Iron Man 3, una recensione tra Oscar Wilde e Osama bin Laden


Attenzione, spoiler!!!

iron-man-3-poster-gwyneth-paltrow-robert-downey-jr

Immagine tratta da: nontistavocercando.it

Con Iron Man 3 si conclude un’altra triologia dedicata al mondo dei fumetti, il solito film d’azione dedicato a sparatorie, fantascienza, umorismo spiazzante e via dicendo.

Con mia straordinaria sorpresa, la trama aveva un senso compiuto: non si trattava infatti di uno di quei papponi incomprensibili che tentano invano di riassumere in due ore un’opera cartacea di successo (mi riferisco ad Harry Potter o a Uomini che odiano le donne); non era nemmeno una fragile storiella, scritta per giustificare topless e sparatorie ad un pubblico di quindicenni surriscaldati dal testosterone. Il regista Shane Black ha saputo realizzare una storia coinvolgente, solida, intricata al punto giusto ma soprattutto indipendente dai primi due film della serie, così potete gustarvi Iron Man 3 anche senza guardare di nuovo i numeri uno e due.

 

Una colonna sonora anni Novanta

Unica pecca, l’assenza di una colonna sonora all’altezza dei film precedenti. Back in Black degli ACDC ci aveva fatto sognare nel 2008, quando il primo capitolo della triologia era apparso sul grande schermo. In questo triste 2013 invece il rock viene brutalmente tradito in favore del pop anni ’90 degli Eiffel 65. Perdoniamo la regia per questo affronto semplicemente perché gli Eiffel 65 meglio si addicono al flash back tutto party, sesso e voglia di vivere con cui Tony ci racconta uno stralcio della sua gioventù.

Se avete consacrato il vostro cuore al rock n’ roll come la sottoscritta, sono certa che apprezzerete quanto me le graffianti note di Shoot to trill del video qui sotto; il secondo filmato è invece dedicato a chi preferisce tornare indietro nel tempo con gli Eiffel 65.

La morale della favola

Un uomo famoso una volta disse: “Noi creiamo i nostri demoni”. Chi l’ha detto, che cosa voglio dire? Non importa, io lo dico perché l’ha detto lui… perciò lui era famoso, e avendolo menzionato due uomini molto conosciuti io non… Ricominciamo. Prendiamo la cosa dall’inizio.

(Tony Stark – Iron Man 3)

Nella prima scena del film Tony afferma che “Noi creiamo i nostri demoni“, ma non ricorda il nome dell’autore dell’aforisma.

Le sue parole mi hanno incuriosita, così ho fatto una piccola ricerca su Google. Iron Man sarà anche un genio in ingegneria, ma la letteratura non è il suo forte: non solo ha dimenticato il nome dell’autore della citazione, ha persino modificato le parole della frase.

Ecco le testuali e ben più poetiche parole di Oscar Wilde:

We are each our own devil, and we make this world our hell.

Oscar_Wilde_(1854-1900)_1889,_May_23__Picture_by_W__and_D__Downey

Immagine tratta da Wikipedia

Gli sceneggiatori non hanno certo commesso un torto nei confronti dell’intellettuale irlandese storpiando il suo splendido aforisma.

La brevità e la mediatezza incisiva sono gli ingredienti chiave per aforismi ed epigrammi di successo, ma la delicatezza ottocentesca e il sapore miltoniano della frase di Oscar Wilde poco si addicono all’adrenalinica rapidità del cinema.

Il verbo “creare” è inoltre un diretto rimando all’attività di Tony Stark, un meccanico capace di inventare i marchingegni più strani e un supereroe che ha dato vita ad Iron Man, la sua seconda identità.

ATTENZIONE: MOLTI MI DICONO CHE LA CITAZIONE APPARTIENE A MILTON. Effettivamente anche io avevo pensato a Milton all’inizio, ma su Internet non ho trovato nulla al riguardo, invece mi sono imbattuta più volte nella citazione di Oscar Wilde, di cui ho voluto parlarvi nella mia recensione.

NON SAPENDO A CHI SI RIFERISCE REALMENTE TONY NEL PROLOGO DEL FILM, ATTENDO DELUCIDAZIONI DA UN ESPERTO!

Il volto mediatico del nemico

Il Mandarino, un terrorista islamico non dissimile da Osama bin Laden, dissemina il terrore tra il popolo americano attraverso videomessaggi realizzati su un set cinematografico. Ben presto l’inquietante personaggio del Mandarino si rivelerà un semplice attore, appositamente creato da ben più loschi individui per spargere il panico e screditare il presidente degli Stai Uniti.

