‘Un fantasma, le tenebre’ poesia di Baudelaire


Les ténèbres

Dans les caveaux d’insondable tristesse
Où le Destin m’a déjà relégué ;
Où jamais n’entre un rayon rose et gai ;
Où, seul avec la Nuit, maussade hôtesse,

Je suis comme un peintre qu’un Dieu moqueur
Condamne à peindre, hélas ! sur les ténèbres ;
Où, cuisinier aux appétits funèbres,
Je fais bouillir et je mange mon coeur,

Par instants brille, et s’allonge, et s’étale
Un spectre fait de grâce et de splendeur.
A sa rêveuse allure orientale,

Quand il atteint sa totale grandeur,
Je reconnais ma belle visiteuse :
C’est Elle ! noire et pourtant lumineuse.

(ATTENZIONE: traduzione maccheronica di una che non studia francese da anni. Se doveste scoprire degli errori vi prego di avvertirmi. Non ho competenze nemmeno nell’ambito delle traduzioni)

Nelle cripte di abissale tristezza
Dove il Destino mi ha già sepolto (letteralmente: relegato);
Dove mai è entrato un raggio rosa (?) e allegro;
Dove, solo con la notte, scontrosa megera  (letteralmente: padrona);

Sono come un pittore che un Dio beffardo
condanna a dipingere, ahimè! sulle tenebre;
Dove, cuoco dai funebri appetiti,
Faccio bollire e mangio il mio cuore,

A tratti luccica, e si accresce (letteralmente: allunga), e si espande
Uno spettro fatto di grazia e di splendore.
Dal suo sognante fascino orientale,

Quando raggiunge la sua totale grandezza,
Io riconosco la mia bella visitatrice:
E’ lei! Nera eppure luminosa

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7 thoughts on “‘Un fantasma, le tenebre’ poesia di Baudelaire

  1. Buona sera, cercando in rete varie poesie di baudalaire, sono incappato nella sua traduzione, molto ben fatta, ma se le interessa, ne ho una tratta da “I fiori del male”, una raccolta di poesie del poeta, e se le interessa, potrei scriverle la traduzione com’è contenuta nel libro.
    Buona serata, a presto…

      • Eccola.
        Nell’ipogeo della tristezza nera dove soffro, dannato dal destino; dove non entra un raggio mattutino; dove solo, con l’ombra, ospite austera, mi sento come un povero pittore che un dio condanni a pinger la notte; dove, cucinator che tutto inghiotte faccio bollir e divoro il mio cuor, a volte brilla, poi s’accresce e sale un fantasma splendente di bellezza. Dal suo sognante incesso orientale, allora che attinge la sua compiutezza, riconosco la mia visitatrice: é Lei! la chiara e fosca ammaliatrice!

      • È bellissima, grazie per avermi regalato questa splendida traduzione, molto più accurata e orecchiabile della mia. Grazie anche per aver visitato il mio blog, i commenti interessanti e costruttivi come i suoi fanno sempre piacere.

        Valeria

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