Bisanzio di Francesco Guccini, il significato di questa bellissima canzone


Bisanzio è la prima traccia del Concept-album di Francesco Guccini Metropolis del 1981,che affronta diversi temi seguendo il filo conduttore della “Citta”.

Segue un’analisi del testo della canzone, realizzata dalla sottoscritta (assumo dunque ogni responsabilità per eventuali cialtronerie).

Anche questa sera la luna è sorta
affogata in un colore troppo rosso e vago,
Vespero* non si vede, si è offuscata,
la punta dello stilo si è spezzata.
Che oroscopo puoi trarre questa sera, Mago**?

*Vespero: il pianeta Venere appare due volte nel cielo, dopo il tramonto e nel primo mattino. Gli antichi tuttavia ritenevano che si trattasse di due stelle distinte: Vespero era la stella del tramonto e Lucifero quella del mattino. Pitagora identificò per primo in Vespero e Lucifero il pianeta Venere.

**Mago: i sapienti, soprattutto se in grado di occuparsi di oroscopi, venivano talvolta considerati nell’antichità dei maghi.

.

Io Filemazio, protomedico, matematico, astronomo, forse saggio,
ridotto come un cieco a brancicare attorno,
non ho la conoscenza od il coraggio
per fare quest’oroscopo, per divinar responso,
e resto qui a aspettare che ritorni giorno

e devo dire, devo dire, che sono forse troppo vecchio per capire,
che ho perso la mia mente in chissà quale abuso, od ozio,
ma stan mutando gli astri nelle notti d’equinozio.
O forse io, forse io, ho sottovalutato questo nuovo dio*.
Lo leggo in me e nei segni che qualcosa sta cambiando,
ma è un debole presagio che non dice come e quando…

*Ho sottovalutato questo nuovo dio: si riferisce al Cristianesimo.

.

Me ne andavo l’altra sera, quasi inconsciamente,
giù al porto a Bosphoreion* là dove si perde
la terra dentro al mare fino quasi al niente
e poi ritorna terra e non è più occidente:
che importa a questo mare essere azzurro o verde?**

*Bosphoreion: il nome dello stretto…

** azzurro o verde: i tifosi dell’ippodromo di Costantinopoli erano suddivisi in Verdi e Azzurri. Tale verso si riferisce inoltre al fatto che il mare è infinito e insondabile.

.

Sentivo i canti osceni degli avvinazzati,
di gente dallo sguardo pitturato e vuoto…
ippodromo, bordello e nordici soldati,
Romani e Greci urlate dove siete andati…
Sentivo bestemmiare in Alamanno e in Goto*

*Alamanno e in Goto: la popolazione sta diventando sempre più eterogenea con la venuta di barbari. In questo verso, in particolare, si riferisce ai popoli barbari degli Alamanni e degli Ostrogoti.

.

Città assurda, città strana di questo imperatore sposo di puttana*,
di plebi smisurate, labirinti ed empietà,
di barbari che forse sanno già la verità**,
di filosofi e di etère***, sospesa tra due mondi, e tra due ere…
Fortuna e età han deciso per un giorno non lontano,
o il fato chiederebbe che scegliesse la mia mano, ma…

*Imperatore sposo di puttana: si riferisce a Giustiniano, che sposò Teodora. La donna originariamente era un’attrice ed era consuetudine considerare tale professione alla stregua della prostituzione.

**Verità: cioè che l’Impero Romano è destinato a crollare e dunque il mondo cambierà.

***Etere: (in greco antico ἑταίραι) nella società greca antica erano cortigiane e prostitute sofisticate, che oltre a prestazioni sessuali offrivano compagnia e intrattenimento.

.

Bisanzio è forse solo un simbolo insondabile,
segreto e ambiguo come questa vita,
Bisanzio è un mito che non mi è consueto,
Bisanzio è un sogno che si fa incompleto,
Bisanzio forse non è mai esistita
e ancora ignoro e un’altra notte è andata,
Lucifero* è già sorto, e si alza un po’ di vento,
c’è freddo sulla torre o è l’età mia malata,
confondo vita e morte e non so chi è passata…
mi copro col mantello il capo e più non sento,
e mi addormento, mi addormento, mi addormento…

*Lucifero: (vedi prima nota in alto)

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20 thoughts on “Bisanzio di Francesco Guccini, il significato di questa bellissima canzone

  1. Ciao Valivi, che bella sorpresa! Ah! Adoro il maestrone di Pavana da sempre!
    Beh il Bosphoreion è chiaramente lo stretto, descritto con efficaci connotati fisici e politici che rappresentava (e ancora rappresenta!): là dove si perde la terra dentro al mare fino quasi al niente e poi ritorna terra e non è più occidente. L’idea dell’azzurro e verde ha un doppio significato. Il secondo è quello ripreso anche in Canzone della bambina portoghese, ovvero il senso del mare (che importa il colore) come quello dell’oceano infinito: insondabile.
    Lo hai letto “Un altro giorno è andato” di M. Cotto? Se ti piace il maestrone lo devi leggere! S’ciao!

