Milano nera, i gialli d’annata del Duca


Attenzione, spoiler!!!

La penna precisa e pulita di un giornalista, un medico radiato dall’ordine e una metropoli corrotta e irrecuperabile, ecco gli ingredienti con cui Giorgio Scerbanenco ha realizzato quattro perle del poliziesco italiano: Venere privata, Traditori di tutti, I ragazzi del massacro e I milanesi ammazzano al sabato sono i titoli della serie La Milano nera, un pezzo di storia del giallo italiano.

Pur non condividendo la visione del mondo dell’autore, ho divorato i quattro polizieschi in un solo boccone e sono certa che le avventure di Duca, il medico poliziotto, conquisteranno anche voi.

pistola

UNA GRIGIA MILANO CHE NON ESISTE PIU’

La serie è ambientata nella Milano degli anni ’60, ma “noi non la vediamo”. Scerbanenco infatti non indugia sulle descrizioni del paesaggio per entrare nel cuore della narrazione in perfetto stile giornalistico, con una chiara ed essenziale narrazione dei fatti, così Milano è solo un’ombra grigia e misteriosa, che scorgiamo di sbieco attraverso le losche esistenze dei suoi abitanti o un distratto riferimento dell’autore..

A distanza di cinquant’anni si sorprendiamo leggendo di operai che si recano a Porta Venezia in bicicletta, osterie rusticane sui navigli, un viale Sarca tra campi e cascine che oggi non esistono più, contadini lodigiani che ammazzano i gatti a fucilate… Scerbanenco racconta una Milano che non esiste più e che sa impressionare il lettore del Duemila, abituato alla metro ed alla folla cosmopolita di piazza Duomo.

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DUCA, IL MEDICO-DETECTIVE

Per dare la caccia ad un uomo bisogna sapere com’è fatta l’umanità, per questo Scerbanenco ha scelto per protagonista il dottor Duca Lamberti, uno studioso ed un meccanico degli esseri umani sotto l’aspetto medico e psicologico. Sarà proprio grazie  alle conoscenze mediche che Duca potrà stanare i cattivi, prevedere le loro mosse, manipolari psicologicamente e suonargliele di santa ragione (quanta aggressività nelle mie parole! Ebbene sì, preparatevi ad un po’ di violenza…).

Duca ha ereditato dal defunto padre poliziotto un incredibile senso morale e l’impulso di combattere le ingiustizie; tuttavia è anch’egli un criminale, forse perché la malavita può essere combattuta soltanto da coloro che fanno parte del club. Duca infatti è medico, ma è stato radiato dall’ordine e incarcerato per aver praticato l’eutanasia (un diritto sacrosanto, ma pochi erano della stessa opinione negli anni Sessanta), si innamora di un’ex prostituta con intrattiene una relazione extraconiugale (mai guardare in faccia l’amore, dico io, ma all’epoca non si andava tanto per il sottile) e non esita a violare le procedure nel corso delle indagini, cui tra l’altro non potrebbe nemmeno partecipare.

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UN MONDO IMMOBILE E IRRECUPERABILE

Ogni romanzo si conclude con la risoluzione del mistero, ma l’eterna battaglia tra luce e oscurità non avrà mai fine nell’universo di Scerbanenco: per ogni caso risolto, Milano accoglie in grembo chissà quanti criminali impuniti ed è evidente che le vittorie della polizia non cambieranno la situazione.

Milano è un’ombra in una metropoli oscura e sempre uguale a se stessa. Nei romanzi di Scerbanenco il tempo non esiste: ogni intreccio è costruito con maestria e la narrazione è estremamente coinvolgente, ma la città non muta con il trascorrere del tempo e i personaggi sono statici e non subiscono alcuna evoluzione interiore.

I protagonisti infatti si incontrano, litigano, cooperano e si amano coltivando delle relazioni nel corso della serie, perciò è possibile affermare che Scerbanenco abbia distribuito i romanzi lungo una linea del tempo, ma rivestono un ruolo secondario e poco approfondito.

Non cercate dunque un ordine nei romanzi di Scerbanenco e leggeteli nell’ordine che preferite. Spesso vi sorprenderete per la scomparsa di alcuni personaggi per capitoli o romanzi interi, ma non stupitevi e rispettate la scelta dell’autore di privilegiare l’intreccio poliziesco a scapito del mondo interiore dei personaggi.

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UNA MORALE CHE NON CONDIVIDO!

Ho divorato La Milano nera in pochi giorni, quindi Scerbanenco si merita un bel sette e mezzo in pagella. Purtroppo non posso risparmiargli una bella tirata d’orecchi per la visione del mondo e la filosofia della serie: i pregiudizi dell’epoca non sono un’attenuante per i giudizi meschini e stereotipati nei confronti di svariate categorie di persone (meridionali, ragazze madri, minorenni criminali… ).

Lasciatelo dire, mio caro Giorgio Scerbanenco, sei un po’ troppo severo nei confronti della gente comune e hai la pessima tendenza di “categorizzare” le persone, ma tutto sommato mi sei piaciuto.

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12 thoughts on “Milano nera, i gialli d’annata del Duca

      • be’, stavolta ho fatto il “Pubblicatore di Bozze”! :D
        certo ci eri andata più pesante…
        ti devo dire che “una volta” era molto comune la “categorizzazione”, specialmente nella letteratura gialla (gialli “americani”)
        ovviamente Simenon e Maigret (per esempio) con la pietas ed il pathos/partecipazione… sono un’altra cosa… ;)

  1. valivi
    16 marzo 2013 alle 08:21

    ho espresso un parere a sproposito, quindi?

    noooooo! e ci mancherebbe che ti criticassi per quello!
    è che io, con la mia esperienza e le mie letture, non me ne sarei stupito… e non l’avrei notato, tutto lì… era una considerazione… ed un comunicarti una cosa… solo quello… ;)

    • grazie, mio correttore di bozze personale! :))) in effetti io non ho molta esperienza in questo settore, ma i gialli mi stanno appassionando e in questo periodo li sto divorando. il problema è che riesco sempre ad indovinare il colpevole.

      • be’… dovresti leggerti la Christie (non sono sicuro della grafia… ma sai certo di chi parlo!)… è (era) una vipera, andava di colpi bassi… sviava il lettore con “falsi indizi”!!! una merdaccia!
        è un’impresa indovinare il colpevole nei romanzi della Christie… puoi “intuire”, forse, ma è molto macchinosa… e bara!!! leggiti “Dalle nove alle dieci” (tradotto anche “L’assassinio di Roger Ackroyd”). e prova ad indovinare!!!
        naturalmente scherzo… ma quello dimostra che la Christie era una vipera, come ti ho detto.

      • ehi, sei proprio un esperto!!! grazie, appena mi libero dei prossimi esami intraprenderò la lettura di qualche libro di agatha… come non conoscerla! però non l’ho mai letta…

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