I labirinti della burocrazia Erasmus (prima parte)


Da una settimana circa sono molto felice perchè ho superato le selezioni: a settembre partirò per Coimbra, una città portoghese, con il Progetto Erasmus. In questo periodo tuttavia il portogallo sembra lontano anni luce e, in compenso, ci pensano i moduli e la burocrazia a tenermi compagnia. La burocrazia pre-Erasmus è una bella scocciatura, ma io e i miei compagni di università non possiamo fare altro che accettarla con un sorriso. Non è facile orientarsi tra tutti quei moduli, perciò ho deciso di dare il mio piccolo contributo con questa piccola guida. Spero di essere di aiuto ai miei collegi viaggiatori! mondo Prima di riuscire a imbarcarvi e partire per la vostra meta, dovrete fare a botte con le snervanti pratiche necessarie per acceedre alle selezioni. Innanzi tutto dovrete iscrivervi, compilando gli appositi documenti e scrivendo una lettera di raccomandazione, in seguito sosterrete un breve colloquio in inglese. Se sarete soddisfatti della destinazione che vi verrà assegnata, firmate il contratto di accettazione per essere ufficialmente studenti Erasmus, dopodichè vi attenderanno una sfilza di moduli, colloqui, trattative e impicci vari di cui vi parlerò tra qualche mese, quando avrò terminato i preparativi e sarò pronta per volare a Coimbra.

  • Il bando ufficiale

Il bando ufficiale del proggetto Erasmus, contenente il regolamento completo dell’iniziativa, è un fascicoletto di fotocopie pieno zeppo di articoli ufficiali, che viene pubblicato sul sito web di ogni università tra dicembre e gennaio. Non sforzatevi troppo per sapere in anticipo la data di pubblicazione del bando, perché l’Ufficio Mobilità Internazionale non sa un fico. Lasciate che il passaparola degli studenti porti l’informazione da voi e, se proprio non vi fidate del chiacchiericcio di corridoio, controllate il sito universitario italiano di tanto in tanto, giusto per non sentirvi in colpa. Il bando è la Bibbia dello studente Erasmus, ma voi dovete imparare ad essere eretici: si tratta solo di uno sterile elenco di scadenze e di descrizione di procedure.

  • Il mercato nero delle informazioni: come imparare a muoversi

L’elenco delle destinazioni disponibili viene pubblicato una settimana dopo il bando, perciò vi consiglio di sfruttare questo periodo al meglio per carpire quelle informazioni che i documenti ufficiali non vi diranno mai. Ecco le principali fonti di informazioni dell’universo Erasmus. I SITI WEB ERASMUS: prendeteli con le pinze. E afferrate le pinze con i guanti di velluto! Ogni Università, straniera o italiana che sia, è fatta a modo suo, perciò quello che vale per uno studente di Torino potrebbe risultare inutile a un ragazzo di Trento, anche se la destinazione è la stessa. Le interviste, le testimonianze, i racconti sui blog e le chiacchiere sui forum sono invece un ottimo modo per iniziare a respirare l’aria che tira in Erasmus e per farvi un’idea su quale potrebbe essere la vostra destinazione. (http://www.programmallp.it/home.php?id_cnt=66) I SITI WEB DELLA VOSTRA UNIVERSITA’: sapete masticare un po’ di inglese? Se la risposta è sì, allora sappiate una cosa: le selezioni sono una pagliacciata! Non leggete tutte quelle sciocchezze sulla severità dei selezionatori e sfruttate il sito del vostro ateneo solo per annotare qualche appunto. L’UFFICIO MOBILITA’ INTERNAZIONALE: i dipendenti dell’ufficio sono più ignoranti di voi in fatto di procedure (viva l’università italiana!), ma una mano può sempre tornare utile. Prendete la segretaria più chiacchierona che riuscite a trovare, mettetela a suo agio e spremetela dolcemente per carpire tutte le informazioni possibili. ESN ITALIA: è un’associazione che organizza le attività per i ragazzi stranieri in trasferta in Italia. In questa fase non vi è consentito contattare un ESN straniera (provateci pure, ma vi ignorerebbero), tuttavia potete dare una sbirciatina agli studenti Erasmus nella vostra città. (http://www.esn.it/) GRUPPI DI FACEBOOK: la vostra università avrà sicuramente creato dei gruppi in cui i futuri studenti Erasmus possono confrontarsi. Sfruttateli! LE ALTRE PERSONE: prendete un ragazzo (magari anche carino!) di uno o due anni più grande e arruffianatevelo per bene, per farvi raccontare com’è andata la sua esperienza Erasmus. Chiedete anche ad amici e parenti, cercate di scoprire il più possibile… Non aspettatevi nessun aiuto dai professori e dai responsabili del Progetto Erasmus, almeno in questa prima fase. I più gentili vi risponderanno che non possono comunicarvi alcuna informazione prima dell’assegnazione delle destinazione, ma la maggior parte non rispondono nemmeno alle mail.

