A scuola di marketing dalla Nintendo


Gli esperti di marketing della Nintendo non hanno potuto fare a meno di notare quanta fiducia e considerazione vengono riposte nelle opinioni pubblicate in rete dagli amanti dei videogiochi circa la qualità dei loro prodotti, così stanno applicando le più innovative strategie di marketing per convincere i giovani giocatori e gli appaionati cibernauti a promuovere i loro amati balocchi.

Settimana scorsa ho assistito alla conferenza di una manager delle Nintendo organizzata dal corso Tecniche della comunicazione aziendale della mia università e sono rimasta affascinata dall’astuzia con cui i produttori si infiltrano negli spazi dedicati ai consumatori per indurli a realizzare della pubblicità gratuita ed efficace: Nintendo in giapponese significa “fortuna che viene dal cielo” ma nel mondo degli affari non è sufficiente la protezione di una buona stella, il successo bisogna costruirselo da soli sfruttando ogni risorsa disponibile, compresi i consumatori stessi.

hihik

Gli appassionati di videogiochi sono chiamati dalle case produttrici “Gamers”: si tratta di bambini, adolescenti e giovani uomini che hanno trovato in Internet il luogo ideale per confrontarsi sulle proprie passioni dando vita a forum, community, blog, pagine di Social Network e canali Youtube interamente dedicati ai videogames. In questi ambienti virtuali alcuni ragazzi brufolosi e fanatici di videogiochi parlano con spontaneità ed innocenza della loro grande passione con ragazzi altrettanto brufolosi e spassionatamente nerd, i loro post scanzonati e i simpatici video pubblicati in rete sono spesso in grado di raggiungere le decine di migliaia di visualizzazioni, determinando in modo decisivo gli andamenti delle vendite del colosso orientale.

In questo periodo, per esempio, gli addetti ai lavori osservano con il fiato sospeso gli entusiasti commenti sui forum dei primi acquirenti di Pokémon X e Y, l’ultimissima versione del videogioco dedicato alle creature che una quindicina d’anni fa hanno conquistato il mercato dell’infanzia. Il marchio Pokémon è uno dei cavalli di battaglia della Nintendo, peccato che i coloratissimi mostriciattoli siano amati soltanto dai più piccoli mentre gli adolescenti e gli universitari, pur ricordando con nostalgia i 150 Pokémon della prima stagione, non riescono ad apprezzare le nuove versioni: non guardando più i cartoni animati faticano a ricordare i nomi delle centinaia di mostriciattoli ideate dalla Nintendo negli ultimi anni e non si identificano negli eroi della serie; i sondaggi rivelano che i pochi appassionati ci giocano di nascosto, lontano dagli occhi dei coetanei.

Pokémon X e Y avrebbe lo scopo preciso di spalancare le porte delle scuole superiori e delle università al marchio Pokémon e i commenti positivi pubblicati dai ragazzi nei forum e nei blog di videogiochi offrono dei prognostici favorevoli circa i futuri andamenti delle vendite. Tali post però non costituiscono soltanto dei dati u cui realizzare delle statistiche sul prodotto, ma anche un’ottima opportunità di pubblicizzarlo gratuitamente: i cibernauti si fidano molto più del giudizio disinteressato dei propri compagni di giochi che di uno spot televisivo, perciò ogni opinione positiva su un popolare sito web di videogames costituisce per la Nintendo una straordinaria opportunità di pubblicità a costo zero.

[NB: siamo così sicuri che i giocatori più grandicelli abbiano veramente pubblicato degli apprezzamenti nei confronti dei Pokémon? Non si tratta di una piccola bugia raccontata per di indurre noi universitari a visitare i siti dedicati ai Pokémon e a comprare qualche prodotto? Io cito testualmente quanto è stato affermato alla conferenza, anche perchè non ho prove per confutare le affermazioni della manager della Nintendo, però non mi fiderei al 100% di quanto è stato detto nel corso della conferenza.]

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I responsabili marketing dell’azienda nipponica tuttavia non sono disposti a lasciare che le sorti delle loro vendite vengano determinate dalle opinioni postate in rete da una manciata di adolescenti appassionati di tecnologia, così hanno deciso di intervenire sull’immagine che le community propongono dei loro prodotti. La strategia ideata a tale scopo è semplice ma efficace: il primo passo consiste nell’identificare i “territori” (così si esprimono i maestri del marketing) fertili, in cui è possibile trasmettere una buona ed efficace pubblicità del prodotto mescolandosi ai giovani Gamers, il secondo step invece è l’utilizzo di un linguaggio accattivante e persuasivo, appositamente pensato per la community prescelta, al fine di creare un rapporto autentico e diretto con gli utenti.

Ma quali sono nel concreto gli stratagemmi inventati dalla Nintendo per indurci a comprare i loro videogliochi? Come convincere dei ragazzini a pubblicizzare videogiochi per altri ragazzini? La Nintendo ha convocato un nuovo team di manager, reclutandoli da settori differenti (come per esempio lo sport) per potersi avvalere di un punto di vista fresco e incontaminato, proprio al fine di rinnovare le proprie strategie e mantenersi al passo coi tempi.

