Maria Lani, una ladra tra i bohémien parigini


Gli anni venti stavano giungendo al termine quando una giovane attrice polacca iniziò a frequentare gli ambienti intellettuali di Parigi, il suo nome era Maria Lani e nessuno avrebbe mai potuto immaginare che sarebbe diventata una delle imbroglione più celebri della storia dell’arte.

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Immagine tratta da: kelsangdongsar.blogspot.com

Maria Lani non era una donna propriamente bella, ma aveva una personalità estremamente carismatica e i suoi occhi furbi e misteriosi sapevano essere ipnotici, così non le fu difficile varcare la soglia degli atelier dei più importanti artisti dell’epoca e posare per loro come modella.

I bohemien parigini accettavano con entusiasmo perché non si trattava solo di ritrarre una donna affascinante, ma anche di sostenerla nella sua carriera artistica di attrice: Maria Lani si presentava infatti come una promessa del grande schermo e sosteneva di essere in cerca di ispirazione per un film dell’orrore in cui un dipinto prendeva vita. Il risultato fu strepitoso, in due anni Maria Lani riuscì a convincere più di cinquanta artisti a ritrarla e, nel 1930, le opere furono esposte in una mostra a lei dedicata.

La storia di Maria Lani non sembrava essere diversa da quelle di altre modelle della capitale francese; peccato che la donna non fosse un’attrice polacca ma una disonesta stenografa. Poco prima della conclusione della mostra, Maria Lani rubò le opere invendute e le rivendette  in America.

Come può una donnina del genere (pardon, Miss Lani, ma dopotutto non sei una strafiga) abbindolare più di cinquanta artisti di fama internazionale? Mistero… Ma il mistero è sempre affascinante, perciò ho deciso di dedicare questo post allo charme della ladruncola.

Valadon_ Maria Lani

Immagine tratta da: sandyschopbach.blogspot.com

Il ritratto che vedete qui sopra è stato realizzato da Suzanne Valadon, una grande artista di cui vi parlerò nel prossimo articolo. La pittrice fu un po’ cattivella con Maria Lani, il dipinto infatti non tenta nemmeno di nascondere le braccia cicciotte e le gambe tozze, ma non fu solo il fascino della ladruncola dalla posa impeccabile ciò che la Valadon desiderò rappresentare: il ritratto, attraverso tonalità pastello e pennellate morbide e pastose, vuole trasmettere l’atmosfera serena e il benessere di un sobrio ma grazioso salottino borghese.

Avrei voluto mostrarvi altri dipinti ma purtroppo il web sembra disinteressarsi a Maria Lani, così sono riuscita a scovare soltanto una alcune immagini misura francobollo, per di più quasi tutte protette da copy right.

  • Ecco un ritratto di Derain.
  • Il pallido volto dai tratti marcati realizzato da Bosshard.
  • Rouault la ritrae invece dall’alto in basso.
  • Ecco invece una fotografia di Man Ray.
  • Cliccate qui per visualizzare il dipinto di  Delaunai;
  • Soutine la ritrae con uno sguardo enigmatico:

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  • Qui sotto abbiamo invece Pascin:

pascin

  • In questo articolo di giornale, purtroppo illeggibile, troverete numerosi dipinti e sculture:

maria-lani

Immagine tratta da: bainhadefitacrepe.wordpress.com

  • Alcune immagini sono visibili anche su questo sito di moda. Maria Lani ha incantato anche lo stilista Galliano, che le ha dedicato una collezione.

cfas

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2 thoughts on “Maria Lani, una ladra tra i bohémien parigini

  1. storia molto interessante!!! (che non conoscevo… ) quasi da romanzo o da film non trovi?

    la bellezza non conta nulla… conosco donne esteticamente mediocri ma che hanno veramente fascino!! (e magari essere così!)

  2. Un post molto bello ed interessante, non so neanche io come sono arrivato a questo tuo blog ma so che dedicherò il mio prossimo tempo libero a leggerlo … A proposito della bellezza fisica credo che gli artisti in genere ne abbiano un concetto tutto loro, a volte il fascino si concentra su un piccolo particolare che fa passare in secondo piano tutto il resto, a volte la voce, delle parole dette o non dette suscitano interesse, anche i gesti, l’ambientazione di un incontro sono motivi validi per scrivere una poesia, comporre una musica o dipingere un quadro. Spesso l’occhio artistico è così sensibile che si crea un’opera d’arte ispirandosi al niente !

    Saluti cari da Biagio B

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