  • Le destinazioni.

La lista delle destinazioni viene pubblicata sul sito della vostra università pochi giorni dopo il bando. Si tratta di una lista asettica e priva di informazioni che possano aiutarvi a scegliere. Ebbene, è arrivato il momento di esprimere una preferenza. Il consiglio è quello di non scegliere la destinazione solo in base alla località e di assicurarvi di recarvi in un ateneo che proponga degli esami simili a quelli del il vostro corso di studi italiano. Nella peggiore delle ipotesi, infatti, potrebbero non accettare in Italia gli esami che avete superato all’estero. A questo punto, tutti gli studenti vanno in panico: il vostro unico supporto informativo sono i siti degli atenei stranieri (molti de quali in lingua madre) e i responsabili in università si rifiutano di aiutarvi. Io sono stata fortunata perché avevo capito subito che si trattava di un’attività da prendere sottogamba. Insomma, se ti viene richiesto un compito senza fornirti gli strumenti necessari per portarlo a termine, significa che lo si può prendere sotto gamba. E così è stato … abbiamo tutti consegnato dei moduli improponibili, ma nessuno ci ha fatto storie. file0001076847498 La consegne del bando e le informazioni “ufficiali” abbondano di contraddizioni. Ecco un esempio:

  • SPAGNA, UN DIVIETO INESISTENTE: una clausola del bando vietava specificatamente di scegliere delle università spagnole a chi non conosce la lingua. Palle! Un sacco di ragazzi se ne sono infischiati e sono riusciti a prenotare Barcellona o Madrid, pur non avendo mai studiato lo spagnolo. Le esaminatrici infatti non effettuano alcun controllo, consapevoli del fatto che lo spagnolo è una lingua che si può imparare molto facilmente. Alcuni ragazzi però sono caduti nella trappola e, fidandosi della clausola, si sono giocati la carta ispanico-catalana.
  • IN GERMANIA SONO TOSTI: il tedesco non è una lingua altrettanto semplice da imparare, perciò tutti quelli che hanno scelto la Germania o l’Austria hanno dovuto dimostrare di masticare un poco la lingua durante il colloquio delle selezioni. Per essere ammessi sono tuttavia sufficienti quelle quattro frasette che vi ricordate dalle elementari, perché non sono affatto selettivi: dopotutto, l’Erasmus è pensato anche per farci studiare le lingue straniere!
  • INGHILTERRA, UN SOGNO IMPOSSIBILE: non scegliete l’Inghilterra perché… la scelgono tutti, così le possibilità che un ateneo inglese venga assegnato a voi sono scarsissime. Se avete dei voti eccellenti potete rischiare, ma a vostro rischio e pericolo.
  • IL NORD EUROPA PER IMPARARE L’INGLESE: se l’inglese è la vostra passione e volete sfruttare l’Erasmus per perfezionarlo, i paesi del Nord Europa sono una meta più raggiungibile dei paesi anglofoni. Lassù tutti parlano l’inglese alla perfezione e molti esami universitari sono proposti proprio in questa lingua. State tranquilli, nessuno vi obbligherà ad imparare una lingua complessa come lo svedese in soli sei mesi (se poi volete tentare, tanto meglio! Ma potete benissimo farne a meno)
  • EUROPA DELL’EST e TURCHIA: ottimi per chi ha poco denaro da investire nel progetto Erasmus.
  • L’iscrizione

Siete riusciti a seguirmi? Io francamente mi sarei già persa, ma è normale perché la burocrazia Erasmus è terribilmente complicata. Dopo aver scelto tre destinazioni, dovrete compilare il modulo di iscrizione e consegnarlo secondo le modalità previste dall’università. Tra gli svariati documenti che dovrete compilare, è richiesta una lettera in lingua inglese, francese o tedesco, in cui esponete brevemente le motivazioni che vi hanno indotto a preferire le tre destinazioni che avete indicato. Mi raccomando, fate un buon lavoro perché la vostra lettera verrà valutata dagli esaminatori! Organizzate bene le idee, prediligete un lessico forbito ed esponete delle valide motivazioni. In internet troverete numerosi esempi a riguardo. Il learning agreement è la lista degli esami che avete intenzione di sostenere in lingua straniera. Il bando vi chiede, cito testualmente, di organizzare autonomamente il vostro piano di studi, ma in questa fase non avete accesso a tutte le informazioni necessarie per fare una cosa del genere, perciò accontentatevi di scrivere una lista puramente indicativa. In questa fase iniziale non sbattetevi troppo perché nessuno correggerà il vostro lavoro.