    • Grazie mille per le precisazioni, che ho aggiunto nelle note del post. È bello collaborare con voi Folliero nella ricostruzione del significato di un testo…
      Il maestrone è il mio cantautore preferito, sono ancora dispiaciuta per il suo ritiro dal palcoscenico.
      No, non l’ho letto, ma rimedierò presto. ..
      Il tuo intervento mi è piaciuto moltissimo, torna presto a trovarmi

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  4. Ciao Valivi anche io sono un estimatore di Guccini, Le continue “citazioni” fra le righe dei suoi testi mi hanno sempre affascinato. A proposito della frase “che importa a questo mare essere azzurro o verde?”
    A me rimanda al fatto che Bisanzio era terra e città spartiacque fra il cristianesimo (il cui colore distintivo era l’azzurro) e l’Islam (caratterizzato invece dal verde).
    Cosa ne pensi della mia interpretazione?
    Un caro saluto

    • Ciao. Ho fatto una ricerca dopo aver ricevuto il tuo messaggio è non trovo informazioni né su quello che ho scritto io né su quello che hai scritto tu. Grazie comunque

  5. Ciao Valivi & acs.
    Provo a proporre un’interpretazione che mette un pò d’accordo le vostre interpretazioni, solo apparentemente diverse. Spero di non annoiarvi ma, al contrario, di accendere qualche curiosità in più per un momento così importante e affascinante per la Storia del mondo (non a caso il sommo Maestro di Pavana parla di fine di un’Era).
    Ha ragione Valivi quando dice che gli Azzurri ed i Verdi erano due delle quattro (ed in certi anni anche sei) squadre antagoniste della corsa coi carri fra le quali si dividevano i tifosi dell’Ippodromo di Bisanzio-Costantinopoli.
    Anche allora come talora oggi, però, le tifoserie avevano una colorazione politica e religiosa. I Verdi raccoglievano il supporto dei “borghesi” commercianti cittadini che erano seguaci del Monofisismo e sostenitori della discendenza di Anastasio I, ostili dunque all’Imperatore Giustiniano.
    Gli Azzurri rappresentavano invece i latifondisti ed i miserabili che nei latifondi lavoravano (niente di nuovo sotto il sole: già allora v’erano bizzarre convergenze di questo tipo …). Erano Cattolici ortodossi e sostenevano l’Imperatore. Ovviamente Giustiniano e, maxime, Teodora (la sposa “puttana” che da quel ceto popolare proveniva) li sostenevano apertamente.
    Quindi si, anche acs ha ragione quando parla di gruppi contrapposti per motivi religiosi. Magari la suggestione della bandiera verde come vessillo Islamico è un po’ troppo ardita, ma il concetto sembra appropriato, fatti i giusti aggiustamenti di interpretazione.
    Una chiave ulteriore di lettura, a supporto di quanto sopra, viene da un importante episodio storico: la Rivolta di Nika, cominciata proprio nell’Ippodromo l’11 Gennaio 532 e soffocata nel sangue con inaudita violenza da Giustiniano una settimana dopo.
    A scatenarla furono inizialmente i Verdi, che al grido Nika! Nika! (Vinci! Vinci!) accolsero con fischi e urla l’ingresso nell’Ippodromo di Giustiniano e della consorte “che Dio gli aveva dato”. In seguito alla violenta reazione dell’Imperatore anche gli Azzurri si unirono ai rivoltosi. In realtà le motivazioni profonde erano da cercarsi nel malcontento diffuso per la corruzione dilagante fra i funzionari dell’Imperatore. Furono le tasse ad unire nella rivolta le due fazioni opposte, che alla fine subirono il massacro di 30.000 persone proprio all’interno dell’Ippodromo.
    Il mare aveva già capito tutto, guardando indifferente le zuffe spesso mortali fra Azzurri e Verdi. Come i barbari che forse sapevano già la verità, anche il mare sapeva che il mondo stava radicalmente cambiando e che il sogno di Giustiniano di restaurare l’Impero Romano era destinato a fallire.
    Fine del pistolotto storico. Sono convintissimo, però, che il Maestro avesse in testa, più che tutto questo, la fascinazione del cambiamento, riassunto con formidabile forza poetica in quel “là dove si perde la terra dentro al mare fino quasi al niente e poi ritorna terra e non è più occidente”: bellissima metafora della fine dell’unità dell’Impero Romano che mai più sarebbe risorto dalle sue ceneri.
    Vi lascio con un’immagine poetica altrettanto affascinante. E’ tratta da Dora Markus, una poesia del mio grande conterraneo Eugenio Montale:

    E qui dove un’antica vita
    si screzia in una dolce
    ansietà d’Oriente,
    le tue parole iridavano come le scaglie
    della triglia moribonda.

    Il “qui” si riferisce a Porto Corsini, porto canale di Ravenna, dove nel 476 Odoacre depose l’ultimo imperatore dell’Impero Romano d’Occidente, Romolo Augusto, segnando l’inizio di una nuova Era, che durerà più di mille anni.
    Fascinazioni …

  6. Questa è una poesia in stile vittoriano fatta in musica, una aspirante colonna sonora di Corto Maltese, un musical storico-romanzesco compresso in poco più di tre minuti… Guccini e il suo tono sfiancato e insieme retorico (appunto come l’Odino/Gandalf nell’immagine, ma parecchio più casereccio e assai meno solenne, piuttosto semmai compiaciuto) non è fra i miei cantanti preferiti, ma la canzone (colta, elitaria e oggi semincomprensibile all’ascoltatore casual) è veramente uno strano e mirabile impasto di esotismo da tavolo e di potenti e rapide note evocative. Sarebbe bellissimo derivarne un video animato di qualità, ad esempio.

  7. Sono un grande fan del Maestrone, ma non sono una persona acculturata, trovo questa canzone di una grande bellezza,leggere i vostri giudizi per me è stato bellissimo,( dopo tutta la M…..che di solito si legge in Internet, scrivete quello che io penso ma non riesco a mettere in riga. Grazie di cuore, siete fantastici-

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