Lee Krasner, un’artista incompresa


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per vedere alcune opere di Lee Krasner

Non è raro che un grande uomo voglia avere come compagna di vita una grande donna, purtroppo può accadere che il genio maschile oscuri quello della consorte, trasformandola in una misera first lady al proprio servizio. E’ il caso di Lee Krasner, uno dei principali esponenti dell’Espressionismo Astratto, che purtroppo viene ricordata nelle cronache della storia dell’arte per il matrimonio con il grande Pollock anziché per il proprio straordinario contributo come artista.

Non sapremo mai che cosa sarebbe riuscita a fare Lee Krasner se non fosse stata oppressa dalla misoginia dell’epoca e se non si fosse consacrata alla promozione della carriera di Pollock; le sue opere sono comunque straordinarie e merita di essere ricordata per il suo incredibile contributo al mondo dell’arte e per la forza d’animo con cui ha saputo farsi strada in un mondo di soli uomini.

Una rapida ricerca su Google è il metodo più rapido per osservare come viene indegnamente rappresentata Lee Krasner, nonostante i recenti riconoscimenti ricevuti dai principali musei occidentali: nelle pagine dedicate al marito si ricorda semplicemente che fu anche lei una pittrice , come se non fosse stata lei stessa un genio dell’Espressionismo Astratto, mentre negli articoli a lei dedicati si presta sempre maggiore attenzione alla sua vita coniugale piuttosto che alla sua brillante carriera artistica.
Il caso più vergognoso è la pagina italiana di Wikipedia dedicata a Lee Krasner, in cui troviamo soltanto una scarna biografia priva di informazioni consistenti e, anziché il suo ritratto, una fotografia della piccola tomba dell’artista, poco lontana da quella ben più appariscente del marito.

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Noon, 1947, Immagine tratta da spainermanmodern.com
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 Lenore Krassner nacque a Brooklyn il 27 ottobre 1908 da Joseph e Anna Krasner, penultima di sette fratelli in una famiglia di ebrei ortodossi immigrati dalla Bessarabia. Cresciuta in un ambiente colto e benestante (in famiglia si parlavano quattro lingue) Lenore, soprannominata Lena dai famigliari, manifestò sin da giovanissima la propria passione per la pittura.

Il suo incredibile talento si formò in eccellenti scuole d’arte come la Women’s Art School della The Cooper Union, l’Art Students League, dove seguì le lezioni del celebre professore di anatonomia George Bridgman, e la National Academy of Design. Dopo un breve periodo al City College e al Greenwich House, trovò lavoro prima presso il Public Works of Art Project e in seguitò alla Temporary Emergency Relief Administration. Questo periodo, che coincise con la Crisi del ’29, fu particolarmente duro per l’artista da un punto di vista economico, ma la Krasner riuscì a non abbandonare la propria carriera artistica grazie ad un piccolo impiego come cameriera e posando come modella per altri artisti. In questo periodo le sue opere sono influenzate dalle prime avanguardie: i colori forti e vibranti ricordano le tele di Matisse, il Fauvismo, il Costruttivismo e il Cubismo.

Successivamente la Krasner entrò a far parte del Federal Art Project, un’agenzia del New Deal che sosteneva gli artisti nel corso della Grande Depressione, dove, nel 1937, frequentò la classe di Hans Hoffmann, che le insegnò i principi del cubismo e la indirizzò verso il neo-cubismo astratto. Hoffmann era molto fiero dei progressi della Krasner ma era restio a riconoscere il talento di una donna, infatti in un’occasione lodò un’opera dell’allieva con queste sconfortanti parole: “This is so good you would not know it was painted by a woman.

Nonostante le nuove avanguardie americane stessero infrangendo molti dogmi del mondo dell’arte, le donne non erano considerate degne di dipingere al fianco degli uomini. Fu dunque in un ambiente misogino che nacque l’Espressionismo Astratto e la Krasner, per potersi confrontare equamente con i colleghi uomini, scelse di firmare le proprie opere con il nome maschile Lee.

