La storia degli Harmony, un prodotto editoriale vincente


Non ho alcuna intenzione di mettere in discussione la futilità dei romanzi rosa pubblicati da Harmony, tuttavia è interessante notare l’ingegnosità con cui è stato realizzato tale prodotto editoriale e lo straordinario successo che ha riscosso.

Quarant’anni fa non era prodotta in Italia alcuna collana di romanzi rosa e le appassionate lettrici di storie d’amore dovevano accontentarsi delle storielle pubblicate sulle testate giornalistiche. Mondatori si accorse di questa falla nel panorama dell’editoria italiana e decise di cogliere l’occasione per produrre dei libri che rispondessero a tali esigenze di mercato, così si rivolse alla casa editrice canadese Harlequin, che produceva romanzi rosa in inglese. In seguito all’accordo stipulato dai due colossi dell’editoria vennero creati gli Harmony, il cui nome deriva da Har (Harlequin), Mon (mondatori) e Y (che evoca la parola “armonia” e conferisce al nome una pennellata di fascino).

Il primo Harmony uscì nel 1981 e si intitolava Per amore di un gitano. Il titolo pone in evidenza tre ingredienti essenziali per un romanzo rosa vincente: il tema dell’amore, l’esotismo che evoca il tema del gitano e la trasgressione che comporta innamorarsi di una persona di tali origini. Sono trascorsi quarant’anni dall’esordio e gli Harmony sono ancora un prodotto richiestissimo dalle lettrici: in totale sono stati venduti 30 milioni di libri, suddivisi in 36 collane; ogni anno vengono pubblicati 620 titoli nuovi. La rapidità e la mole di tale produzione hanno comportato per gli Harmony il dispregiativo titolo di “rosa seriale”.

La serialità è dovuta anche al fatto che i romanzi sono accomunati da molteplici elementi ricorrenti, che li rendono immediatamente riconoscibili e pressoché identici tra loro. Gli Harmony sono tutti composti da120 pagine, hanno la medesima impostazione grafica, sono costituiti dalla stessa carta economica e hanno un impaginato leggibile e resistente per essere letti ovunque. Il loro prezzo è molto basso (3,00€) e vengono venduti in edicola perché il loro pubblico, costituito da lettori deboli e ignoranti, non è solito frequentare le librerie. Come ben sapete, le copertine sono immediatamente identificabili per il marchio Harmony ben visibile e l’immagine di una coppia che si scambia effusioni. Sono inoltre presenti il nome della collana di appartenenza (le acquirenti devono distinguere per esempio i romanzi ambientati nel passato, come quelli della collana History, da quelli ambientati nel presente) e il titolo, più evidente del nome dell’autore, che talvolta è persino assente in quanto di scarsa importanza per i lettori. E’ singolare notare che spesso i nomi degli autori sono sostituiti da pseudonimi femminili inglesi, per conferire maggiore fascino all’opera.

I romanzi di scarsa qualità sono per lo più letti da adolescenti e da signore tra i 50 e i 60 anni, generalmente di cultura medio-bassa. Per le lettrici più anziane, con problemi di vista, è stata creata la collana Vedo più grande, che prevede un’impaginazione e dei caratteri più leggibili. Per soddisfare le esigenze delle lettrici i protagonisti sono sempre femminili e la storia d’amore, che prevede un maschio in subordine rispetto alla partner, viene raccontata da una prospettiva femminile. Le travagliate vicende sono naturalmente a lieto fine, ma ciò che più interessa alle lettrici non è il finale ma l’intricata trama: all’interno di un genere codificato e ripetitivo si trova una certa varietà nell’intreccio, che le lettrici trovano intrigante. Le coordinate spazio-temporali sono ben identificate e le ambientazioni sono molto varie, infatti troviamo sia collane dedicate a scenari e problematiche storiche sia raccolte moderne.

Non consiglio a nessuno di leggere gli Harmony, tuttavia trovo interessante conoscere la loro storia poiché costituiscono un importante capitolo del panorama della letteratura residuale-marginale italiana e un prodotto economicamente vincente nel mercato editoriale.

Una curiosità: sono da poco in vendita negli usa dei romanzi rosa con protagonisti omosessuali. Speriamo che giungano presto anche in italia.

Informazioni tratte dai miei appunti di Letteratura italiana contemporanea

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9 thoughts on “La storia degli Harmony, un prodotto editoriale vincente

  1. Beh, però ho idea che da questo tipo di romanzi sia anche possibile ricostruire una sorta di storia dei rapporti di genere, immagino che dagli anni ’80 a oggi ci sarà stata una qualche evoluzione nelle trame… I prodotti che di solito consideriamo spazzatura sono anche quelli che ci forniscono più informazioni su una data società, proprio perché, non essendo pensati per piccole fette di popolazione, rispecchiano molto di più fantasie e bisogni della gente.
    E in fondo è più semplice studiare una nazione dal supermercato che da una libreria, o no?
    Bell’articolo! :)

    • Guarda, il professore non ne ha parlato e io non ho mai letto un harmony. Non credo comunque che si siano evoluti, a parte per quanto riguarda la creazione di una collana ambientata ai nostri giorni.
      Grazie mille per il tuo intervento, torna a trovarmi :)

      • Ne ho letto qualcuno quando ero molto giovane ma anche allora preferivo Liala. Oggi sarebbe impossibile trovare in questi libri qualcosa di interessante. Fanno sognare l’amore e quando lo si sognava ancora avevano un senso, oggi non mi sembra che ci si limiti a sognare, si bruciano tutte le tappe così queste letture risultano anacronistiche anche x le ragazzine.

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