  • Il colloquio di selezione

Innanzi tutto dovrete compilare un modulo in cui dichiarate di confermare le preferenze indicate nei moduli di iscrizione, oppure segnalare che avete modificato le vostre scelte iniziali. Nella mia università sono particolarmente disorganizzati infatti, solo dopo averci fatto compilare il modulo, ci hanno mostrato la lista con le università straniere che non avevano rinnovato il contratto Erasmus con il nostro ateneo. Io, come molti altri, sono stata sfortunata: sono saltate due destinazioni su tre, così ho dovuto scegliere a caso due nuove località dal mucchio. Questo significa che la mia lettera di motivazione era praticamente inutilizzabile e che non sapevo nulla delle università che avevo scelto. Il colloquio è stato una pagliacciata: mi hanno chiesto solo di presentarmi e di esporre le motivazioni che avevo scritto nella lettera (ovviamente non ho potuto rispondere, ma sono riuscita a spiegare all’esaminatore cos’era accaduto in un inglese quasi perfetto) e le vostre aspettative per quanto riguarda il viaggio. Se non parlate molto bene l’inglese o la lingua in cui volete sostenere il colloquio, non spaventatevi: accettano praticamente tutti.

  • I risultati

Dopo circa un mese, finalmente esciranno i risultati e saprete a quale destinazione siete stati assegnati. State tranquilli, non lasciano a casa nessuno. L’unico inconveniente della graduatoria è che viene attribuito un punteggio più alto agli studenti più anziani, che si beccano le destinazioni di prima scelta. Io, che frequento solo il secondo anno, sono riuscita ad ottenere Coimbra, la mia seconda opzione, perciò sono molto soddisfatta dell’esito.

  • L’accettazione

Eh, già, non abbiamo ancora finito! Dovrete firmare un contratto in cui accettate la vostra destinazione e comunicate il semestre durante il quale vorreste partire. Questo significa trascorrere una mattinata in coda per firmare un semplice contrattino, portatevi un libro o qualche amico con cui chiacchierare!

  • E adesso?

A metà aprile ho il colloquio con la mia coordinatrice per compilare il Learning Agreement, dopo il quale dovrò sostenere un’altra sfilza di impicci che vi racconterò nella seconda puntata. Speriamo che vada tutto bene … LE IMPRESSIONI PRIMA DELLA PARTENZA Anche se mancano mesi alla partenza sono molto emozionata e non vedo l’ora di intraprendere questa avventura. So che all’inizio sarà difficile, soprattutto perché ho un carattere un po’ chiuso e faccio fatica ad ambientarmi nei posti che non conosco, ma stringerò i denti e riuscirò a cavarmela, come ho sempre fatto finora. Un po’ mi spiace lasciare il basket (un giorno vi parlerò del mio rapporto del tutto particolare con questo sport) e le conoscenze in università, ma l’attrattiva di esplorare una città affascinante come Coimbra e, naturalmente, di staccarmi finalmente dalle apprensive sottane materne è troppo gustosa per rinunciare.

 

I labirinti della democrazia Erasmus:

  • Seconda parte
  • Terza parte (la scriverò non appena avrò organizzato il viaggio)
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12 thoughts on “I labirinti della burocrazia Erasmus (prima parte)

  1. “staccarmi finalmente dalle apprensive sottane materne è troppo gustosa per rinunciare” wow!!!
    felice per te!
    complimenti e auguri!
    e tienici al corrente! ciao!

  2. Rinunciare al basket per l’Erasmus? Ma nemmeno per sogno… e poi Coimbra è una delle città universitarie più frizzanti d’Europa… perché non continuare lì? Boa Sorte – è il caso di dire!

  3. Pingback: Italiani bella gente | sitevasdesevilla

  4. Avessi avuto io qualcuno che mi abbia aiutato così prima di partire per l’Erasmus a Mainz, in Germania… invece ho dovuto fare praticamente un sacco di roba da solo, nemmeno conoscendo il tedesco!
    Ti auguro di trascorrere un felicissimo periodo a Coimbra. Tornerai che non sarai più la stessa persona, garantito;)

    • Poveretto, che faticaccia.
      Proprio cinque minuti fa stavo traducendo una pagina web dal portoghese e posso assicurarti che so cosa intendi!

      Grazie, spero proprio che l’Erasmus mi aiuti a diventare… che cosa? Boh… sicuramente diversa!

  5. Pingback: I labirinti della burocrazia Erasmus (seconda parte) | Acqua e limone

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