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Una sfida a Mario Kart tra youtubers

Per invogliare un utente Internet a promuovere un prodotto certe volte è sufficiente creare delle sfide online e pubblicare su Youtube i video delle partite, soprattutto quelli delle finali e degli scontri tra campionissimi: non c’è niente di meglio che invitare i ragazzini ad assistere ad una partita per creare la dipendenza da videogioco.

La Nintendo però ha voluto fare le cose in grande: ha chiesto ad alcuni celebri Youtubers (che sarebbero quei ragazzi che sono diventati famosi attraverso i propri canali Youtube), tra cui il fascinoso Willwoosh, di incontrarsi fisicamente per sfidarsi a Mario Kart e realizzare due video, uno per promuovere l’iniziativa e uno relativo alla competizione; in entrambi i filmati le popolarissime star del Tubo vengono riprese mentre si divertono con un prodotto della Nintendo, oppure ne parlano scherzosamente. Il risultato di tale ingegnosa strategia di marketing è la creazione di due corti in cui delle celebrità amati dal pubblico giovanile promuovono in modo apparentemente spontaneo e senza secondi fini Mario Kart.

L’aspetto sensazionale è che questi ragazzi sono percepiti dai coetanei come dei giovani qualsiasi proprio perché hanno raggiunto il successo grazie a dei video amatoriali realizzati interamente con le loro forze, inoltre il loro divertimento mentre giocano a Mario Kart è spontaneo e assolutamente genuino. Si noti inoltre come l’oggetto principale del video non sia la promozione di un prodotto, bensì la documentazione di un evento sociale in cui dei ragazzi famosi si sfidano ai videogiochi, così lo spettatore subisce la promozione dei videogames senza accorgersene. Cammuffando l’aspetto pubblicitario dell’iniziativa e realizzando dei video interessanti non solo per il prodotto in se, ma anche per la divertente sfida proposta e la partecipazione dei vips, le visualizzazioni sul Tubo si moltiplicano e il successo economico è assicurato!

Si noti inoltre i continui riferimenti ai premi offerti nel corso della manifestazione: si tratta di gadget di scarso valore, che tuttavia sono in grado di attrarre un folto numero di ragazzini. Attraverso un meccanismo un po’ contorto ma efficace, viene promossa una manifestazione ideata per promuovere dei prodotti mediante la promessa di altri prodotti.

(Ps: Simona, la simpatica signora tatuata che compare ad un certo punto nel video, è la Brand Manager di Nintendo. La lezione in università è stata tenuta proprio da lei.)

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L’euforia di quello che non se lo aspettava

– Ciao, che ne diresti di raccontare ai telespettatori quanto ti è piaciuto questo nuovo videogioco?
– E’ bellissimoooooooo!!!!!

Pescate dalla massa un giovanotto cicciottello e impacciato e, cogliendolo alla sprovvista, chiedetegli di esprimere davanti ad una telecamera un parere sul vostro prodotto. Colto da un’irrefrenabile emozione per i “15 minuti di celebrità” di cui parla Andy Warhol nel famoso aforisma e che proprio voi in quel momento gli state offrendo e incredulo per la straordinaria occasione che proprio voi gli state offrendo, il ragazzo si sbrodolerà in un euforico elogio del vostro prodotto che non passerà inosservato.

Gli spettatori comprenderanno che gli atteggiamenti commossi assunti dal ragazzo sono dettati dall’emozione provocata dalle telecamere, ma il suo divertimento risulterà genuino e verrà comunque associato sia al prodotto pubblicizzato, sia al divertente evento goliardico organizzato dalla Nintendo. Non di promuove dunque soltanto il videogioco in sè, ma anche una tipologia di eventi promozionali che dovrebbero costituire un oggetto di consumo a parte. Per farla breve, la Nintendo ti consente di consumare gratis ciò che serve per promuovere il prodotto a pagamento, e dunque invogliarti a comprare.

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Fatevi fotografare con i nostri gadget

In occasione dell’uscita dell’ultima versione di Zelda è stato chiesto ad alcuni giornalisti (o blogger… purtroppo non ricordo molto bene quest’ultima parte della lezione) di farsi fotografare in pose buffe mentre indossano un cappello e brandiscono una spada di Zelda e di pubblicare il risultato su Internet. Questa iniziativa ha permesso di lanciare in modo simpatico e insolito il videogioco di Zelda a prezzi bassissimi: i gadget di Zelda sono costati all’azienda poche centinaia di euro, ma le fotografie sono state visualizzate da migliaia di utenti internet.

Il segreto per garantire il successo dell’iniziativa è stato badare alla realizzazione di gadget accattivanti, che fossero piacevoli e desiderabili pur non constando molto, in modo tale da risultare allettanti sia per coloro che dovevano realizzare le fotografie sia per gli utenti internet che le avrebbero visualizzate in rete.

