I sospiri della cortigiana: Violetta Valéry in chiave pop


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Che cos’hanno in comune Frankenstein Junior, una delle più famose Drag Queen del cinema e la pubblicità della Nissan Qashqai?

Per rispondere bisogna tornare indietro nel tempo, all’epoca in cui Dumas Figlio aveva sbaragliato i lettori d’Occidente con La signora delle Camelie e in cui Verdi difendeva con ostinata passione la propria relazione extraconiugale con l’ex cantante d’opera Giuseppina Strepponi. Era il 6 marzo 1853 e, presso La Fenice di Venezia, andava in scena per la prima volta La Traviata, la tragica storia di Violetta Valéry (una mia omonima!), una cortigiana parigina che tenta di ritornare sulla via della rispettabilità per amore del giovane Alfredo nonostante la disapprovazione della famiglia di lui.

Una delle mie arie preferite è senza dubbio Sempre Libera (Atto I, scena V), il canto dei sospiri di Violetta che, ritrovatasi sola dopo il veglione di Capodanno in cui ha conosciuto Alfredo, mette in discussione la propria vita di agiata cortigiana; non aveva mai previsto l’eventualità di innamorarsi. Mentre canta il piacere di essere “Sempre libera degg’io folleggiare di gioia in gioia” per convincersi a lasciar perdere il giovanotto, le ritornano in mente, in uno dei primi flash back dell’opera lirica, le parole d’amore che poche ore prima Alfredo le aveva dedicato: “Amore è palpito dell’universo intero. Misterioso, altero, croce e delizia al cor“.

Croce e delizia, eros e thanatos, amore e morte. Nonostante l’allegria dei gorgheggi, la frivolezza del motivetto e la semplicità dei contenuti, la povera Violetta sta compiendo una scelta cruciale per la sua esistenza, una scelta che la porterà ad un’inevitabile e terribile sofferenza.

Nel video qui sotto potete ascoltare l’aria cantata da Anna Netrebko, in uno spezzone dell’opera realizzata dalla Filarmonica di Vienna sotto la direzione di Carlo Rizzi nel 2005. Violetta è qui rappresentata come una seduttrice contemporanea, anziché come una mantenuta borghese ottocentesca come vorrebbe la tradizione; la giovane donna soffre e ama sotto gli sguardi severi di un orologio che conta le ore che la separano dalla morte e di un inquietante orologiaio canuto. Per volere del regista, l’incantevole protagonista rosso-vestita è ubriaca e intravede tra i vapori del vino Alfredo, che interagisce con lei sul palco.

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Centosessant’anni sono trascorsi da quella lontana prima volta in cui il pubblico udì i soavi gorgheggi del Sempre Libera a Venezia (fischiandoli, tra l’altro, per lo scandaloso soggetto di meretricio del libretto e per l’età avanzata e il fisico grassoccio di un soprano molto poco credibile nei panni della bella Violetta) e il mondo da allora è cambiato: la lirica non è più la forma d’arte popolare per eccellenza, quella che tutti, dall’imperatore di Prussia al contadino che non poteva pagarsi il biglietto in piccionaia, fischiettavano per le strade. La Traviata e ogni altro capolavoro di questo straordinario genere musicale tuttavia non sono morti, si sono semplicemente adattati alle esigenze della cultura pop. Non ne siete convinti? Eccovi qualche esempio.

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1)      Frankenstein Junior: un gorgheggio per lo Svanktuka

Uno dei film più amati degli anni ’70 è Frankenstein Junior, divertentissima la parodia degli innumerevoli film dell’orrore in bianco e nero dedicati nel corso del Novecento al mostro di Mary Shelley.

Elisabeth, la fidanzata del Dottor Frederik, è una ragazza che ha avuto tutto dalla vita: è giovane, bella, ricca e terribilmente viziata. Forse è proprio a causa del suo caratterino e dei mille pacchi che si fanno certe pignolissime ragazze perbene che Elisabeth non ha mai … ci siamo capiti, no? (In caso contrario, correte subito a guardare il film!)

Il caso vuole che la Creatura si innamori di lei decida di rapirla per fare l’amore con lei in una grotta. Inizialmente la giovane è restia a concedersi al proprio rapitore ma, siccome gli energumeni di due metri con grandi manone e grandi piedoni come il Mostro sono dotati di un enorme “Svanktuka”, Elisabeth cambia rapidamente opinione e si abbandona ai piaceri della carne cantando il Sempre Libera.

