“Il seggio vacante”, una Rowling per adulti


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Attenzione, spoiler!!!

In tutte le librerie italiane spicca da qualche mese la copertina gialla e rossa di un nuovo best seller: J.K. Rowling è tornata a scrivere, ma questa volta si rivolge agli adulti con il suo ultimo romanzo Il seggio vacante.

[Se volete saperne di più, potete leggere la trama qui]

La dolce scrittrice bionda che, grazie alla saga di Harry Potter, è riuscita a diventare più ricca della regina, ha ricreato l’atmosfera della serie in un libro per adulti che tiene testa alle avventure del maghetto più famoso d’Inghilterra.

La ricetta de Il seggio vacante è semplice ma efficace. Innanzi tutto eliminiamo la scuola di magia in favore di un incantevole paesino inglese e sostituiamo gli stregoni e le creature magiche con dei semplici esseri umani che, pur essendo diversi tra loro e facendo molta fatica a convivere insieme, sono accomunati dalla stessa voglia di vivere e da un’incessante ricerca di serenità e amore.

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Nel mondo dei grandi non esiste però un netto confine tra bene e male, infatti non esistono due squadre opposte e complementari come i Mangiamorte e l’Ordine della Fenice, facilmente riconoscibili e giudicabili. Sebbene sia evidente che la via giusta da seguire siano la tolleranza e la comprensione (brava J.K., sono anni che abbiamo capito che sei una compagna anche tu!), è molto più difficile individuare nel mondo reale la strada giusta per capirsi e convivere pacificamente.

Una delle poche critiche ricevute da Harry Potter riguarda l’assenza di sesso ed altre tematiche tipiche del mondo degli adulti. I siti web e i forum abbondano infatti di maliziose critiche secondo cui non è possibile che degli adolescenti provino pulsioni così pacate e che non vadano oltre a qualche casto bacetto. Questa volta la Rowling, non più vincolata da esigenze dettate dalla giovane età del suo pubblico, non ha imposto censure: sesso e droga a volontà, ma il prezzo è la desolazione, la solitudine e i pericoli della vita vera. Il modesto ma sincero bacio tra Harry e Cho sotto l’agrifoglio è mille volte preferibile all’egoismo ed alla sporca ipocrisia con cui gli abitanti di Pagford, la cittadine in cui è ambientato il romanzo, saziano i propri impulsi e la loro disperazione.

Sebbene il romanzo sia rivolto ai maggiorenni, non c’è dubbio che la Rowling abbia una marcata preferenza per l’universo dei teenagers: i personaggi più giovani svolgono infatti un ruolo predominante nell’azione e sono strutturati in modo più affascinante e articolati rispetto ai “characters” adulti. J.K. ha un dono raro, la capacità di rivolgersi ai giovani e di comprendere l’energia e il fuoco della loro età.

Proprio per questo motivo forse la Rowling non sarà mai in grado di scrivere un libro completamente per adulti, ma questa sua peculiarità non è certo un difetto, al più è un’opportunità per creare un ponte tra grandi e piccini, tra noi stessi e quel frammento di innocenza sopravvissuto all’infanzia nel nostro inconscio.

I parallelismi tra le due opere abbondano, poiché Harry Potter e la filosofia de Il seggio vacante condividono la celebrazione del coraggio di fronte ai pericoli e alle ingiustizie (Sukhvinder “Cincia” Jawanda, uno dei personaggi, dimostrerà al termine della vicenda di avere un fegato degno di una Grifondoro) e la struttura della vicenda privilegia l’evoluzione delle dinamiche sociali a scapito del mondo interiore dei personaggi.

Ritengo inoltre che in entrambi i romanzi l’abilità con cui J.K. “ingarbuglia” l’intreccio sia superiore alla suspance e al pathos con cui tratta le scene di maggiore tensione e che l’autrice sia stata una maestra nell’inserire una leggera ma efficace comicità in molte brevi scenette di ordinaria quotidianità, ma tutto ciò non sminuisce affatto la qualità del romanzo.

Il fantasma di Harry Potter e dei suoi compagni continuerà a tornarvi in mente nel corso del romanzo, permettendovi di esplorare a fondo la poetica di una delle più brillanti scrittrici inglesi contemporanee. La penna di J.K. ha fatto centro di nuovo, perciò non posso che consigliarvi di correre in libreria per scoprire questa nuova avventura made in England.

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12 thoughts on ““Il seggio vacante”, una Rowling per adulti

  1. Avevo già una gran voglia di leggerlo. Dopo questa tua recensione, la voglia è ancora più grande. Farò pressione su mia sorella che finisca al più presto così me lo potrà prestare. Grazie! Un saluto!

    • Hai ragione, Harry è insuperabile. Però secondo me ques’ultimo libro è essenziale per capire la filosofia della saga: Pagford, la città in cui si svolge la vicenda, è in poche parole la società dei maghi in chiave babbana. Ops, questo non l’ho scritto nella recensione, malissimo!

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