Latest_portrait_of_Osama_bin_Laden-2

Immagine tratta da Wikipedia

La vicenda è un’avvincente rappresentazione cinematografica di quanto è avvenuto non molti anni fa negli USA: per circa dieci anni, gli americani hanno temuto Osama bin Laden, un nemico residente a migliaia di chilometri di distanza in un continente lontano e ostile, che proprio per questo motivo hanno conosciuto solo attraverso i media.

Non esistono testimonianze dirette fornite da civili o cittadini comuni (che io sappia!) e ogni immagine del terrorista è stata filtrata dai videomessaggi da lui stesso realizzati e dalla voce dei media americani. La gente comune non ha a disposizione fonti che non siano state in qualche modo filtrate dalle autorità islamiche e occidentali, inoltre sono ancora molte le informazioni top secret sulla vicenda; la figura di Osama bin Laden è dunque inscindibile dalla sua immagine mediatica e dal sospetto, non infondato secondo alcuni, che molti aspetti della sua carriera terroristica e della sua controversa morte siano stati inscenati dalle autorità americane.

Ho apprezzato moltissimo gli espedienti cinematografici con cui è stata gradualmente rivelata allo spettatore la menzogna del Mandarino: un primo piano sullo scranno del terrorista sul set cinematografico in cui l’antagonista fantoccio avrebbe rivelato al mondo il proprio piano di distruzione; in seguito il regista insinua il sospetto attraverso il ridondante montaggio barocco e le immagini inverosimili con cui realizza i videomessaggi del Mandarino.

Uno sguardo ai personaggi principali

Robert Downey Jr. è sempre Iron Man, il supereroe scienziato pazzo dei film precedenti: in quest’ultima puntata della serie lo incontreremo un po’ provato dagli attacchi di panico, ma ormai siamo abituati alle sue stramberie psichiche, che permettono tra l’altro di approfondire i tratti più vulnerabili ed umani del supereroe.

Un ovazione per Gwyneth Paltrow, che incanta gli spettatori nei panni di una dolcissima e affascinante Pepper. Sei fenomenale quando ti muovi e quando respiri, adoro la scena in cui Tony appoggiava il capo sul tuo petto e tu lo accarezzavi.
Non posso che applaudirti e riconoscere in te l’attraenza di una femmina di grado superiore; non sarebbe male avere il tuo fascino, ragazza!
PS: Sono scioccata dai tuoi addominali, sembri una body builder!

Un’immagine di Pepper rubacchiata da img.allvoices.com

Il nemico di questo episodio è chiamato Il Mandarino (Ben Kingsley) ed è un terrorista che minaccia l’America con l’incubo di esplosioni devastanti, realizzate con una tecnologia misteriosa …

Posso affermare con lo stesso ingenuo furore di una quindicenne di essermi innamorata di Guy Pearce, il cattivone più figo di Hollywood.  Il personaggio di Pearce infatti è un bastardo dal volto squadrato, sorriso malvagio, capelli alla Malfoy e un malinconico passato da nerd incompreso. Carissimo, sei autorizzato a rapirmi ogni volta che desideri perché non ci sono parole per descrivere quanto sei sexy. Sono tua!
PS: Nemmeno una scena di nudo, non ti sei tolto nemmeno la maglietta, mannaggia a te!

Guy Pearce, da http://www.joblo.com

Rebecca Hall presta il suo indimenticabile sorriso a Maya Hansen, una vecchia fiamma di Tony esperta di botanica. Un’attrice da commedia romantica che abbiamo già incontrato in Vicky Barcellona, esperta in espressioni sbadatamente sexy e in un’innocente sensualità da bimba ribelle. Insomma, una donna bella ( viso asimmetricamente sexy e corpo da urlo), da additare come esempio per tutte noi ragazze, ma soprattutto un’attrice di tutto rispetto.

http://tfgeekgirl.files.wordpress.com/2013/01/iron-man-3-rebecca-hall-talks-maya-hansen.jpg

Eccola qui la nostra studiosa, in una foto proveniente da collider.com

Stephanie Szostak è perfetta per i ruoli da dura, così le hanno assegnato il più fumettoso tra i personaggi del film: fisico perfetto (non importa se hai perso un braccio, sei fantastica), visetto d’angelo elegantemente sfregiato da una misteriosa cicatrice, fulvo caschetto sfrangiato e caratterino da poliziotta cattiva, interpreta una veterana di guerra al soldo del Mandarino. La supersexy ragazza della pellicola cinematografica è molto diversa rispetto all’eroina del comics, ma di gran lunga preferibile per simpatia e carisma.