Nel 1940 la Krasner entrò a far parte del gruppo American Abstract Artist ma, pur essendo perfettamente inserita nell’ambiente intellettuale dell’epoca, non riuscì mai a farsi un nome. Clement Greenberg e Harold Rosenberg, due grandi critici d’arte che aiutò personalmente ad emergere, non scrissero mai una parola sulle sue opere e, forse timorosi di scontrarsi con i pregiudizi dell’epoca che condannavano le donne forti e indipendenti, ignorarono il suo talento.

Lee Krasner incontrò per la prima volta Jacson Pollock nel 1936, ad una festa organizzata dal sindacato degli artisti. Lee era una ballerina eccellente e fece sfigurare sulla pista l’assai più timido e goffo Pollock, che le calpestava continuamente i piedi. L’amore sbocciò molto più tardi, nel 1942, nel periodo in cui il bielorusso John Graham stava organizzando una mostra collettiva a New York cui avrebbero dovuto partecipare entrambi: Lee fu invitata ad entrare nello studio di Pollock e venne conquistata dalla rivoluzionaria vitalità delle opere del pittore.

Lee e Jackson avevano un sacco di cose in comune: oltre ad essere due eccellenti pittori d’avanguardia, entrambi erano politicamente attivi a sinistra ma la Krasner, a differenza del marito, disapprovava la politica di Stalin e gli rimproverò sempre di aver nascosto nel suo studio il pittore messicano stalinista integralista Alfaro Siqueiros quando la polizia di New York lo ricercava per il suo coinvolgimento nell’omicidio di Trotsky a Mexico City.

Lee era maggiormente inserita nei gruppi e nelle comunità artistiche più importanti del momento rispetto al marito, che all’epoca era ancora un pittore sconosciuto, inoltre appariva più serena e decisa nella sua trasgressiva vita di artista. Lee infatti non aveva mai paura di dire  quello che pensava e posava nuda, beveva e fumava molto ma senza oltrepassare i limiti del benessere proprio e altrui; Pollock invece appariva sempre a disagio ed era molto introverso (raccontò persino di sentirsi “come un mollusco in una conchiglia”) e, quando era all’apice del proprio malessere, cercava conforto nell’alcool e nel misticismo che scatenavano in lui violenti attacchi di rabbia, seguiti da periodi di mutismo.

I due artisti traevano l’ispirazione da correnti artistiche profondamente differenti. Quando Pollock venne ricoverato in reparto psichiatria nel 1937 per i propri problemi di alcolismo e depressione, affrontò i propri demoni attraverso la pittura ispirandosi all’arte dei nativi americani e alla cultura sciamanica che ammirava sin da bambino. Lee invece aveva sempre preferito modelli assai più raffinati, infatti leggeva Rimbaud e Baudelaire e amava l’arte di Mondrian.

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Untitled (from Little Image series), 1949, immagine tratta da wikipaintings.org
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I due artisti si sposarono il 25 ottobre 1945, dopodichè Lee consacrò la sua esistenza alla carriera del marito diventando la sua principale critica d’arte, discutendo con lui e sostenendolo in ogni modo possibile, consentendogli così di coltivare il suo genio e diventare il più importante artista della seconda metà del Novecento. Fu Lee Krasner a sostenere Pollock sulla strada del successo così come lo aiutò ad uscire, almeno in un primo momento, dal baratro dell’alcolismo e della depressione. Si trattò non soltanto di un atto d’amore di una moglie sinceramente innamorata, ma purtroppo anche di un gesto di “auto-sabotaggio artistico”, perché la Krasner mortificò la propria brillante carriera per Pollock.

E’ giusto che un pittore accantoni il proprio talento per amore di genio molto più in gamba? Fino a che punto l’amore coniugale può giustificare il sacrificio della propria affermazione personale? Chi sarebbe oggi Lee Krasner se non avesse subito la discriminazione di genere? E Pollock sarebbe riuscito a rivoluzionare il mondo dell’arte senza il suo supporto?