Si innesca dunque un meccanismo di invidia nei confronti del blogger che si sta divertendo realizzando fotografie buffe con spadino e cappellino, dei giocattoli ottenuti proprio grazie al prodotto… Zelda! Insomma, ti faccio desiderare qualcosa che potresti ottenere gratis (non servono dei cappellini firmati per divertirsi scattando fotografie buffe) al fine di farti comprare un costoso giocattolo a pagamento. Si noti inoltre come la partecipazione ad un evento firmato da una potente azienda di giocattoli conferisca ai partecipanti l’illusione di fare parte di un gruppo esclusivo: le loro foto potrebbero ricevere più visibilità proprio grazie al cappellino Zelda. Di fatto, il simpatico gruppo di fotografi dilettanti verrà dimenticato in un archivio di fotografie che nessunovorrà più visualizzare.

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Un regalino ai blogger più popolari

A caval donato non si guarda in bocca, anzi, si ringrazia! Per promuovere un videogames per bambine di animaletti antropomorfi (scusate ma non ricordo il nome di questo balocco) la Nintendo ha deciso di regalarne una copia ad alcune persone scelte con particolare attenzione:
– Un giovane blogger attraente e un po’ “fighetto”, di quelli che piacciono alle ragazzine, che ha parlato molto bene del giocattolo al proprio affezionatissimo pubblico femminile;
– Un adulto che scrive su un blog di videogiochi;
– Una bambina figlia di una blogger di moda piuttosto famosa che ha creato un blog interamente dedicato al videogioco ricevuto in regalo.

Donando il gioco a questi tre personaggi la Nintendo ha ottenuto dell’ottima pubblicità a basso prezzo in tre fasce di consumatori molto diverse tra loro, vale a dire la fascia delle ragazzine che seguono il blog del “fighetto”, le bambine interessate al blog della coetanea e la fascia (di non secondaria importanza) dei genitori. La Nintendo infatti non presta attenzione soltanto alle esigenze dei suoi principali acquirenti, vale a dire i bambini e i ragazzini, ma ascolta anche le opinioni anche di consumatori appartenenti a fasce di secondaria importanza, come i “Silver games”, gli uomini di mezza età, poiché è sempre alla ricerca di nuovi mercati.

cefcefcr

 

[A me piacciono moltissimo i videogiochi e, se solo potessi, ci giocherei tutto il giorno. Non mi piacciono però le tecniche di manipolazione con cui le aziende ci inducono a consumare i loro prodotti…]

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10 thoughts on “A scuola di marketing dalla Nintendo

  1. Campioni del marketing, campioni di distruzione “cervellare”. Passami il la parola.
    Non sopporto i giochi elettronici che creano dipendenza.
    Gioco si, ma che siano studiati per “drogare” giovani menti (ma anche adulti)….non mi va giù. Con tutte le conseguenze che si vedono in giro.

    Buona giornata
    .marta

    • Io non ho niente contro i videogiochi, anzi, mi piacciono moltissimo! Però non mi piacciono le tecniche con cui ci inducono a comprare le cose… quella è vera manipolazione mentale

  2. Temo, Carissima valivi, che i parallelismi tra i vari metodi che vengono utilizzati dalle Major – ne converrai, i nostri veri Governanti da ormai oltre mezzo secolo – siano infiniti al punto da risultare sistematici.
    I boicottaggi per sabotarne l’abbruttimento generazionale, sarebbero inutili: è il mondo che abbiamo permesso ci costruissero intorno.
    Bene, quindi, che perlomeno se ne parli, tra i più giovani, sia pure con il tuo candore.

    • Ne parlo con candore perchè sono già in troppi quelli che ne parlano “da furbi”.
      Io mi sto limitando a rielaborare quello che ho appreso nel corso di una lezione universitaria; mi rendo conto che i meccanismi che ho descritto sono niente in confronto a ben più subdoli espedienti che vengono attuati senza che noi ce ne rendiamo conto… io parlo di quello che conosco e che studio!

      PS: il fatto che bastino dei trucchetti così bassi per manipolare i ragazzini è triste. Non sono io ad essere troppo candida, sono le masse che sono un po’ polle

  3. Non vorrei averTi offesa, sottolineando il candore che ho intravisto nel modo in cui hai trattato il tema del Tuo post. Non era mia intenzione: ho la più alta stima di chiunque mantenga ancora intatta la capacità di indignarsi. Per quanto riguarda le masse, forse sono davvero “un po’ polle”, le armi con cui vengono sottomesse, però, sanno essere alquanto raffinate.
    Con stima.

  4. Penso anche a “Italia1!” o ai “Guerrieri” di Enel.
    Ci sono moltissimi casi simili.

    Anche il “Blog CO2-neutral” era una campagna di questo genere, con la differenza che lì, in linea di principio, gli introiti pubblicitari finivano nella ricostruzione di non so quale foresta. Ma il meccanismo era lo stesso.

    • Ma certo, alla fine le strategie sono sempre le stesse strategie! Io ho parlato della Nintendo semplicemente perché ne abbiamo parlato in Università, ma credo che alla fine i possa fare un discorso analogo per qualsiasi prodotto commerciale.

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