James Badge Dale interpreta invece lo psicopatico collega della fanciulla, un russo dallo sguardo da maniaco che avrebbe benissimo potuto pronunciare una frase come “Ti spiezzo in due”.

In Iron Man 3 troviamo anche due vecchi amici che avevamo già incontrato nei film precedenti: Iron Patriot (Don Cheadle) e Harold Hogan (Jon Favreau) due alleati di Tony che faranno una breve apparizione nel corso della pellicola.

Due righe infine per il piccolo Harley (Ty Simpkins), un ragazzino esuberante, chiacchierone e molto intelligente che aiuterà Tony in un momento di difficoltà. E’ il mio fratellino ideale, voglio adottarlo!

Annunci

21 thoughts on “Iron Man 3, una recensione tra Oscar Wilde e Osama bin Laden

  1. Bello il tuo post..
    La citazione di Wilde è commovente e bella…
    Il film volevo già andare a vederlo, ora andrò senza dubbio…
    Ti va di passare nel mio ultimo post???
    Ti aspettoooooooo
    Baci.
    Luna

  2. ciao, ho trovato per caso il tuo blog. domani lego il post su iron man, che non riuscirò a vedere al cinema, ma tanto tutti dicono che… è una cazzata. vedremo cosa dici tu :) notte!

    • Hai ragione, è una cazzata. Ma le cazzate servono a divertirsi!!! Ho scritto una recensione senza infamia e senza lode. La trama ha un senso e i personaggi sono accattivanti; per farsi una risata tra amici basta e avanza!

      Torna presto a trovarmi, grazie :)

      • ma infatti son anche io di questo parere! fortunatamente ci sono film d’autore e film spara spara. per esempio noi in famiglia siamo dei fan accaniti i bruce willis. insomma lui ha fatto film di concetto, per lo più.. :P

  3. Ciao Valivi, finalmente riesco a trovare un momento per sedermi a leggere questa tua recensione! Ho lasciato passare un po’ di tempo così da metabolizzare il film e il ricordo. Ho apprezzato molto la tua recensione, soprattutto il pezzo su Wilde e le tue osservazioni. Comprese quelle musicali! Sul giudizio del film, invece, sono un pochino più negativo, ma con due premesse eheh: non sono già di mio fan della Marvel o in generale dei film sui supereroi (ne ho apprezzati pochissimi); né avevo visto un film di Iron Man prima. Mi hanno trascinato a vederlo complice un trailer che sembrava adrenalinico e profondo e ho trovato un film lentino, più comico che d’azione, e un po’ (troppo) pieno di buchi. Naturalmente, è solo una mia opinione personale! ;) Un caro saluto!

    • Ciao Andrea,

      mi fa piacere risentirti, io in questo periodo ho abbandonato il blog a se stesso, ma sto preparando un nuovo super-post culturale e magari una di queste sere potremmo sentirci su facebook.

      A me la trama è parsa più sensata di altri film; come ho scritto nella recensione, sono stati girati dei film peggiori nella storia del cinema spazzatura. Generalmente preferisco i film d’autore ma, come sai, è appena terminato un periodo in cui mi sono dedicata a pochi argomenti culturali, per cui ho ritenuto più che adeguato alle circostanze scrivere una recensione su un film di basso calibro come Iron Man.

      Non oso discutere di cinema con un esperto come te perchè non è il mio campo: nel mio cervello si affollano nozioni confuse apprese alle superiori, ma non me la sento di esprimere pareri personali circa la struttura del film.
      Mi è piaciuto riconoscere la citazione di Oscar Wilde, ridere della misera caricatura di Osama bin Laden (non dico altro per evitare Spoiler) e ho letteralmente idolatrato i supereroi che tu non apprezzi. In effetti avrei potuto tralasciare i miei pareri personali sulla figaggine di certi fumettosissimi personaggi perchè poco si addicevano ad una recensione seria, ma ormai è andata.

      Ci sentiamo presto,

      Valivi

      • Ciao Valivi,
        ben volentieri sono contento se ti va di chiacchierare (come già ti accennavo io tengo disattivata la chat di fb per default, ma non sempre non ci sono e viceversa ;) )! E ti ringrazio per considerarmi esperto di cinema, ma fidati, non sono nulla di tutto questo. Ne parlo con la stessa passione con cui mostri te e che traspare anche da questa recensione. Anche io ho provato a farne qualcuna, ma sempre inserisco i miei pensieri personali, dunque vedi abbiamo anche una cosa in comune ;) Assolutamente però Iron Man 3 in sé non è un film brutto, almeno è ben realizzato tecnicamente e la trama è pur sempre più sviluppata di tanti altri blockbuster, ma tuttavia personalmente non mi ha colpito molto. Poi io sono il primo a guardare certo cinema spazzatura (per esempio la saga di Scary Movie eheh sono i miei guilty pleasure!).
        Ben contento che sia in procinto di uscire il tuo prossimo articolo! Non vedo l’ora di leggerlo ;)
        Un saluto!
        Andrea

  4. Io ho amato questo film e ovviamente adoro gli ACDC del 2 e Robert Downey junior che per me è eccezionale e azzeccatissimo :)
    Complimenti, mi piace davvero molto il tuo blog!