L’indissolubile rapporto instauratosi tra i coniugi fece ingelosire Peggy Guggenheim, una famosa mecenate dell’epoca che ammirava immensamente le opere di Pollock. La donna, una ricca ereditiera ebrea, organizzò la  prima mostra personale di Pollock nel 1943 e, nel 1947, stipulò un contratto in cui gli garantiva uno stipendio mensile per quattro anni. Peggy Guggenheim detestava Lee Krasner, non ritenendola all’altezza della cultura, dei modi raffinati e dei viaggi in Europa che la ricca mecenate, a differenza dell’artista squattrinata, si era potuta permettere, inoltre le due donne avevano lo stesso carattere indomabile e tenace, che permise loro di farsi strada nel mondo dell’arte. Il denaro della Guggenheim tuttavia non poteva competere con l’amore e la devozione della Krasner, che riuscì a salvare per un certo periodo il marito dall’alcolismo sostenerlo sulla strada del successo.

Con la borsa di studio di Peggy Guggenheim i Pollock acquistarono un’incantevole villetta colonica nella lussureggiante zona Springs di East Hampton, a Long Island. L’antica casa era priva di acqua e riscaldamento, ma nonostante ciò molti altri artisti raggiunsero la coppia e insieme diedero vita ad una piccola comunità di intellettuali. Nel 1946 Pollock trasformò il fienile in uno studio privato; l’ampio spazio del pian terreno venne riservato naturalmente al maestro, che proprio in questo luogo perfezionò il Dripping, mentre alla consorte venne rifilato il primo piano, che era costituito da una stanzetta molto più piccola. I coniugi Pollock poterono così lavorare individualmente e in due ambienti separati, ma spesso si ritrovavano su invito in uno dei due studi per scambiarsi sostegno morale, opinioni e consigli, che naturalmente non sempre venivano seguiti. Il rispetto e la stima reciproca non vennero mai incrinati dall’invidia, sebbene la povera Lee Krasner era solita anteporre l’attività del marito alla propria.

Lee Krasner era ormai conosciuta dal pubblico e dai critici come la moglie di Pollock e le sue opere venivano costantemente ignorate. Stufa di essere considerata semplicemente una “first lady” priva di talento, Lee decise di firmare le sue opere con la sola sigla L.K. Nel 1951, Barnett Newman telefona alla casetta di Springs per chiedere a Pollock di posare per la celebre foto degli Irascibili pubblicata su Life; risponde Lee, ma Newmann non le rivela i suoi progetti e le chiede semplicemente di passarle il marito, escludendola da quello che verrà poi considerato uno degli eventi più importanti nella storia del movimento artistico. Nella fotografia effettivamente posano soltanto pittori maschi fatta eccezione per Hedda Sterne, il cui ampio cappotto nero femminile spicca tra i completi “da bancari” dei colleghi.

In quello stesso anno Pollock ricominciò a bere; Lee gli consigliò di riprendere l’analisi junghiana che anni prima, all’epoca della pittura ispirata all’arte dei nativi americani, lo aveva salvato, ma Pollock preferì il trattamento più radicale che gli consigliò Greenberg. Non ci furono miglioramenti e l’artista, perso nell’alcool e nella depressione, assunse l’abitudine di rappresentare la moglie in pubblico come una vecchia strega e la tradì con una giovane studentessa d’arte.

Lee Krasner decise di porre fine ai maltrattamenti, così abbandonò il marito a se stesso per compiere un lungo viaggio in Europa, dal quale fece ritorno soltanto nel 1956 per firmare il certificato di morte del marito. Jackson Pollock morì infatti schiantandosi ad elevatissima velocità contro un albero, dopo aver trascorso la notte a bere; nell’impatto perse la vita anche una delle due donne che si trovavano nel veicolo insieme all’artista maledetto. Dopo l’incidente la pittura della Krasner divenne buia e cupa, i soggetti delle sue opere si popolarono di creature mostruose.

