Cerchi lavoro, trovi grane


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– Pronto? Lei è la signorina V?
– Certo, chi parla? 

Mentre parlavo al telefono avevo l’adrenalina a mille per l’eccitazione. Sì, sono io la signorina V, grazie per aver richiamato. Mi hanno detto che ha una proposta di LAVORO per me… Eccomi, sono tutta orecchi.

– Buonasera, la chiamo per conto della società L. a titolo puramente informativo. Quanti anni ha, signorina?
– 21.

Evviva, uno stramaledettissimo lavoro! Ma che diavolo è una telefonata “a titolo puramente informativo”?

– E cosa fa nella vita? Studia o lavora?

Eccolo, il “prurito” che preannuncia una situazione sgradevole: una persona che chiede i miei dati personali prima di proporre  un’offerta nasconde sicuramente qualcosa. Decido di impugnare cortesemente ma fermamente la conversazione:

– Mi scusi, signora, prima che io le comunichi i miei dati personali, potrebbe dirmi lo scopo di questa chiamata “a titolo informativo”?

Sto sfoggiando un gentilissimo sorrisone da manuale, anche se l’interlocutrice dall’altra parte del cavo non può vedermi.

– Oh, signorina V, non deve preoccuparsi. Vede, noi organizziamo dei vantaggiosi corsi di inglese e informatica; volevamo solo sapere qualche informazione in più su di lei per indirizzarla verso le lezioni più indicate al suo livello.
Bla, bla, bla …

La centralinista ingrana la quarta e inizia a spiattellare tutto quello che sa su questi esclusivi corsi di inglese e informatica. Le parole scorrono rapide per impedirmi di ribattere, ma talvolta la signora si concede delle esclamazioni qua e là, per camuffare la recita di un sermone preconfezionato in una confidenziale chiacchierata tra amiche. Cara signora, ha beccato quella sbagliata, io non me la bevo!

I corsi proposti dalla telefonista sembrano essere davvero utili per una giovane studentessa disoccupata come me, tanto per le mirabolanti competenze che mi permetterebbero di acquisire, quanto per l’opportunità di partecipare a degli stage nelle aziende più prestigiose del milanese. Se saprò dimostrare di avere le qualità adatte per emergere, mi assicura la signora centralinista, verrò assunta a tempo pieno, perché le aziende sono entusiaste di arruolare delle giovani e promettenti ragazze in carriera.

Il prurito dietro la nuca si trasforma in un amarognolo sapore di disappunto. Mi avevano promesso un lavoro e mi ritrovo con un’invadente promoter che si sta approfittando del mio tempo prezioso.

Voglio però soddisfare un’ultima curiosità…

– I costi?-
– Ah, non ha senso parlarne adesso. Tutto dipende da quali corsi sceglierà di frequentare. La nostra scuola è estremamente conveniente, perché consente di scegliere la modalità di pagamento e di adattare la cifra alle esigenze personali di ciascuno…
Bla, bla, bla…

Adesso mi sono stufata.

– Non mi interessa, arrivederci.

Silenzio, la tizia non mi risponde e attende che sia io a chiudere la conversazione, forse perchè ogni secondo di chiamata in più la farà salire nella classifica del Call Center.
Mannaggia a queste centraliniste malefiche, che promettono un posto di lavoro per cercare di rifilarti qualche insulso corso a pagamento. Oggi il lavoro non esiste più, gli unici interessati a voi sono la peggior feccia dei venditori senza scrupoli.

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16 thoughts on “Cerchi lavoro, trovi grane

    • E’ ironia o non ti piace veramente?
      In effetti non mi piace molto l’incipit… gli ultimi due post non mi soddisfano appieno. Non dirmi così, mi mandi in crisi. :'(

      • non mi piace quello che succede a te… che poi non succede solo a te.
        il post ci sta. a parte che, appunto, è di interesse generale, anche fosse una cosa solo tua… il blog serve a questo.
        scusa, io do per scontato che mi si capisca al volo, era ironico.
        no, l’incipit funziona, mi sembra un articolo lineare, anche ben fatto per l’idea di intercalare la conversazione coi tuoi commenti e pensieri.
        bene secondo me.
        certo che se vai a vedere tutto riesci afare un sacco di migliorie… o peggiorie? :D
        l’ultimo post (Maria Lani) non l’ho commentato perché c’era poco da commentare (l’ho letto solo stamatina) ma cosa avresti voluto farci di più? ci vuole tempo, tanto…
        il precedente, quello sulla mostra a Palazzo Reale… credo di avere “ecceduto” in lodi invece, ecceduto nel senso che di solito mi modero per non sembrare uno sviolinatore… che c’è? tranquilla, scrivi bene, per me. hai tanti interessi e li condividi, in modo intelligente, “senza impegno”, i ragazzini ti copiano!!! :mrgreen:

      • Ho usato un tono troppo tragico e tu ti sei preoccupato. Scusa, semplicemente non avevo capito cosa intendessi dire.
        Grazie per la sviolinata (non sei uno sviolinolatore, tranquillo), i commenti del mio correttore di bozza ufficiale fanno sempre piacere. :)))

        Ci si becca sul prossimo posto (tuo o mio, non fa differenza) :)))

  1. Esatto, il lavoro non esiste più in Italia. E quindi si deve emigrare per forza, oppure rassegnarsi a fare una vitaccia qui, nel limbo. Do tutta la colpa allo Stato e a chi lo dirige (e a chi lo ha diretto nel tempo, sindacati compresi), che ha a sua volta rinunciato a fare una vera politica dedicata al lavoro.

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