  5. Ciao,
    sono felice di sapere che qualcuno la pensi come me su questo film. Mi dispiace per tutti quelli che si aspettavano un “Cavaliere oscuro” della Marvel, ma sono convinto che Iron Man 3 brilli di luce propria e che sia riuscito a far emergere l’aspetto psicologico di un personaggio,Tony Stark, che non ha palesemente nulla a che vedere con quello di Bruce Wayne. Chiunque si sia aspettato che Iron Man potesse indossare le vesti di un eroe drammatico consumato dal conflitto interiore, che riuscisse a trovare la propria strada attraverso una risposta psicologica paragonabile a quella di Batman, secondo me è semplicemente partito con il piede sbagliato e, non avendo colto questo prezioso aspetto, forse ha dimostrato di ricercare nella novità dei valori chiave che già ha trovato e potuto gustare nel vecchio, ovvero una sorta di abitudinarietà cinematografica mista a poca apertura verso l’innovazione cinematografica. Ovviamente è un parere mio, ma rimango dell’idea che questo film sia stato pesantemente sottovalutato da una buona fascia di persone che ha dimenticato cosa significhi “guardare con gli occhi di un bambino”. Ottimo articolo comunque, ciao ;)

    • Ciao Silvio, purtroppo quale sia la tua concezione psicologica di Bruce Wayne perciò non posso esprimere un opinione al riguardo.
      Io ritengo che Tony sia un bambinone inconsapevole di avere la barba già da un po’: egli combatte il crimine con l’innocenza di un bambino che gioca alla plystation, se non ci fossero nemici da sconfiggere, li inventerebbe lui pur di continuare a giocare. Nel terzo episodio semplicemente diventa maturo affrontando una sorta di adolescenza.
      Fare un confronto con Batman (quello dei film, perchè io non conosco il fumetto) è assurdo a mio parere, perchè il cavaliere oscuro è un adulto molto poco spensierato e, soprattutto, con un sacco di “paranoie etico-metafisiche-sociologiche”.

      • Ciao Valivi,
        il paragone con il cavaliere oscuro è stato fatto e rifatto, sia dalla critica che dalle persone che parlando con me hanno espresso giudizi negativi su Iron Man 3. Quello che, a mio avviso, sfugge alle persone che esprimono tali giudizi è proprio quello che hai fatto notare tu nella risposta: Tony Stark ha un approccio puerile alla lotta contro il male esattamente come verso la sua vita personale, ovvero di una persona dall’infinita immaginazione e inventiva che chiama inevitabilmente un bisogno di rimanere ancorati ad un’Isola-che-non-c’è interiore. Detto in altri termini sono convinto che la genialità abbia sempre un prezzo, quindi delle carenze più o meno significative su altri aspetti mentali. Ovviamente parlo da “profano” – perché so ben poco di fumetti – però vorrei far notare come poco si faccia riferimento nei tre film al passato (più o meno travagliato) di Tony, e credo che la cosa sia intenzionale. Il personaggio che esce fuori da questo tipo di trama non è e mai potrà essere un “eroe dannato” perché nella sua genesi non ci sono grandi traumi, bensì il bisogno di riscattarsi con il mondo per il torto commesso dalla sua azienda produttrice di armi, modulato dal continuo bisogno di apparire del protagonista. Questo modo di mettersi in mostra è interessante perché sembra che l’ago della bilancia muova sempre verso l’esaltazione delle capacità cognitive di Tony anziché verso l’aspetto prettamente esteriore e ciò non toglie profondità al personaggio, anzi, lo rende un genio sofisticato ed intrigante che decreta una sorta di rivincita degli intellettuali (sempre dal mio punto di vista :) ).
        Discorso a parte è invece Bruce Wayne de “Il cavaliere oscuro”, egli è un eroe veramente “dannato” che non necessita le attenzioni del mondo perché il bambino che è in lui muore praticamente con la morte dei suoi genitori, ma che ha un grande bisogno di giustizia; ma quale giustizia distorta può concepire la mente di una persona che non ha avuto la possibilità di innamorarsi del mondo che lo circonda, un mondo che gli ha sottratto l’unica ragione di vita di un fanciullo?
        Questo confronto fra due grandi film, come dici tu, è impossibile perché cambia la psicologia – e quindi due interrogativi generali – che muovono entrambe le trame:

        1) Quante azioni di grossa portata (cause), buone e cattive che siano, può recepire il mondo che ti circonda prima che questo ti mandi una risposta (conseguenze)? Ed osservando la cosa a posteriori: quanto influisce la maturità di una persona nel saper riconoscere le proprie responsabilità nell’intera catena di causa-effetto?