Un’opera di questo periodo è “Il guardiano” del 1960, che ricorda molto il Dripping di Pollock. Distinguendosi dallo stile spontaneo e immediato di Pollock, la Krasner costruì l’immagine mediante una composizione premeditata delle figure, il risultato è un’opera dalle linee estremamente raffinate.

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Il guardiano, 1960, immagine tratta da katarte.it
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Nel 1957 l’artista decise di dare una svolta alla sua vita e di trasferire il proprio studio al pian terreno del fienile, naturalmente dopo aver coperto con delle tavole di compensato le tracce del Dripping del marito. I suoi dipinti riacquisirono gradualmente la vivacità di un tempo, aumentarono di dimensione e persero ogni traccia dell’astrazione tipica dell’arte del marito: la trasformazione dei suoi dipinti rivelò al mondo che Lee Krasner aveva ritrovato lentamente la propria voce e si era liberata del fantasma di Pollock.

La donna continuò a dipingere sino a quando le forze glielo permisero, dopodiché liberò il fienile dalle proprie cose e asportò le tavole di compensato per riportare alla luce le tracce del Dripping di Pollock. Fortunatamente era visibile non soltanto la testimonianza di Pollock, ma anche i resti del passaggio della moglie: la donna infatti dipingeva scagliando la vernice contro le tele appese alle pareti ed è naturale che il pavimento non ne sia rimasto immune.

Prima di morire (19 giugno 1984), Lee Krasner diede il suo ultimo contributo al mondo dell’arte fondando l’associazione Pollock-Krasner, che ancora oggi offre borse di studio agli artisti di tutto il mondo.

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Lee e Jackson sono sepolti al Green River Cemetery. La lapide di Pollock è un enorme masso sul quale si trovano innumerevoli tubetti di vernice, quella della Krasner è invece più piccola e meno appariscente, confermando purtroppo anche dopo la loro morte il ruolo marginale della pittrice nel mondo dell’arte e nella loro vita di coppia.

Inizialmente Lee Krasner fu segregata dietro le quinte dell’Espressionismo Astratto e la critica si ostinò ad ignorarla sino al 1965, quando la Whitechapel Gallery di Londra espose alcune delle sue opere. Nel 1973 il Museo Whithey di New York le renderà omaggio con una retrospettiva e, da quel momento, il nome dell’artista inizierà a comparire nei saggi e nei libri di storia. Oggi è stata resa giustizia a Lee Krasner e, sebbene siano conservate soltanto 599 opere dell’artista, il mondo dell’arte è finalmente consapevole dei suoi meriti: Lee Krasner è indubbiamente uno dei maggiori esponenti dell’Espressionismo Astratto e una delle più grandi artiste donne della storia.

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Gaea, 1966, immagine tratta da moma.org

Articolo prossimamente pubblicato su L’Indro

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Fonti:

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6 thoughts on “Lee Krasner, un’artista incompresa

  1. i geni sono spesso incompresi e poi…in un mondo di soli uomini!… un’artista e donna già molto avanti per i tempi.
    grazie Valivi, buona giornata

    • Insomma, ci sono donne sue contemporanee o addirittura più vecchiette di Lee che sono state molto più rivoluzionarie. Bisogna parlare di queste cose per non dimenticare ciò a cui le nostre nonne hanno dovuto rinunciare per amore

      Buona giornata anche a te, a presto :)

  2. Da piccolo pensavo che l’arte fosse espressione di soli uomini; ma poi, leggendo e studiando, ho scoperto che le donne non sono assolutamente da meno. Ciao Vali e grazie per questo articolo!

    • Ci sono le donne, ci sono sempre state. Nel Medioevo i pittori erano considerati degli artigiani e le donne, non potendo lavorare, non avevano la possibilità di imparare a dipingere. Poi hanno pensato di istruirle per renderle delle compagne con cui fosse piacevole conversare, così hanno pensato bene di insegnare loro a dipingere ritratti e quadretti, ma niente opere serie (salvo rarissime eccezioni). Oggi il mercato dell’arte è ancora in mano ai maschietti, ma un giorno ce la faremo…

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