In questo caso ci troviamo in una situazione completamente opposta rispetto a quella di Violetta,  poiché Elisabeth non è una cortigiana che rimpiange la retta via, ma una snervante signorinella un po’ snob che scopre le delizie della passione. Clicca sul link per visualizzare il video del rapimento di Elisabeth e farti quattro risate con uno dei film più spassosi della storia del cinema.

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2)      La Traviata sul grande schermo

Se le note di verdi possono essere cantate su un palcoscenico, perché non celebrarle anche in un set cinematografico? Stessa musica e stessi cantanti, ma ambientazioni realistiche anziché scenografie di cartone, autentici abiti d’epoca anziché i soliti costumi di scena e una fruizione dell’azione filtrata dall’obiettivo della telecamera anziché un vasto palcoscenico su l’occhio può vagare liberamente.

Nel video qui sotto troverete una romantica interpretazione di Teresa Stratas; si noti come il quadro di Violetta che compare ad un certo punto del filmato evochi il ritratto di Marie Duplessis, il personaggio storico cui si ispirò Dumas per scrivere La signora delle camelie. Notevole l’espediente con cui il fantasma di Alfredo compare e scompare dalla scena, apparendo fisicamente nell’inquadratura senza tuttavia perdere l’aura di irrealtà tipica dei ricordi.

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3) Priscilla la regina del deserto: le gioie e i dolori di una Drag Queen

Priscilla la regina del deserto è la storia di tre Drag Queen che compiono un lungo viaggio in pullman attraverso l’Australia. Cambiano le gioie, i dolori, i dubbi e le passioni, ma pur sempre di mal d’amore e di problematiche di convivenza sociale si tratta. La singolare interprete di Violetta si veste di un sciccosissimo e scintillante color argento e canta per un pubblico immaginario, dall’alto di una gigantesca scarpa col tacco fissata sul tettuccio di un pullman. Detto così sembra buffo, ma l’effetto complessivo è spettacolare.


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4)      La pubblicità della Nissan Qashqai

La città all’alba è popolata da casette dispettose che ostacolano con vari dispetti la corsa della Nissan Qashqai. L’automobilina però è più agile e scaltra così le schiva con noncuranza, creando uno scherzoso balletto su asfalto accompagnato dai leggiadri acuti del Sempre Libera. A voi il video!

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VIOLETTA: Follie! Follie! Delirio vano è questo!
Povera donna, sola, abbandonata
In questo popoloso deserto
Che appellano Parigi,
Che spero or più?
Che far degg’io?
Gioire!
Di voluttà ne’ vortici perir!
Gioir!.

Sempre libera degg’io
Folleggiare di gioia in gioia,
Vo’ che scorra il viver mio
Pei sentieri del piacer.
Nasca il giorno, o il giorno muoia,
Sempre lieta ne’ ritrovi,
A diletti sempre nuovi
Dee volare il mio pensier.

ALFREDO: Amor è palpito …

VIOLETTA: Oh!

ALFREDO: … dell’universo intero,…

VIOLETTA: Oh! Amore!

ALFREDO: Misterioso, altero,
Croce e delizia al cor.

VIOLETTA: Follie! Follie!
Gioir!
Sempre libera degg’io
Folleggiare di gioia in gioia,
Vo’ che scorra il viver mio
Pei sentieri del piacer.
Nasca il giorno, o il giorno muoia,
Sempre lieta ne’ ritrovi,
A diletti sempre nuovi
Dee volare il mio pensier.

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5 thoughts on “I sospiri della cortigiana: Violetta Valéry in chiave pop

  1. Scusa se commento solo ora ma ero a Roma per seguire una tre giorni di conferenze-suicidio con 40 gradi all’ombra!

    Quindi sono sopravvissuto per dirti che hai fatto dei bellissimi accostamenti e delle interessanti osservazioni su La Traviata e su alcuni dei più bei film mai girati :)

    Ciao!

    • Grazie mille per essere passato, mi fa molto piacere avere un parere positivo da te, anche se la tradizione vorrebbe che Verdiani e Wagneriani siano rivali. 40 gradi all’ombra??? se ti può consolare, si schiatta anche qui in Lombardia. ;)))

  2. Pingback: La Traviata sul divano (7 dicembre 2013, La Scala di Milano) | Acqua e limone

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