        2) E’ possibile farsi carico dell’oscurità del mondo cercando di portare l’umanità verso la luce della morale? E se sì, chiunque si faccia carico di questa grande responsabilità quanto si può spingere verso il cuore della questione prima di rimanerne inevitabilmente corrotto?

        Per rispondere al tuo reply: questo è ciò che penso, ma di base il mio commento voleva essere una lode al tuo articolo che è riuscito a tirare fuori l’aspetto affascinante di Iron Man (personaggio nel quale indubbiamente riconosco alcuni aspetti salienti della mia vita) con una capacità di esposizione che mai avrò.

      • ooooooH, grazie Silvio, le lodi fanno sempre piacere; si scrive per condividere e scambiarsi le impressioni, perciò i commenti sono sempre graditi!
        Ti risponderò brevemente:
        1) E’ vero, commettiamo per caso gran parte delle nostre azioni, oppure non ci rendiamo mai fino in fondo conto di quello che stiamo facendo. L?importante, secondo me, è non smettere mai di porsi delle domande e cercare di prevenire ogni eventuale conseguenza negativa.
        2) Ahahahahahahah! Non credo che esistano personaggi di questo tipo, a parte Zarathustra, Maometto, Gesù di Nazaret, Dragon Ball… Insomma, non è un problema mio, ma se vuoi abbandonarti ad un piacevole delirio di onnipotenza immaginando di essere un supereroe, fai pure. Chissà, magari potresti aprire un blog, scrivere dei post bellissimi e scoprire di avere delle competenze espositive di gran lunga superiori alle mie. Di sicuro avresti una lettrice: la sottoscritta!

        PS: a me piacciono i fumetti, sto leggendo Lilith (il mio preferito!!!!) e Legs Weather, li conosci?

      • Ciao Valivi,
        forse ancora non mi sono spiegato in maniera lineare; i punti uno e due non sono domande che io pongo a te nelle vesti di “blogger valivi”, ma sono rispettivamente gli interrogativi che ho letto nelle trame di Iron Man e Cavaliere oscuro che, come ogni buona storia di supereroi, riescono a far uscire dei problemi propri dell’uomo comune riproponendoli su un piano fantastico e quindi di più immediata comprensione (un po’ come succede nei romanzi di Harry Potter).
        Questo non toglie però il fatto che, senza troppi deliri di onnipotenza, capiti spesso di trovarsi di fronte a scelte difficili nella vita di tutti i giorni e quindi a doversi fare realmente carico di piccole oscurità personali nel mondo del nostro Io :).
        A modo mio stavo cercando di spiegarti perché ho dovuto sottolineare la differenza fra Batman e Iron Man nel tentativo di elogiare la tua recensione e “condannare” chi si limita a emettere banali sentenze come: “Iron Man 3, che è stato pubblicizzato come il capolavoro noire della Marvel, è distante anni luce dal capolavoro di Christopher Nolan”, dal mio punto di vista sono semplicemente due cose diverse e con un occhio attento è possibile trovare tanti spunti di riflessione – come hai fatto tu – anche su Iron Man 3.
        Per quanto riguarda la storia di aprire un blog ti confesso invece di essere un neo-blogger anche io (SPAM SELVAGGIO: basta cliccare sul mio nick) però a livello di contenuti c’è ancora molto da fare; entrando invece per puro caso in questo tuo blog qualche giorno fa ne sono rimasto affascinato a tal punto da aver deciso di spezzare una lancia a tuo favore e quindi ho dedicato un post ad acqua e limone.
        I due fumetti di cui parli non li ho mai sentiti nominare perché, esattamente come te, faccio parte di quelle generazioni bombardate quotidianamente di Anime e sono caduto come un pesce nella rete dei mangaka giapponesi: questo di fumetto che purtroppo ho assimilato. Anche in questo caso però prediligo sempre le storie dense di psicologia, storie di uomini diversi con delle menti singolari che si mettono a confronto :) (es. Death Note).
        Spero che a questo giro di botta-e-risposta sia riuscito ad essere chiaro su tutto il pregresso, un saluto,

        Silvio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...