanabe, Murakami ha alloggiato in un dormitorio studentesco (anche se con un reputazione peggiore di quella del suo personaggio), per poi trasferirsi in alloggi privati. Murakami inoltre non ha partecipato alle rivolte studentesche in quanto era una persona solitaria, ma è probabile che ne sia stato influenzato nel suo pensiero giovanile. Lo scrittore, come Watanabe, ha svolto dei lavoretti part-time durante gli studi, ama il jazz, ha un gatto e frequentava molto spesso i cinema da ragazzo. Tali somiglianze non stupiscono, soprattutto considerando il fatto che l’autore definisce la sua opera “un libro molto personale”.

In un postscriptum al termine del romanzo scopriamo che “questo libro è dedicato a tutti i miri amici che sono morti e a quelli che restano”. Siccome molti personaggi del romanzo muoiono per suicidio, si potrebbe ipotizzare che dei cari amici dell’autore abbiano fatto la stessa fine. Il romanzo è stato iniziato nel 1986 in Grecia ad Atene (Murakami era solito scrivere in una taverna particolarmente rumorosa, proteggendosi dal frastuono ascoltando della musica con il walkman) invece è stato terminato in Italia, in un appartamento alla periferia di Roma. L’autore non è in grado di giudicare quanto l’atmosfera europea abbia influenzato la stesura del romanzo, tuttavia ha trovato molto utile la possibilità di non essere interrotto da telefonate e visite.

Nel 2010 è stato girato un film che purtroppo non siamo riusciti a trovare in streaming, ma di cui possiamo condividere con voi il trailer.

Annunci

20 thoughts on “Recensione di “Norvegian Wood” di Murakami

  1. Grazie Valivi per questa bella recensione, mi hai fatto trovare molto affascinante ed interessante il romanzo,che conoscevo,ma di cui non ho mai avuto il coraggio di leggerlo,forse per il fatto che non conosco l’autore e la letteratura giapponese.
    Vedrò di comprarlo al più presto!

    • Stai tranquilla, non è necessario essere esperti di cultura giapponese, anche se non ci fosse il glossario in fondo al libro il testo sarebbe più che comprensibile. Ti auguro buona lettura, torna presto a trovarmi :)

  2. Dei libri di Murakami che ho letto finora questo è quello che mi è piaciuto meno: troppo morboso e ripetitivo, e, a differenza di quanto è stato per te, non sono entrata affatto in sintonia con i personaggi, se non, in parte, con Midori. So che da molti è osannato, ma io preferisco il Murakami più originale e onirico.

    • Ciao, Cristina, bentornata! Questo è il primo libro di Murakami che leggo, perciò non posso fare paragoni. Ho già iniziato “Kafka sulla spiaggia”, ti farò sapere cosa ne penso non appena lo avrò finito.
      Anche a me piace molto il personaggio di Midori perché è il più complesso: dietro il suo caratterino viziato e autoritario si nasconde una fragilità e un dolore profondo.

  3. Hai fatto una bella recensione del libro, che però non mi era piaciuto per gli stessi motivi espressi da Cristina. Adesso ho in programma di leggere La fine del mondo e il paese delle meraviglie. Anche Kafka sulla spiaggia mi incuriosisce parecchio, quindi leggerò volentieri le vostre opinioni quando lo avrete finito.

    • Mi spiace che questo libro abbia raccolto così tanti giudizi negativi perché a me è piaciuto molto. Attendo le recensioni dei libri che leggerai, sono curiosa. Torna presto :)

      • Ma per fortuna che non tutto piace a tutti. Sarebbe una tremenda monotonia. Sapessi quanti autori trascurati e poco amati piacciono a me, tra i quali Landolfi, Bufalino e Gadda, solo per farti qualche esempio. ;-)

      • Forse mi sono espressa male, dovevo scrivere trascurati “o” poco amati. Ho infatti natato che Gadda viene spesso considerato pesante o illeggibile per l’eccesso espressionistico del suo stile narrativo, dove spesso convivono dialettismi, tecnicismi e una ricerca dell’effetto barocco che lo rendono “indigesto” a molte persone. Per quanto mi riguarda finora ho letto La cognizione del dolore, che mi era piaciuto e che mi piacerebbe anche riprendere in mano, visto che di acqua ne è passata sotto i ponti, mentre mi piacerebbe iniziare L’Adalgisa.

      • La cognizione del dolore viene citato dal mio manuale come una delle principali opere di gadda. Non l’ho ancora letto, purtroppo, ma presto rimedierò. La “baroccaggine” del mondo è in efffetti una delle principali caratteristiche dell’opera. Non trovo invece nulla riguardo all’adalgisa, ma si tratta di un titolo interessante.
        Sei veramente una lettrice esperta, complimenti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...